venerdì 21 novembre 2014

Les parents terribles

Foto in theguardian.com di Jane Bown




















I PARENTI TERRIBILI
(1938)
di JEAN COCTEAU

Traduzione di Marisa Zini
Einaudi - 1972


[...]
Yvonne   Cosa diamine hai, Lèo... Ti ecciti...
Lèo   Niente affatto; ma in certi momenti il vostro carrozzone, il vostro relitto, oltrepassano i limiti. Lo sai perché un cumulo di biancheria sporca si ammucchia nel bel mezzo della camera di Michel? Lo sai perché Georges potrebbe tracciare i calcoli nella polvere del suo tavolo da architetto, perché la vasca da bagno è intasata da più di una settimana? Be', proprio perché, qualche volta, ci godo a lasciarvi affondare, affondare, impantanare, a vedere quel che succederebbe se ciò continuasse... e poi la mia mania dell'ordine prende il sopravvento e vi salvo.
Yvonne   E, secondo te, il nostro carrozzone avrebbe spinto Michel a cercarsi... una casa... presso una donna...
Lèo   Non è il solo.
Yvonne   Alludi a Georges?
Lèo   Sì, a lui.
Yvonne   Accusi Georges di tradirmi?
Lèo   Non accuso nessuno. Siccome non approfitto dei vantaggi della borghesia, rifiuto le menzogne che hanno origine da una vecchia turpe abitudine di bisbigliare e di chiudere le porte, non appena si parli di nascite, di patrimoni, di amore, di matrimonio o di morte.
Yvonne   Hai scoperto che Georges mi tradisce?
Lèo   E tu non lo tradisci?
Yvonne   Io... Tradisco Georges? e con chi?
Lèo   Dal giorno della nascita di Michel hai tradito Georges; hai smesso di occuparti di lui per non occuparti che di Michel. Lo adoravi... ne eri pazza e il tuo amore è cresciuto via via che Michel cresceva. Crescevano insieme. E Georges restava solo... E ti meravigli che sia andato a cercare affetto altrove. Credevi ingenuamente che il carrozzone avesse la funzione di carrozzone, e basta.
[...]



Link: teatroteatro.it


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martedì 11 novembre 2014

The Remission

Mavis Galland. Foto dalla pagina del The Telegraph del 19 febbraio 2014



















In AL DI LA' DEL PONTE e altri racconti
di MAVIS GALLANT

Traduzione di Giovanna Scocchera
Rizzoli - 2005


Da LA REMISSIONE

"Barbara capì, dal modo in cui lui la guardò, di aver iniziato il suo viaggio verso sud come moglie e madre dalla bellezza sfiorita, per giungere in un luogo dove il suo viso appariva esotico. Fino a quel momento aveva pensato solo che quella salita sul treno era una normale famiglia inglese, mentre poi ne era scesa la sua caricatura. La questione era sempre la stessa: l'occhio di chi guarda."

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LINK: telegraph.co.uk e panorama.it

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lunedì 10 novembre 2014

A place i've never been

Dal festivaldelleletterature.it del 2005

























In UN LUOGO DOVE NON SONO MAI STATO
di DAVID LEAVITT

Traduzione di Anna Maria Cossiga
Mondadori - 1990


Da C'è Chips

"Ecco la mia storia: quando ero piccolo, la mia famiglia viveva a Cleveland, e avevamo una cagna che si chiamava Troubles. Nella casa accanto c'era un cane che si chiamava Chips, e a una certa ora del pomeriggio, quando Chips entrava nel nostro giardino, mia sorella gridava: "Troubles, c'è Chips! C'è Chips!" e Troubles si alzava, dall'angolo dove stava e piombava in giardino per vedere il suo amico. Poi ci trasferimmo in California, e Troubles diventò vecchia e balorda e sembrava che non le piacessero più gli altri cani. Chips era ancora a Cleveland, o forse morto; non sapevamo.
Un giorno, un'amica andò a trovare mia sorella. Stavano guardando i vecchi album di fotografie di Cleveland, e mia sorella raccontava. "Non dovevamo fare altro" sentii che diceva alla sua amica, "che gridare Troubles, c'è Chips! C'è Chips! e allora..." E prima che riuscisse a finire la storia, Troubles era arrivata di corsa nella stanza, abbaiando e saltando e fiutando l'aria. Qualcosa era rimasto, malgrado il tempo passato e i cambiamenti a cui era stata sottoposta, il viaggio attraverso il paese, e il canile, e i gatti. Mia sorella si mise la mano sulla bocca, gli occhi le si riempirono di lacrime, e come la giovane maga che vuole disperatamente annullare il  potente incantesimo che ingenuamente ha appena pronunciato, gridò: "Troubles, basta! Basta! Basta!" ma non servì a niente. Niente avrebbe calmato Troubles, e niente l'avrebbe fatta smettere, mentre abbaiava, e saltava e mugolava, e annusava, in cerca di quel miracoloso cane che aveva attraversato gli anni e i chilometri per ritrovarla."


