venerdì 27 novembre 2015

Due di Adriano Guerrini

lapoesiaelospirito.wordpress.com
















Da ETÀ DI FERRO
di Adriano Guerrini
Mondadori 1978



Poetica

Non la visitazione, non l'effusione,
non la sofisticata manipolazione;
non il servizio, né il futile gioco.

Ma la lucidità rimanendo nel fuoco,
la semplicità dentro il magma impazzito,
la commozione di uno sguardo infinito.

Come due amici che hanno molto compreso
parlano della storia, della giovinezza,
una sera, adagio, con pudore e grandezza.


Strada sopraelevata  

Qui, sembra ieri, la strada non c'era,
mentre la città sempre più soffocava.
Sembra ieri. La città è molto cambiata,
più grande, più fitta di ferro e cemento.

Questa strada non c'era. E neppure c'era 
la ruga sul tuo collo che oggi ho veduto.
Corriamo. Le macchine ci vengono incontro
dall'altra parte, con le luci già accese.

Quella ruga non c'era. Corriamo. È notte.
Corriamo: gli anni, le città, le galassie.



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lunedì 23 novembre 2015

Due di Silvio Ramat

Foto da www.lideamagazine.com












Da IN PAROLA
di Silvio Ramat

Guanda 1977


Per chi vive qui

Da un tetto eterno, lo capisco,
è facile non giudicare,
innaffiando di sovrana pietà
il semplice mosaico del reale.

Ma per chi vive qui, sul ruvido
che non è più fango ma neanche
pavimento fiorito finora,
dire sì, rifiutare: non c'è un altro

modo di essere, di resistere.
Deridere o lacrimare
sugli atti del prossimo, sui propri
scatti da inerzia a furore.

E questo libro d'altri fra le mani:
non riderne, potresti domani
esser costretto a riscriverne
uno, tu, palinsesto del non-senso,

pedinandoti la follia.

Pensa che di questi ricalchi
storia e mondo crescono ancora
e supponi te stesso calco
di un essere poco pensato,

sicché un posto in valigia lascialo
a questo sciupìo di parole
fra caso e intenzione scoppiate:
distrai la tua distrazione

se c'è un viaggio alle porte
e una lingua da imparare:
stasi e silenzio, le corte
coordinate del tuo altomare.

(II Canyon)



Volume

Accade e può accadere:
prende corpo qualche ombra
e s'assesta, che in sogno parve fluida.
La pioggia penetrata nella stanza
da infissi poco stagionati séguita
la figura che in sogno fu un lunghissimo
bagno amaro: quasi un annegamento
nel lume gelido del capodanno
e la mosca persa nel capogiro
dello champagne -, l'insetto che anch'io fui
nell'istante vero e giusto
del crettarsi di tutti i vetri e mio.

Una sassata, ma da dove, da chi?
No, un puro spostamento d'aria, un soffio
agitato con forza tra qualcuno di noi.
Sulla scala il chiarissimo volume
esangue è transitato: lo spettro di casa, avvertono,
mentre io stavo a occhi bassi, aspettando
qualcosa che mi assolvesse proprio lì in mezzo ai calici,
ai rotti fiori taglienti che affondano
la boa che stiamo toccando d'intuito.

(VIII Recto e verso)





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giovedì 19 novembre 2015

Appunti disorientati, G-H









H
20.11.15
Quasi più nessuno "ci guarda". E' perché siamo vecchi/e, brutti/e, trasparenti? No.
E' che sono quasi tutti occupati a guardare dentro il rettangolino acceso: il cell, lo smart-phone, il diavolo-se-lo-porti via! Qualcuno si guarda ancora intorno? Pochi. Qualcuno guida, passeggia, va in bicicletta, cucina, siede? No. Stanno quasi tutti, in realtà, parlando e/o digitando al cellulare intanto che guidano, fanno acquisti, vendono merci, portano il cane a spasso, i figli a scuola, il nonno dal medico, intanto che siedono a tavola con altri, prendono un aperitivo, trasportano passeggeri, ricevono reclami, visitano pazienti, servono a tavola, puliscono le strade... ma, notate pure con i vostri occhi, tutte le attività che si sviluppano fuori del rettangolino sono attività secondarie.

G
19.11.15
Occuparsi della vita degli altri, per trascurare la propria. Aiutare gli altri ad avere un ritmo, a darsi un senso, a muoversi nella direzione giusta, e contemporaneamente perdere la bussola persino nei propri cassetti!





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sabato 7 novembre 2015

Dodici settimane a Perla



























Dodici settimane a Perla

Il romanzo sarà nelle librerie dopo il 
23 novembre 2015

Attenzione: NON è un esordio... la copertina mente!

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I fatti:
Tre donne si sono conosciute nell’adolescenza, in un collegio femminile, agli inizi degli anni Settanta, e si ritrovano più volte nel corso della loro vita.
Storia di un delicato amore adolescenziale che resiste al tempo e di un'amicizia che attraversa il tempo.

La geografia:
Una Sicilia di provincia, una Urbino notturna e cosmopolita e Perla Adriatica, una località inesistente che somiglia alle tante cittadine della costa tra Ancona e Pescara.

I personaggi principali e la loro essenza:
Nel presente una grave malattia corrode ogni gioia per Antonia; il tempo perduto in timori sociali e responsabilità erroneamente gestite rende Lilla decisamente in ritardo con se stessa; e una vita troppo razionale e poco spontanea, all’estero, sta portando Patrizia, la protagonista, sull’orlo della resa: i suoi cinquant’anni sono arrivati inaspettati, lo stupore di non riconoscersi e il sospetto di aver giocato male le proprie carte la rendono fragile.
Patrizia Lo Caudo si permette dodici settimane di pausa dalla sua vita lavorativa per raggiungere l’Italia e scrivere un romanzo, e ora, a Perla, il passato prossimo e il passato remoto si intrecciano con il presente. L’incontro con le due vecchie amiche e il ricordo di una figura materna (la signora Quondamatteo) che l’aveva protetta e sostenuta, le ridaranno la speranza nel futuro, per quanto ancora incerto.
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