sabato 27 aprile 2013

L'illusione di ogni giorno

"Cielo stellato" di Simona Dibitonto.
sdbphoto.eu
 




















PER IL MIO CUORE...
di Pablo Neruda

Da 20 poesie d'amore e una canzone disperata
Nuova Accademia - 1962
Traduzione di Giuseppe Bellini


Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino al cielo,
ciò ch'era addormentato sulla tua anima.

In te è l'illusione di ogni giorno.
Giungi come la rugiada alle corolle.
Scavi l'orizzonte con la tua assenza.
Eternamente in fuga come l'onda.

Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e come gli alberi di nave.
Com'essi sei alta e taciturna.
E ti rattristi d'improvviso, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Mi son svegliato e a volte emigrano e fuggono
uccelli che dormivano nella tua anima.


*

PARA MI CORAZON...

Para mi corazòn basta tu pecho,
para tu libertad bastan mis alas.
Desde mi boca llegarà hasta el cielo,
lo que estaba dormido sobre tu alma.

Es en ti la ilusiòn de cada dìa.
Llegas como el rocìo a las corolasa.
Socavas el horizonte con tu asencia.
Eternamente en fuga como la ola.

He dicho que cantabas en el viento
como los pinos y como los màstiles.
Como ellas eres alta y taciturna.
Y entristeces de pronto, como un viaje.

Acogedora como un viejo camino.
Te pueblan ecos y voces nostàlgicas.
Yo despertè y a veces emigran y huyen
pàjaros que dormìan en tu alma.






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domenica 21 aprile 2013

Autonomi e imprevedibili




OGGI E DOMANI SI VOTA
NEL FRIULI VENEZIA GIULIA




"Se la situazione romana fosse stata tranquilla, il piccolo Friuli Venezia Giulia sarebbe stato un test per la prima tornata elettorale dopo le politiche. Regione autonoma (quest'anno celebra il 50/o), l'unica a pagare da sola la sanità senza fondi statali e impegnata a costruire da sè la terza corsia dell'autostrada A4. Regione che si definisce virtuosa: con il 'taglio' delle spese, il numero dei consiglieri da eleggere è calato da 59 a 49; in corsa ci sono ben più di 500 candidati suddivisi in 13 tra partiti e liste. Qualunque sia l'esito, la stabilità politica è certa, grazie a una legge dell'allora governatore Illy che assicura un cospicuo premio di maggioranza - 29 consiglieri - al vincitore che raggiunge il 45% dei voti; in caso di affermazione meno convincente, i consiglieri di maggioranza scendono a 27. Infine, soglia di sbarramento al 4%. Non è previsto ballottaggio."

La Repubblica online 21.4.2013

*

"Sono le prime elezioni dopo due mesi di stallo politico per l’Italia, il primo test per quel che resta dei partiti tradizionali e per il Movimento 5 Stelle, ma soprattutto la sfida per conquistare la presidenza del Friuli Venezia Giulia. Domenica e lunedì gli elettori si troveranno di fronte a quattro schieramenti. Sono elezioni “impossibili” per sondaggisti, con un panorama politico nazionale troppo fluido per azzardare previsioni, e fattori interni ed esterni in abbondanza.
Il centrodestra - tra Trieste e Udine tiene ancora la vecchia alleanza Pdl-Lega-Udc - schiera il presidente uscente, Renzo Tondo. La sfidante promessa è Debora Serracchiani, astro nascente ormai affermato nel Pd dal discorso fulminante del 2009 all’Europarlamento. Ma non si possono fare i giochi con quello che a febbraio è stato di fatto il primo partito in regione: alle politiche il Movimento 5 Stelle ha preso il 27,2% alla Camera."

Il Piccolo online 19.4.2013


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Link aggiunto il 22.4.2013: risultati su La Repubblica 


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martedì 16 aprile 2013

I nostri giorni

Susanna Tamaro (e Italo Svevo) a Trieste,
in Piazza Hortis. Foto di Julian Hargreaves.




































OGNI ANGELO E' TREMENDO
di Susanna Tamaro
Bompiani - 2013

"In fondo a ogni vita scorre una segreta saggezza che permette di far arrivare le cose giuste al momento giusto. Nella concretezza dei giorni che passano, è difficile accorgersi di questa legge così discreta ma quando, arrivati a una certa età, ci si volge indietro e si contempla lo svolgersi degli eventi, è più facile vedere quel filo misterioso che, apparendo e scomparendo con regolarità, ha legato tra loro i nostri giorni."



