sabato 18 ottobre 2014

Crave

Foto da nytimes.com







TUTTO IL TEATRO
di Sarah Kane (1971-1999)


Traduzione di Barbara Nativi
Einaudi - 2000












Da   FEBBRE
(1998)


[...]
A   Sono la bestia all'estremo del guinzaglio.
C   Silenzio o violenza.
B   A te la scelta.
C   Non riempirmi lo stomaco se non sai riempirmi il cuore.
B   Mi riempi la testa come solo una persona assente sa fare.
M  Confusione mentale, disfunzioni sessuali, ansia, cefalee, nervosismo, insonnia, agitazione, nausea, diarrea, prurito, tremori, sudorazione, convulsioni.
C   Ecco di cosa soffro per ora.
M  Va bene.
B   Non sarà niente di grave.
A   Non è niente di grave.
C   O mi sopprimi o mi rinchiudi.
A   Nessuno sopravvive alla vita.
C   E nessuno può sapere come è la notte.
M  Non hai mai pensato che forse eri nel posto sbagliato?
C   No.
B   Mai.
A   No.
C   Se muoio qui mi hanno uccisa i programmi tivù.
A   Ho mentito per te ecco perché non ti posso amare.
M  Non chiedere,
A   Non implorare,
B   Imparare, imparare, perché non imparo mai?
C   Mi accendono la luce ogni ora per controllare se respiro ancora.
B   Ancora.
C   Io gli spiego che la privazione del sonno è una forma di tortura.
B   Ancora e ancora.
M  Se ti suicidi dovrai ritornare e farlo di nuovo.
B   Ancora la stessa storia, sempre quella.
A   Che tu non rivolga mai la mano contro te stesso.
C   Le cose futili, non quelle utili, mi terranno insieme.
M  Senti ancora le voci?
B   Solo quando mi parlano.
[...]



Link: apriteilsipario.it (Laboratorio Nove)


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giovedì 16 ottobre 2014

Bepi Tron



BEPI TRON
Radiodramma- 1970

da
FIORI QUADRI CUORI PICCHE
quattro commedie in un atto


di Nera Gnoli Fuzzi

Società Artistico Letteraria - Trieste 1975


La salma di Bepi Tron è sul letto. Il diavolo è già pronto per portarlo via. Bepi Tron chiede un giorno di tempo per andare a controllare le reazioni alla sua morte presso le tre persone, le uniche, con le quali è stato generoso in vita. Resterà deluso. Invece sarà piacevolmente sorpreso dall'unica persona presente al suo funerale, il tipo al quale aveva rubato del denaro.
Alla fine il diavolo pur portandoselo via sembra essere nel dubbio: forse l'anima di Bepi Tron non è proprio del tutto nera!



[...]
DIAVOLO   Mi presento, allora: sono il diavolo... Capito? Su, andiamo, la festa è finita.
BEPI            Macché festa e non festa! Fammi il piacere! Il diavolo? E... cerchi me?
DIAVOLO   E chi, allora? Andiamo!
BEPI            Il diavolo... ma guarda un po'... esisti... Dunque, tutte quelle balle che ti raccontano... mica sono balle... Sai che non me l'aspettavo? ... Un altro inferno dopo la vita! Si esagera, no? Beh! lasciami pigliar fiato...
DIAVOLO   Spiritoso! Bravo! Fiato? Ma quale fiato? L'hai appena tirato, il fiato, no? Sei morto, no? E allora?
[...]




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lunedì 13 ottobre 2014

Tre titoli e un paio di precisazioni


Non è mai troppo tardi per chiarire

Il 22 marzo 2014
sul quotidiano Il Piccolo (di Trieste)
è stata pubblicata la recensione
e l'invito alla presentazione
della mia seconda raccolta poetica
intitolata STANZE D'ALBERGO.
La recensione è firmata Mary Barbara Tolusso, che ringrazio, ma poiché ha fatto confusione tra il titolo del mio primo romanzo e quello della mia prima raccolta di poesie, e poiché la recensione continua a vivere online nell'archivio del Piccolo ritengo sia utile avvisare i miei pochi lettori che QUANDO L'AMORE NON BASTA è il titolo del mio primo romanzo uscito nel 2008 (Gingko Edizioni),
invece la prima raccolta di poesie si intitola TRA LE DITA (Franco Puzzo Editore - 2012).

Ecco la recensione di Tolusso:

