venerdì 22 novembre 2013

Ligefrem

ipoetisonovivi.com










TRADUZIONE AL VOLO IN UNA SERA DI PIOGGIA DI UN NOVEMBRE TRIESTINO.
Passando per ipoetisonovivi.com mi sono incuriosita e sono andata a vedere cosa è stato pubblicato di Henrik Nordbrandt. Ho trovato fortovscafé  ovvero caffè all'aperto tradotta da Bruno Berni (in Il nostro amore è come Bisanzio):


caffè all’aperto

pioviggina un po’
ma non abbastanza perché si possa proprio
chiamarla pioggia

e noi lentamente ci bagniamo
ma non abbastanza perché valga proprio
la pena di parlarne

e un po’ ci innamoriamo
ma non abbastanza perché si possa proprio
chiamarlo amore.

*

fortovscaffé

             det stænker en smule
men ikke så meget, at man ligefrem
             kan kalde det regnvejr

              og vi bliver langsomt våde
men ikke så våde, at det ligefrem
             er noget at tale om

              og en smule forelskede
men ikke så meget, at man ligefrem
              kan kalde det elskov.



Conoscendo abbastanza il danese, non posso fare a meno di leggere l'originale e mi rendo conto che la mia traduzione suonerebbe leggermente diversa. Quella di Bruno Berni è ottima, delicata, onesta. Ma io, velocemente, senza grandi riflessioni, tradurrei (dando a quel "ligefrem" una spinta, legittima, in crescendo) così:

bar all'aperto

pioviggina un poco
ma non così tanto da poterla 
proprio chiamare pioggia

e lentamente ci bagniamo
ma non così tanto da doverne
perfino parlare

e ci innamoriamo un poco
ma non così tanto da poterlo
addirittura chiamare amore

Traduzione di Angela Siciliano




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martedì 19 novembre 2013

Doris May Tayler







 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
                                 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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sabato 16 novembre 2013

E Dio?

ilramodoroeditore.com





















Da La donna svelata
di Silva Bon

Identità e immaginario del
femminile ebraico a Trieste
tra Ottocento e Novecento

il ramo d'oro editore - 2008


La domanda, di fronte all'impossibilità, all'impeditezza, alla sciagura, individuale e/o collettiva: E Dio? Il cielo è vuoto? Dov'è Dio? è una domanda di fede. La risposta, appunto, è "oscillante".
Puntello è la "religione".
Puntello può essere il tentativo di migliorare, la realtà in generale, così come quella di ogni singolo individuo.
Puntello può essere un percorso metafisico di "crescita", in cui gli esseri umani, uomini e donne, camminano accanto, l'uno accanto all'altra.





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martedì 12 novembre 2013

Le verità nascoste

















Da
Il corruttore di Bozze
di Jean Charles d'Avec Sommeils
La vita felice - 2000

Manuale di riciclaggio dei refusi



A
Agfanistan   l'Afganistan  in fotografia
altergo   il litigio che avviene di spalle
amacato   acciaccato per caduta da amaca
ancoscia   la preoccupazione di vedersi rifilare per l'ennesima volta la coscia di pollo
approcio   il tentativo ripetuto di sedurre Penelope
avodkato   l'avvocato che sente il richiamo della vodka

B
barbicue   il barbecue della Barbie
bête-seller   libro bufala al primo posto nelle vendite
brestante   il tipo prestante che abita a Brest
bullimia   patologico ricorso al cibo di pupa romana causato dai bulli con cui ha avuto una relazione

C
cardolina   cartolina dal Carso
carotatevole   chi cede volentieri un pezzo della sua carota
chietichella   (alla) di nascosto a Chieti
circonspeto   il gas rilasciato con circospezione

D
dieteriorato   rovinato dalle diete
duttilografo   il dattilografo flessibile

E
emiliazione   umiliazione subita in Emilia
erodismo   l'erotismo di Salomè

F
fanattico   il fanatico dell'attico
fogatore   il vogatore preso dalla foga

G
grimminale   la strega di Hansel e Gretel
grullatore   l'elettrodomestico che rincitrullisce

H
haitante   l'haitiano gagliardo
hennésimo   il tentativo ripetuto di tingersi i capelli

I
ingolfatto   il naso costipato
iramidato   irrigidito dall'ira

J
Jeanne Dark   l'eroina francese tutta in nero

K
koalizione   l'alleanza fra koala

L
ligionario   il legionario disciplinato
lincenziosa   la lince scostumata

M
maderasso   il materasso spagnolo duro come il  legno
merlottaia   la merlettaia che ama il merlot

N
nochiero   il nocchiero che non chiede, mai!
nuocino   il nocino che fa malino

O
ostendazione   ostentazione a Ostenda
ovonque   uova dappertutto

P
pikrizia   la pigrizia di chi veste solo Krizia
pollaroid   il pollo fotogenico

Q
queruleo   tipo dagli occhi azzurri che è solito lamentarsi

R
racazzuola   la ragazzetta del muratore
robinetto   il rubinetto che dà l'acqua ai poveri togliendola ai ricchi

