giovedì 7 aprile 2016

Ultimo post




 8 luglio 2008 - 7 aprile 2016

IL BLOG chiude oggi.
Non saranno quindi pubblicati nuovi post
(incluso questo, sono in tutto 690).
Ma, attenzione, il blog NON è abbandonato. Sono previsti aggiornamenti di vario tipo!

Chi navigherà su questi mari per la prima volta, troverà in ogni caso tanto da leggere,
basterà andare a ritroso o cercare tra le "etichette", fare ricerche in archivio o cliccare su "cerca nel blog".

Non sarà più possibile commentare.

Chi vuole comunicare con me può ancora servirsi dell'indirizzo mail lettureeriletture@gmail.com

Ringrazio chi mi ha seguita in questi anni.
E' stata una bella esperienza.  E ringrazio anche chi continuerà a sbirciare da queste parti!

Buone letture a tutti/e.

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mercoledì 30 marzo 2016

The Paying Guests



GLI OSPITI PAGANTI
di Sarah Waters

Ponte alle grazie - 2015
Traduzione di Leopoldo Carra


Adoro la scrittura di Sarah Waters (e riprodurre le sue qualità in italiano è certo anche merito dei traduttori) che ruba la mia attenzione e non mi lascia più fino all'ultima pagina, dove di solito mi sento abbandonata!
Certamente me la rende interessante ANCHE il fatto che i suoi personaggi principali sono quasi sempre donne lesbiche, ma la verità è che Sarah Waters è maestra nel creare la tensione, la suspence di una qualità particolare, quasi domestica, intima, privatissima ma densa e travolgente. In questo romanzo (si svolge a Londra e siamo nel 1922) la storia personale della protagonista, la storia d'amore e l'incidente che verrà trasformato in crimine dalle circostanze, sono mescolati nelle dosi giuste e l'ultima pagina lascia solo il lettore.
Non è un giallo. Eppure lo conservo sotto l'etichetta "Gialli-noir e simili" perchè rientra anche in quel "simili". Come già notato dal Times (in quarta di copertina), in questo romanzo come negli altri precedenti la Waters è l'insuperata testimone di epoche perdute e vite segrete.
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"... - quei bocconi succulenti ma inafferabili, che dovevano essere estratti come chiocciole di mare dalla conchiglia e poi trangugiati con un occhio alla porta, un orecchio alla scala, e mai comodamente assaporati -, tutto questo, si rese conto, le aveva spremuto la vita."
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Link: Sarah Waters presso ponteallegrazie.it . Inoltre, la mia lettura de L'ospite (dal titolo simile a quest'ultimo e unico romanzo senza protagoniste lesbiche) nel blog del Centro di Documentazione Elca Ruzzier di Trieste e il post, in questo blog, dedicato a Turno di notte e quello dedicato a Affinità.

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lunedì 28 marzo 2016

Copia e incolla



LACCI
di Domenico Starnone
Einaudi - 2014




Storia di un matrimonio.
Breve romanzo suddiviso in tre libri, ogni libro una voce: prima la voce di Vanda, dalle lettere ad Aldo, che se n'è andato durante i primi anni di matrimonio per seguire una donna giovanissima, poi la voce di lui, accanto a Vanda alla quale è tornato da decenni, e infine la voce di Anna, la loro figlia, in dialogo con il fratello Sandro.

La scelta ardua di Aldo, il suo "recidere" i contatti, il suo voler neutralizzare gli impedimenti alla propria felicità, annullando i vincoli dei sentimenti e delle responsabilità. Il cuore spezzato di Vanda. L'equilibrio precario dei bambini. La rinuncia di Aldo. Il ritorno di Aldo. I decenni trascorsi insieme fino alla vecchiaia. Il non pronunciato che tesse le vite più del detto.
Il titolo è più che mai appropriato perché anche se fa riferimento a uno specifico episodio, i lacci in realtà sono simbolo dei legami. Certi lacci sono resistenti anche alle forbici.
I lacci legano le vite appoggiate ai due estremi e intrecciandosi ad altri lacci ingarbugliano e vincolano la vita di tanti.