Leggi anche il post:  Carattere e destino


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giovedì 11 aprile 2013

Un secondo di silenzio

Abbazia di Corno di Rosazzo (UD), particolare.
(Cuar di Rosacis in friulano). Foto di Francesca Nodari





































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sabato 6 aprile 2013

Carta parlante del cinque aprile

 
studiocinqueealtro.com
 







 
CARATA PARLANTE - SECONDO APPUNTAMENTO
si è concluso.

Agiatamente seduti nelle varie poltrone e nei larghi divani del laboratorio.
Tanto spazio intorno, il soffitto altissimo a far respirare l'anima.
Gli autori, le parole, una chitarra, un violino, un sassofono, un leggio,
la pioggia fuori, una stufa vicina a scaldarci.
 
Abbiamo - quasi - fatto quanto promesso in questo post. Si è aggiunto il nome di Fabio Bruzzese con relativa chitarra che ha accompagnato Valentino Pagliei. Grazia D'Aprile non è potuta venire ma il suo testo è stato letto da Corrado Premuda. Il mio racconto potete rileggerlo qui.
 
Dunque racconti, versi e canzoni in semplicità. 
Seriamente ma senza prenderci troppo sul serio.
 
Tutto l'incontro vorrei riassumerlo con i versi che ci ha recitato come dono extra Ugo Pierri, non per riassumere e definire la serata ma come un saluto a chi non è potuto venire questa volta ma che spero verrà la prossima:

 
Il mio cane Otto
(I migliori versi del novecento!)
di Ugo Pierri
 
otto
piscia in salotto
si chiamasse nove
piscerebbe altrove




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mercoledì 3 aprile 2013

Foglie rosse di sommaco

ibiscoseditricerisolo.it





















VERA VERK
di Fulvio Tomizza
Ibiskos Editrice - 2006


Dramma in tre tempi. Tragedia carsica, rusticana e corale. Paesaggio dell'anima. Istria.
Siamo nel 1930, le campagne si spopolano perché i contadini scelgono la fabbrica, le tradizioni che si stanno sfaldando esprimono la loro ultima durezza.
I fatti sono accaduti venti anni prima e il finale accadrà fuori scena. Sulla scena ci sono i dubbi , i timori, i ricordi. Vera (una donna sposata ad un uomo anziano, che era stata autrice di un insolito crimine nei confronti di un giovane uomo dalla mente infantile, e che a sua volta era stata vittima di crimini forse meno insoliti ma pur sempre pesanti, sia prima che dopo l'avvenimento che l'aveva costretta a fuggire lasciando sua figlia ai compaesani furiosi, pronti a lapidarla), ritorna in paese il giorno del matrimonio di Rosa, sua figlia, per impedirlo, perché gli sposi che si credono cugini sono in realtà anche fratelli.
Per impedire il matrimonio è costretta a farsi riconoscere, rischiando una seconda lapidazione, e a denunciare l'abuso subito a suo tempo da suo cognato. Infine riesce a far annullare le nozze gettandosi nel pozzo. Sua figlia scompare dal paese così come lei aveva fatto decenni prima.

Il dramma è andato in scena la prima volta nel gennaio del 1960 a Trieste, nell'ambito di un progetto del Teatro Verdi in cui si voleva valorizzare l'opera degli autori giuliani nella drammmaturgia nazionale.
(E venne proposto anche il lavoro di Svevo che contemporaneo non era ma a livello nazionale era del tutto inedito e sconosciuto).
Tra gli attori c'era Paola Borboni nel ruolo della nonna, la matriarca.

Di Vera Verk non esiste un manoscritto, ma solo due testimoni: un copione dattiloscritto usato nel 1963 al Teatro stabile "Città di Trieste" divenuto Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia nel 1965, e la pubblicazione sul periodico "Sipario" n. 207  anch'essa del 1963.  I due testimoni differiscono tra loro in più parti.


ROSA    Ogni pianta si abbatte sulla propria radice, ogni seme torna alla terra. Fossi come te, un guscio di cicala in cui ormai sibila il vento... Ma si ha da compiere la propria strada, sentire via via  le ali seccarsi sulle spalle come foglie basse sul tronco. Madre infelice e figlia infelice, divenuta donna in un grido. Date anche a me uno scialle nero, che i capelli incanutiscano presto. Il petto già mi si affloscia, le gambe si fanno di cera. Di proprio restano le origini, che è destino un giorno ritrovare. Davanti mi si è aperta una strada; ad ogni passo il piede ricalca un'orma esatta. (Esce dopo aver preso l'involto dal muro)

II DONNA    Che tu possa vedere solo cose belle, ragazza. Gerani, oleandri, le corniole rosse sui muri bianchi.

I DONNA    Non ricordarti di noi, ragazza, se non quando sarai vecchia e avrai cuore per perdonare. (Rosa è uscita)





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