S
sabatico   l'anno sabbatico passato a studiare Saba
scomò   il comò scomodo
sparazzina   Calamity Jane
spilercio   chi risparmia sul sapone
surcelati   i surgelati ben nascosti

T
tamigiana   la damigiana che galleggia sul Tamigi
telefognino   il telefonino delle pantegane
tutubante   la ballerina classica colta da esitazione

U
umbriacarsi   inebriarsi dell'Umbria

V
vaccante   il posto lasciato libero da furente vacca
vongolante   chi gongola al pensiero di un piatto di vongole
vostrogoto   il barbaro che è in voi

Z
zootico   chi mette gli animali in gabbia


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lunedì 11 novembre 2013

Una di Alda Merini


Alda Merini presso Franco Puzzo Editore





















Da I poeti lavorano di notte
di Alda Merini
Franco Puzzo Editore - 2009
Premio Internazionale Trieste Poesia 2009



Ascolta, il passo breve delle cose
– assai più breve delle tue finestre –
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato: la tua donna.
E' fatta di ombra e ciclamini,

ti chiede il tuo mistero
e tu non lo sai dare.
Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c’è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.





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venerdì 8 novembre 2013

Due di Martha Canfield

Foto dal sito  casadelaliteraturaperuana.pe






















Canzone del tempo rotondo
(da Per abissi d'amore, Lietocolle - 2006)


Quando il tempo era rotondo
e profumava di mela
non temevo e ti sognavo
nelle notti senza alba.

I fantasmi erano nostri
ballavano nelle feste
bevevano il nostro vino
e la gioia era perfetta.

Era nel tempo rotondo
nella vita senza sogno.
Torneranno quelle ore?
Rinascerà il tuo ricordo?


*

Pantelleria
(da Nero cuore dell'albaMultimedia Edizioni - 1997)


Era la terra in mezzo ai mari
un circolo imperfetto
di poche montagne e di altipiani
profonde valli strette
senza spiagge con golfi di scogliere
e con archi di pietra
fra le pietre notturne
del principio vulcanico.

C'erano stati il fuoco e l’eruzione sotto il mare
il portentoso muggire del toro
avvinghiato nel centro di un’insolita stella
senza luce
la luce nel suo grembo marino
teso e pregno
gemendo nel partorire una cuspide intera
di tormentate rocce
senza fiumi o sorgenti
senza spiagge né coste
di dolcezza
montagna senza pace
la valle stretta
e quegli archi di pietra
sul mare dell’origine.

Poiché ancor prima dell’eversione
c’era stata la calma millenaria
sommersa appagata
nel sonno privo d’aria
nel silenzio profondo scrupoloso
dell’Angelo piegato
la testa nascosta fra le ali
a doppio paio
a doppio bianco sconfinato
in così lunga attesa
in tanta mestizia persistente.




Link: Casa della poesia Multimedia Edizioni



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giovedì 7 novembre 2013

Gravi malanni

Anna Cassian.(Renée Annie Cassian)
Dal sito: firiweb.wordpress.com














Da C'è modo e modo di sparire
Poesie, 1945-2007 - Adelphi, 2013
Traduzione di Anita Natascia Bernacchia, Ottavio Fatica



Cedere il posto agli anziani e agli ammalati
Viaggiavo in piedi
eppure nessuno mi offrì il posto
anche se ero di almeno mille anni più anziana,
anche se portavo, ben visibili, i segni
di almeno tre gravi malanni:
Orgoglio, Solitudine e Arte.




Link:Adelphi-Cassian


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venerdì 1 novembre 2013

L'isola mentale

Federica Manzon


















COME SI DICE ADDIO
di Federica Manzon

Mondadori - 2008

Belli di pura giovinezza, complicati e delicati per la stessa ragione, un gruppo di ragazzi, insieme per uno stage della Comunità europea in Grecia, si conosco e convivono per quattro mesi.
Una Grecia quasi disabitata, lontana dalla capitale, lenta, un programma quasi inesistente, una specie di luogo-utero azzurro di mediterraneo, accecante di sole estivo. Ma con la spiaggia sporca di lattine e preservativi!
I personaggi vengono fuori a poco a poco esponendo ingenuità e irrequietezza. Uno stage che si rivela una vacanza forzata, tra l'imbroglio e l'equivoco, una vacanza che chiaramente segna il confine tra l'essere ancora "bambini" e il diventare con istintiva ritrosia "adulti". La protagonista osserva, descrive e sembra già essere oltre quel confine, malgrado tante cose non capite e non dette, tante sensazioni e sentimenti lasciati a svaporare nella speranza che spariscano nel niente.

"Sono quasi le quattro e dobbiamo deciderci ad andare allo Youth, a preparare l'inaugurazione. Dopo mesi in cui abbiamo passato sette ore al giorno in quelle stanze, e organizzato corsi e dato parvenza di attività, scopriamo che deve essere ancora inaugurato, come se fino ad ora non fossimo stati lì."




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