Dal Libro terzo, paragrafo 6.:
"Orologio biologico, che espressione insulsa. Io non ho sentito mai nessun ticchettio, il tempo è corso via senza suono, ed è meglio così. Figuriamoci se mi mettevo a figliare urlando di dolore, se mi facevo squartare sotto anestesia per poi svegliarmi  con lo schifo di me, depressa, sopraffatta dal terrore di questi pupazzetti da cui non si può più prescindere. Ah sì, vivere per loro. Li hai fatti - copia e incolla - e te li devi tenere, qualsiasi cosa succeda. Ti offrono un bel lavoro all'estero, o hai la necessità di impegnarti notte e giorno per un risultato cui tieni, o ti viene voglia di avere tutto il tempo per un uomo: invece no, i figli stanno lì a ricordarti che non puoi, ci sono loro che hanno bisogno di te, piccole serpi esasperanti con quel loro arroncigliarsi stretti, feroci. Qualsiasi cosa tu faccia per accontentarli, è sempre troppo poco. Ti vogliono per sé e si inventano di tutto per mettere i bastoni tra le ruote delle tue urgenze. Non solo non sei tua - che stronzata anche quel vecchio slogan - ma non puoi nemmeno provare a essere pienamente di un altro, ormai appartieni veramente solo a loro. Sicché - ho gridato - fare figli è rinunciare a sé stessi."


Link: Lacci di Starnone presso Einaudi
Lacci su Repubblica.it (intervista-articolo di Simonetta Fiori)

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domenica 28 febbraio 2016

Lenta e insidiosa burocrazia

Tutta l'intervista su www.gay.it







MEZZO PIENO O MEZZO VUOTO?...
il bicchiere.






Riporto l'ultima parte dell'intervista di Alessio De Giorgi a Monica Cirinnà, pubblicata nel sito www.gay.it:

[...]
C'è chi sottolinea che il primo passo da fare è innanzitutto quello di approvarla alla Camera e paventa rischi che possano arrivare dalla piazza del 5. Il percorso è così scontato?
 
Un po' di sano realismo fa bene a tutti. Ci stiamo già dividendo tra favorevoli e contrari dopo solo il primo voto del Senato. Il percorso è sempre un campo minato, attenzione: la Camera dovrà decidere entro 40 giorni, votarla e portarla a casa. Basterà cambiare una virgola per far sì che la legge debba tornare al Senato e lì morire. Vi prego di considerare le mie parole come un serissimo campanello d'allarme: basta cambiare una parola perché la legge muoia. Rispetto a questo bicchiere mezzo pieno, avremo il nulla. Mi sento di fare un appello agli organizzatori del 5 marzo: l'irrigidimento di alcune posizioni ed il depauperamento dei valori che sono invece nella legge approvata al Senato, può portare qualcuno a dire tanto peggio, tanto meglio e favorire tutti i nostri nemici che comunque esistono, sono ancora forti e parlano di ricatto a Renzi sul referendum costituzionale. Cercare di arrivare all'approvazione alla Camera con animo più sereno da una parte e dall'altra sicuramente aiuterà. Ricordiamoci che serve poi la firma di Mattarella ed il decreto sull'anagrafe entro trenta giorni. Dobbiamo quindi tutti insieme essere responsabili.




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giovedì 25 febbraio 2016

Soave e navigato disprezzo

J. Williams foto in oubliettemagazine.com

Da STONER
(1965)
di John Williams
(1922-1994)

Fazi Editore - 2012
Traduzione di Stefano Tummolini


 A proposito del pubblicare:
...un recensore lo definì "pedestre" e un altro lo descrisse come "un'indagine competente". All'inizio se ne sentiva molto orgoglioso, lo teneva tra le mani, ne accarezzava la copertina liscia e voltava lentamente le pagine. Gli sembrava una cosa viva e delicata, come un figlio. Una volta stampato, l'aveva riletto tutto, stupendosi vagamente di non trovarlo né migliore né peggiore di come se l'era aspettato. Dopo un po' si era stancato di guardarlo, ma ogni volta che ripensava a quel libro, e al fatto di esserne l'autore, restava stupito e incredulo di fronte alla propria temerarietà. E alla responsabilità che si era assunto.