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Link: ultimo festivaldelleletterature.it/

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giovedì 6 novembre 2014

Zero

Samuel Beckett. Photograph: Roger Pic
In a pieceofmonologue.com




















Da FINALE DI PARTITA  (1955-1957)
di Samuel Beckett

Traduzione di Carlo Fruttero
Einaudi - 1961,1968 e 1990



[...]
HAMM   Che tempo fa?
CLOV   Lo stesso di sempre.
HAMM   Guarda la terra.
CLOV   L'ho guardata.
HAMM   Col cannocchiale?
CLOV   Non c'è bisogno di cannocchiale.
HAMM   Guardala col cannocchiale.
CLOV   Vado a prendere il cannocchiale. (Esce)

HAMM   Non c'è bisogno di cannocchiale.
CLOV   (entra col cannocchiale in mano)   Sono tornato, col cannocchiale. (Si avvia alla finestra di destra, la guarda) Ho bisogno della scaletta.
HAMM   Perché? Ti sei scorciato? (Clov esce, col cannocchiale in mano). Questo non mi piace, non mi piace affatto.
CLOV   (entra con la scaletta ma senza cannocchiale)   Ho portato la scaletta. (Piazza la scaletta sotto la finestra di destra, vi sale, si accorge di non avere il cannocchiale, scende dalla scaletta) Ho bisogno del cannocchiale. (Si avvia alla porta).
HAMM   (con violenza)   Ma ce l'hai, il cannocchiale!
CLOV   (fermandosi, con violenza)   Ma no, non ce l'ho il cannocchiale! (Esce).
HAMM   E' di un triste...
CLOV   (entra col cannocchiale in mano)   Ora ritorna l'allegria. (Sale sulla scaletta, punta il cannocchiale sull'esterno. Gli sfugge di mano, cade. Pausa). L'ho fatto apposta. (Scende dalla scaletta, raccoglie il cannocchiale, lo esamina, lo punta sulla sala) Vedo... una folla in delirio. (Pausa). Niente da dire, per far vedere lontano ti fa vedere lontano. (Abbassa il cannocchiale, si volta verso Hamm) Allora?
Non si ride? 
HAMM   (dopo aver riflettuto)   Io no.
CLOV   (dopo aver riflettuto)   Io nemmeno. (Sale sulla scaletta, punta il cannocchiale verso l'esterno) Vediamo un po'... (Guarda spostando il cannocchiale) Zero ... (guarda) ... zero (guarda) ... e zero. (Abbassa il cannocchiale, si volta verso Hamm) Allora? Più tranquillo?
HAMM   Niente si muove. Tutto è ...
CLOV   Zero...
[...]






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martedì 4 novembre 2014

American Blues

Thomas Lanier Williams ovvero 
Tennessee Williams |
Cover Credit: Bernard Safran























In  I BLUES (American Blues)
di Tennessee Williams

Einaudi - 1953 / 1965
Traduzione di Gerardo Guerrieri


Da
LA LUNGA PERMANENZA INTERROTTA
ovvero
UNA CENA POCO SODDISFACENTE


[...]
ARCHIE LEE   La vecchia una volta sapeva far da mangiare, ma adesso, neanche per sbaglio. Da un po' di tempo la cucina qui è peggiorata in modo pauroso.
BABY DOLL   Hai ragione, Archie Lee. Non si può darti torto.
ARCHIE LEE  Un buon piatto di radicchi li puoi sopportare cotti con carne di porco e lasciati sul fuoco finché non diventano teneri, ma così, crudi e sconditi, non sono buoni per i maiali.
BABY DOLL   Rovinare quattro radicchi è difficile: lei ci è riuscita.
ARCHIE LEE   Come avrà fatto?
BABY DOLL   (adagio e con disprezzo)    Per un'ora li ha tenuti sul fuoco. Dice: bollono. Vado in cucina, il fornelli è ghiaccio. Non s'è dimenticata, la vecchia idiota, di accendere il fuoco? La chiamo. "Ehi, - dico, - zia Rosa! Forse io lo so perché il radicchio non bolle". "Perché non bolle?" fa lei. "Eh, - dico io, - non sarà perché non era acceso il fornello?"
ARCHIE LEE   E lei, che ha detto?
BABY DOLL   Ha buttato indietro la testa e s'è messa a ridacchiare. "Uh, e io che lo credevo acceso, il mio fornello! E io che li credevo a bollire, i miei radicchi!" Tutto mio. Il mio fornello, la mia cucina, i miei radicchi. Ormai ha preso possesso di tutto.
ARCHIE LEE   Accessi di megalomania!  (Dall'interno della casa proviene una risatina acuta). Che ha da far coccodè?
BABY DOLL   Che ne so perché fa coccodè! Magari per far vedere che è di buon umore.
ARCHIE LEE   Rischia di diventare una bella scocciatura!
BEBY DOLL   Mi dà talmente sui nervi che piglierei e mi metterei a urlare. E' cocciuta! Più cocciuta di un mulo!
ARCHIE LEE   Uno può essere cocciuto e saper cucinare il radicchio.
BABY DOLL   No, se sei talmente cocciuto da non guardare neanche sotto il fornello se è acceso!
[...]


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