Angela Siciliano, gli amori sono stanze d'albergo

Si intitolava "Quando l'amore non basta" la precedente raccolta poetica di Angela Siciliano, un libro che già dal titolo sottendeva come il sentimento non sia davvero autonomo, ci siano cioè delle interferenze, degli ostacoli esterni, soprattutto quando non rientra in una sorta di "regolarità" di genere. La dimensione dell'omosessualità è accolta anche in quest'ultima silloge, "Stanze d'albergo" (Franco Puzzo Editore) che sarà presentato domani allo storico Caffè San Marco, alle 11, da Gabriella Musetti. A differenza del precedente libro la poetica dell'autrice alza il mirino, supera i codici di genere all'interno della diffidenza sociale, per sviluppare un discorso più dinamico, completo. Si parla d'amore, appunto, che sia gay o non gay ha una relativa importanza. Ciò che conta sono i movimenti e gli scarti che si vivono in ogni relazione, la possibilità di un cambiamento, di un compromesso, di ciò che siamo o no disposti a fare per raggiungere l'altro. Siciliano abbandona certe trame più elegiache per adottare una tecnica molto più realista e incisiva. Lo fa dando al verso una cadenza prosastica, senza dimenticare il ritmo. E soprattutto riesce a dominare la lingua all'interno di un quadro colloquiale, operazione che ha i suoi padri in poeti come Raboni e Giudici, tra gli unici autori in versi, forse, che siano riusciti in Italia a coniugare realismo e lirismo. Quelli di "Stanze d'albergo" sono quadri famigliari, di intimismo collettivo, dotati anche di autoironia o di una messa allo specchio che concede poche repliche alla consolazione patinata. Soprattutto sorprende l'ultima parte – che forse meritava essere la prima – la sezione intitolata "Trama e ordito". La serie di poesie che vi sono accolte aumentano il passo del respiro, spostano il baricentro del sentimento a una dimensione più totalizzante, non temono certa "crudeltà" dei fatti. Le relazioni sono sempre al centro dell'attenzione, che siano amorose, parentali o amicali, ma c'è uno scarto in più, previsto proprio dall'oggettività dello sguardo. Tanto che una poesia come "Sei sceso dall'auto" ricorda "La stanza del suicida" di Wislawa Szymborska. E anche in altri testi, sopra tutti "Mio zio dissotterra patate", ritroviamo l'abilità "fredda" della poetessa polacca nell'incidere con verticalità la vita (e la morte) affidandoci all'ordinario, al basso, agli oggetti e alle situazioni più lineari, meno sorprendenti. In fondo è del poeta la possibilità di indicare il nuovo nel vecchio: si chiama capacità di evocazione. È sempre necessario avere una buona dose di caos dentro di sé per partorire una stella danzante, sosteneva Nietzsche. Per la poesia talvolta basta una buona dose di meraviglia. Mary B. Tolusso

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LINK di "approfondimento": Con un pò d'ironia Quando i titoli non bastano, e con un pizzico di serietà in più Tra le dita. Aggiungo un link relativo alla recensione di Stanze d'albergo di Luca Benassi su NOI DONNE, in questo caso precisando che in realtà NON ho "attraversato l'Europa" ho soltanto frequentato e/o frequento ancora quei due, tre paesi europei. Infine nel caso fosse sfuggito all'inizio del post : "Stanze d'albergo" nell'archivio del Piccolo.


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venerdì 10 ottobre 2014

A Lie of the Mind

Sam Shepard. Foto dal sito sam-shepard.com




MENZOGNE DELLA MENTE
di Sam Shepard

Traduzione di Rossella Bernascone

Costa & Nolan - 1988



Beth e Jake sono il tipo di coppia in cui lui picchia periodicamente e lei non lo lascia. Questa volta però lui ha avuto la mano particolarmente pesante. Crede di averla uccisa.

Beth non è morta ma finisce all'ospedale e ne esce con le funzioni cerebrali limitate, forse recuperà, forse resterà "strana" per sempre.
Dopo questo incidente definitivo, annunciato da anni, in un certo senso tornano bambini entrambi, l'assalitore disperatamente fuori di sè perché incapace di immaginarsi senza Beth, e la vittima che non ricorda esattamente cosa è successo ma senza Jake si sente sperduta in un mondo che non riconosce più. Ritornati "come bambini" vengono "accolti" dalle rispettive famiglie d'origine.

Sul palcoscenico due pedane si illuminano a turno, due scene che descrivono le due famiglie geograficamente lontane. L'energia della madre di Jake si contrappone all'energia del padre di Beth.
Frankie, il fratello di Jake raggiunge Beth per verificare i fatti, Mike, il fratello di Beth vuole e ottiene a modo suo vendetta.
Jake e Beth sembrano non esistere più come coppia e forse neanche come individui.



Atto terzo - scena terza

[...]
MIKE   Nessuno si rende conto che siamo stati traditi? Da uno di noi. Si è legato alla famiglia col matrimonio e ci ha ingannati tutti. Ha ingannato lei! Le ha mentito! Le ha detto che l'amava!
[...]



Link: compagniateatraleiguitti.blogspot.it


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venerdì 3 ottobre 2014

Nel cortile di un caffè

Foto in fr-online.de















Christoph Hein
PASSAGE
(1988)

Traduzione di Fabrizio Cambi
Costa & Nolan - 1995


Autunno 1940, nel retrobottega di un caffè a sud della Francia, un gruppo di profughi tedeschi ebrei
aspetta il momento giusto per attraversare il confine franco-spagnolo e raggiungere una nave che li porti ognuno a destinazioni diverse, in altri continenti.
Sulla scena, il gruppo sta per essere scoperto dai nazisti e tenterà quindi in anticipo e ancora con più rischi la fuga con l'aiuto della gestrice del caffè e del sindaco del villaggio. Se ci riusciranno non si sa. Uno di loro, il sinologo e filologo Hugo Frankfurther, ricorda la figura di Walter Benjamin, critico e sociologo, che in circostanze molto simili, come il personaggio, concluse con il suicidio il tentativo di fuga prima ancora di iniziarla.


Atto secondo

[...]
FRANKFURTHER   E' stato inutile. E' stata una fuga che ci ha avvicinati al nostro destino.
OTTO   Si controlli e non si lamenti
FRANKFURTHER   Non mi lamento. Come vede, sono più che sereno. E' come in una tragedia antica: corriamo e corriamo per arrivare a ciò da cui volevamo fuggire.
[...]



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