A proposito dell'amore:
Quand'era giovanissimo, Stoner pensava che l'amore fosse uno stato assoluto dell'essere a cui un uomo, se fortunato, poteva avere il privilegio di accedere. Durante la maturità, l'aveva invece liquidato come il paradiso di una falsa religione, da contemplare con scettica ironia, soave e navigato disprezzo, e vergognosa nostalgia. Arrivato alla mezza età, cominciava a capire che non era né un'illusione né uno stato di grazia: lo vedeva come una parte del divenire umano, una condizione inventata e modificata momento per momento, e giorno dopo giorno, dalla volontà, dall'intelligenza e dal cuore.

E a proposito delle proprie origini:
Nell'intimo della sua anima, in fondo alla sua memoria, restava il ricordo degli stenti, della fame, della sopportazione e del dolore. Anche se ripensava di rado alla sua infanzia nella fattoria di Booneville, conservava la coscienza del proprio sangue e dell'eredità lasciatagli dai suoi antenati, con le loro vite oscure, faticose e stoiche, e un'etica che gli imponeva di offrire al mondo tiranno visi sempre inespressivi, rigidi e spenti.

Scrive Peter Cameron nella postfazione:  
Ci prende un desiderio così disperato di vedere quest'uomo dominare le forze esiziali della sua vita e ogni volta che vi soccombe il lettore ne resta amareggiato.


Link: Stoner in fazieditore.it


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martedì 23 febbraio 2016

Appunti banali, Q

Anne Linnet.in wikipedia e in annelinnet.dk
















Q
PROTESTO! Ridatemi il cinema in città (attualmente scrivo da San Benedetto del Tronto!).
Una città senza sale cinematografiche - raggiungibili "a piedi" - non è più una città!
I cinema sono l'anima di una città!

Vedi anche: Appunti recuperati I-L-M-N-O-P,
Appunti disorientati G-H, Appunti rimandati E-F,
Appunti sospesi A-B-C-D


Colonna sonora: Du er saa smuk og dejlig in Youtube e altro in Linnetsongs.dk


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giovedì 18 febbraio 2016

Venne l'arcobaleno

Rovine di marcofulvi.it

















Dalla raccolta
Di acque e segni labili
di Enrica Loggi
Edizioni del Leone - 2000


1

Bruciata la carta
che conteneva i rimpianti.
Parole come nebbia
d'altro emisfero,
promontori raggiungono
silenzi.
Mari non navigati.
Pensando ancora più oltre
il pianeta
esplose tra le mani
dipinse la stanza.


2

Venne così l'arcobaleno
sedette in un angolo profondo
spinse un altro emisfero
a cercare ripari invisibili
sostanze come semi confitti
nella terra non più notturna,
promise il getto nuovo.
Va avanti serrato
un tempo di più ore
in breve il grappolo
è al suo ultimo acino, tu vivi.


-

Link: Il blog di Enrica Loggi, il sito di Marco Fulvi

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venerdì 12 febbraio 2016

Just Once




Da
L'estrosa abbondanza
di  Anne Sexton

Traduzione di Edoardo Zuccato
Crocetti Editore 1997










Una sola volta

Una sola volta compresi lo scopo della vita.
Accadde a Boston, inaspettatamente.
Camminavo lungo il Charles
e vidi le luci duplicarsi, tutte
con il cuore al neon e vibrante,
spalancando la bocca come cantanti d
opera;
e contai le stelle, le mie piccole veterane,
cicatrici fiorite, e capii che stavo portando
il mio amore sulla sponda verde notturna, e in lacrime
aprii il cuore alle auto dirette a est e a ovest
e feci passare un ponticello alla mia verità
e la condussi a casa in fretta col suo fascino
e fino allalba accumulai queste costanti
per scoprire poi che se nerano andate. 


 
Just Once

Just once I knew what life was for.
In Boston, quite suddenly, I understood;
walked there along the Charles River,
watched the lights copying themselves,
all neoned and strobe-hearted, opening
their mouths as wide as opera singers;
counted the stars, my little campaigners,
my scar daisies, and knew that I walked my love
on the night green side of it and cried
my heart to the eastbound cars and cried
my heart to the westbound cars and took
my truth across a small humped bridge
and hurried my truth, the charm of it, home
and hoarded these constants into morning
only to find them gone.




Oltre a L'estrosa abbondanza: Poesie d'amore, Traduzione di Rosaria Lo Russo, Le Lettere Editore, 1998, rosarialorusso.wordpress.com


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lunedì 1 febbraio 2016

Autodistruzione funzionale al potere

silviaballestra.it




I giorni della rotonda
di Silvia Ballestra

Rizzoli - 2009










Il naufragio del peschereccio Rodi (1970), Lotta Continua, gli scontri con "i neri", le Brigate Rosse, l'eroina.
Fotografie in bianco e nero e poi con i colori tipici delle Polaroid che
raccontano San Benedetto del Tronto dal 1981 al 1985, con molte pagine nel decennio precedente.
Personaggi e vicende che hanno come scenario la piazza con la fontana,
ai piedi del Faro: la Rotonda. E dintorni. Visti con gli occhi dissacratori di Mari, un'adolescente.
Romanzo storico?
Una tesi cresce tra le pagine: l'eroina e le altre droghe arrivarono a San Benedetto del Tronto, in una quantità da metropoli, con l'intenzione di mettere a tacere i marinai, gli studenti e gli operai politicizzati a sinistrissima. Riuscendoci.
Ironia e sarcasmo firmati Ballestra. 

"E' strano crescere in questo piccolo paese ove si mormora vi sia stata, pochi anni fa, una colonna delle Brigate Rosse. E' già strano crescere in Italia in quegli anni, coi telegiornali zeppi di morti e colpi di scena, ma trovarsi riprodotti in piccolo, fra la Rotonda, il liceo e i grandi Magazzini Gabrielli, alcuni eventi che di norma succedevano a Milano, Roma, Torino, fa una certa impressione."


silviaballestra.it


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lunedì 25 gennaio 2016

Senza diritti esonero dai doveri

ilfattoquotidiano.it

SENZA DIRITTI ESONERO DAI DOVERI


Prepariamo il piano B.
Con tutti i e Ma di tanti cervelloni (ovviamente tutti da parte di chi sta al calduccio nella vita civile), a destra come a sinistra, alla fine scodelleranno una sottospecie di riconoscimento, privo di elementi fondamentali come la possibilità di adottare l'eventuale prole del partner (ripetiamo: quando l'altro genitore biologico NON esiste ufficialmente), oppure SENZA il diritto alla reversibilità delle pensioni (alcuni politici sono così preoccupati che i soldi non ci siano perchè sanno bene che loro come categoria svuotano più della metà della cassa! Sanno che se fossero meno avidi i soldi ci sarebbero per questa e tante altre faccende... ma si sa che i privilegi non si mollano mai!).

Domando: senza questi due elementi (reversibilità pensioni e adozioni dei figli del partner) quale sforzo il Parlamento farebbe?
Quali diritti "generosamente" sarebbero riconosciuti?
Di poter acquistare una casa e di poter dormire con la persona che si ama?!
Ma signori! Questo lo si fa già, senza chiedere il permesso a nessuno ormai!
SVEGLIA!

A certi cattolici ricordo che neanche Gesù Cristo viveva con un padre biologico! Certo la solita maniera tutta italiana di (non) approfondire le questioni, fa in modo che tanti politici non sappiano di cosa si stia parlando (e nessuno glielo spiega in verità), ma pazienza, è la solita sciattoneria e faziosità non dico di partito (ormai!) ma di gruppi e sottogruppi. Trincee. Solchi. Battaglie alla I ragazzi della via Pàl!

Il Piano B, dicevo, va preparato, e io suggerisco: Visto che NON si hanno diritti, è ora di chiedere ufficialmente l'esonero dai doveri!
Avete capito bene!
Bisogna pretendere delle liste presso i comuni dove chi dimostrerà di essere omosessuale  verrà esonerato/a dal pagare le tasse, le imposte, tutte, da quelle sui rifiuti a quelle sulla proprietà, dal canone tv al bollo dell'auto.
NON abbiamo diritti e allora NON vogliamo doveri. Chiaro!

E questo è umorismo nero, nerissimo, nero profondo, nero pece, nero notte senza luna. Nero nuotata in un mare di ottusità.

Al piano B affiancherei il Piano C: Conversione ufficiale di tutta la categioria dei cittadini di serie B in quanto omosessuale, alle Chiese Protestanti Italiane (che sono italiani, sono cristiani e accolgono gli omosessuali non soltanto con le parole).

Notare: Qualche annetto fa si sentiva dire: Bisogna combattere l'omosessualità perché Se tutti sono gay alla fine il mondo finisce! Adesso che la popolazione omosessuale si è organizzata per fare figli (senza nascondersi dentro il tradizionale matrimonio etero): non va bene, non è naturale, questo no, questo non si può, per carità!
Ma gentili signori cattolici, a voi nessuno sta chiedendo di cambiare comportamento, voi continuate pure a non divorziare, non abortire, non accoppiarvi con persone dello stesso sesso, a non fare figli fuori dallo schema eterosessuale, fate pure, chi vi disturba? I non cattolici vi rispettano. Il vostro diritto a vivere la vostra religione fino in fondo nessuno ve lo nega!
Infatti, la Repubblica Italiana è uno stato laico e voi ci siete dentro come tutti quelli che NON sono cattolici o lo sono in maniera diversa. Chiaro?

Umorismo verde bile!




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martedì 19 gennaio 2016

Partiti per sedurre



Trovo per caso un libricino relativo alla XVI edizione del Festival Internazionale della Poesia di San Benedetto del Tronto, festival organizzato dal Circolo Culturale Riviera delle palme.
Il libro è stato pubblicato prima del festival (17-18 luglio 2010).

Foto: Paola Mastrocola.
Link: L'autrice presso Guanda




I poeti presenti: Paola Mastrocola, Elio Pecora, Stefano Simoncelli, Massimo Gallo, Maurizio Cucchi (direttore artistico), Valentino Zeichen, Thomas A. Clark, (tradotto da Chiara De Luca) e Maurice Riordan (tradotto da Luca Guernieri). 

Foto Elio Pecora
Link: www.eliopecora.it





* * *

La fine della seduzione
di Paola Mastrocola

S'è incupito il mondo, s'è perso
in una morsa di cielo ferro.
Il mondo che stamattina soleggiva,
mi sorrideva
di luce.

Eravamo partiti per sedurre.
Ora torniamo sgonfi,
seri di nebbia,
sbeffeggiati da un'assenza,
blocco di cera sfatta, un trucco
che s'è rivelato inerme e cola,
ci segna a righe sulle guance
come gli indiani
quando spaventano il nemico da combattere
o la morte che arriva.

Grazie per la lezione di umiltà,
per il lento
scorrere dei tram,
l'inesorabile passaggio
di nubi, questo grigio
che ora ci percorre
fin sui piedi e ce li storce,
ci piega
misere statue inginocchiate
su basi di cemento: l'unico
barlume, triste, dell'eternità.


In margine 
di Elio Pecora

Dunque, proviamo a ridere,
e se non ci riesce
- il tempo ci assottiglia
le ossa e le teste -
almeno sorridiamo
di quello che ci tocca
e il sorriso accennato,
anche se a mezza bocca,
anche se a denti stretti,
ci farà più leggeri,
meno ottusi nei troppi desideri,
più attenti alla misura
senza la quale proprio la mistura
che chiamiamo esistenza
finisce per ridursi
a triste apparenza.




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lunedì 18 gennaio 2016

T-shirt di marmo

Foto da : www.z3xmi.it



Ancora da
POESIE 1986-2014
di Umberto Fiori

Mondadori








1
Sedicimila presenze

Cosa c'è sotto questi discorsi, cos'è questo tono
pronto, come chi fa il verso a qualcuno?

A volte dentro uno si sente ridere
male. Non come i matti: come un bambino
trascinato per forza a un funerale
a vedere le pieghe
dei pantaloni,
a vedere le borse,
le cerniere, le mani.


2
Bocca

Mi vergognavo
di essere uno solo.

Mi vergognavo
di questo coro
che mi usciva di bocca.


3
Slargo

Chi potrà più trovarci,
chiedere conto,
domandare perchè,
dove, cosa? Noi siamo
tre piccioni che beccano
la pozza di gelato sul marciapiede.

Siamo il busto di bronzo,
la targa del furgone, l'altra bottiglia
che porta il cameriere.

Chi potrà più dare
torto o ragione? Noi
siamo nel giusto
di questo slargo alberato dove la sera
scende con un odore
di tigli,
di gas di scarico.


4
Raglio

Abbassavano gli occhi
per il disgusto, quando
sotto il mio peso
mi usciva un altro raglio.
Non parlavo di loro. Li avevo offesi.

Avavano ragione: chi soffre è ingiusto,
fa male, sbaglia.
E' il dolore
il peccato più grande.


5
Desiderio

Essere la mia faccia,
finalmente
liberata di me.

Stare al mio posto, nei miei panni:
blue-jeans e t-shirt di marmo.

Avere l'età che avevo:
quarantacinque anni.

Non diventare più.
Assomigliarmi.


6

*
In fondo al mio respiro, dentro, giù, giù,
nel punto più buio, dove
sono più solo, sono più io,
vi trovo.

Eravate già lì
a fare merenda,
a fare due tiri, a prendere
un po' di sole.





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lunedì 11 gennaio 2016

Cattiveria e genialità


L'amica geniale
di Elena Ferrante

edizioni e/o - 2011


Sono stata accolta nel gruppo di lettura Schegge di parole
composto da lettori/lettrici della zona, il Piceno. Il gruppo esiste da più di due anni. La mia prima lettura con loro è L'amica geniale di Elena Ferrante, la storia di due bambine coetanee, compagne di giochi, compagne di classe, vicine di casa. La protagonista, Elena Greco, ci racconta di sè e di Lila Cerullo, e di tanti altri ragazzini e adulti, del quartiere napoletano, miserabile e imbrattato dalla mentalità e dal potere camorrista degli anni cinquanta. Una forma di attrazione repulsione avvicina e allontana periodicamente le due ragazzine, alter ego l'una dell'altra.
Cattiveria e genialità.
Opprimente forza delle consuetudini e della sottocultura di quartiere, energia liberatrice del pensiero e dello studio.
L'amica geniale finisce con il matrimonio di Lila ma i personaggi continuano a vivere negli altri seguenti tre volumi (Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta, Storia della bambina perduta) che io per il momento non leggerò.
Scrittura coinvolgente e vigorosa.

"La volta che Lila e io decidemmo si salire per le scale buie che portavano, gradino dietro gradino, rampa dietro rampa, fino alla porta dell'appartamento di don Achille, cominciò la nostra amicizia.
Mi ricordo la luce violacea del cortile, gli odori di una serata tiepida di primavera. Le mamme stavano preparando la cena, era ora di rientrare, ma noi ci attardammo sottoponendoci per sfida, senza mai rivolgerci la parola, a prove di coraggio."


L'amica geniale presso edizioni e/o



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