venerdì 29 marzo 2013

Carta parlante due


studiocinqueealtro.com

CARTA PARLANTE SECONDO APPUNTAMENTO
5 aprile ore 18
allo STUDIO CINQUE
Viale D'annunzio, 4
Trieste

Gli autori hanno la necessità e il piacere di condividere con gli altri le cose che scrivono leggendo ad alta voce ciò che hanno prodotto e confrontandosi col pubblico.

Dopo il successo del primo incontro di gennaio, ritorna "Carta parlante", appuntamento dedicato alla lettura pubblica di versi e prose e alla condivisione di testi col pubblico da parte degli autori.
Accanto a Corrado Premuda e Angela Siciliano questa volta ci sono altri nomi.


Grazia  D'Aprile
leggerà il poema in prosa
"Un elefante in un negozio di cristalli".

Valentino Pagliei leggerà alcune poesie e canterà una canzone accompagnato alla chitarra.


Ugo Pierri leggerà dei versetti politici accompagnato al sax da Sandra Triadan.

Corrado Premuda leggerà due brevi testi ironici ispirati alla Trieste musicale e turistica, "Dal loggione" e "La folie ou presque".


Spille di stoffa realizzate da studiocinqueealtro.com








Angela Siciliano leggerà il racconto "Allo specchio" pubblicato nel 2011 nella rivista "Le donne raccontano".




Clicca sui nomi in rosso per approfondire. Vi aspettiamo!




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giovedì 28 marzo 2013

Una bambina





Una bambina e basta
di Lia Levi
Edizioni e/o - 1994




Descrizione candida dei giorni in cui una famiglia romana di ebrei
lentamente arriva al momento in cui dovrà dividersi e nascondersi per evitare il peggio.
Il rifugio sarà un convento cattolico di suore, dove camuffata da bambina cristiana e cattolica, la protagonista  riuscirà anche a frequentare la scuola.
La Storia sfiora appena il convento (dei soldati tedeschi che occupano una villa accanto, uno di loro che chiede di telefonare in portineria, delle bambine che vanno a casa per una ricorrenza religiosa e non tornano mai più , un soldato tedesco prima e due soldati americani dopo che chiedono di bere alla fontanella dell'orto, le lacrime negli occhi delle mamme, l'ansia nei gesti delle suore). O forse è soltanto la protezione delle adulte che con efficacia lascia le bambine il più possibile alla loro età, al loro semplice quotidiano sereno. La guerra finisce, la pace le ritrova un pò cresciute e la vita riprende quasi come prima.
Il titolo viene dalle ultime righe dell'ultima pagina:

Alla radio scrivo un giorno una lettera per partecipare a un gioco, forse un concorso. Sono ancora nel cerchio di mia madre e così corro a fargliela leggere, prima d'imbucare il foglietto nitido dove ho sforzato la scrittura al meglio.
"Cara radio" comincia la letterina, "sono una bambina ebrea ...". Mia madre legge e con un grande gesto come di teatro comincia a strappare il foglio scritto in pezzi sempre più piccoli.
La guardo sbalordita: che grande errore ci può mai essere? E anche se c'è da correggere, perchè questo insolito rompere tutto? Dispetti così la mamma non li aveva mai fatti. Mamma non sembra arrabbiata, anzi, è quasi allegra e butta i pezzetti del mio lavoro in aria come se fossero coriandoli di carnevale. La guardo irosa e offesa. Anche mamma mi guarda, ma con una specie di ilare indulgenza. "Non sei una bambina ebrea, hai capito? Hai capito? Sei una bambina. Una bambina e basta". Una bambina e basta."



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mercoledì 27 marzo 2013

Sotto il sole
















ECCLESIASTE (QOELET)


4, 4-6.

Traduzione C.E.I.

Ho osservato anche che ogni fatica e tutta l'abilità messe in un lavoro non hanno che invidia dell'uno con l'altro. Anche questo è vanità e un seguire il vento.
Lo stolto incrocia le braccia
e divora la sua carne.
Meglio una manciata con riposo
che due manciate con fatica.

Traduzione Società biblica di Ginevra

Ho anche visto che ogni fatica e ogni buona riuscita nel lavoro provocano invidia dell'uno contro l'altro. Anche questa è vanità, un correre dietro al vento. Lo stolto incrocia le braccia e divora la sua carne. Vale più una mano piena, con riposo, che entrambe le mani piene, con travaglio e corsa dietro al vento.


9, 11-12

Traduzione Società biblica di Ginevra

Io mi sono rimesso a considerare che, sotto il sole, per correre non basta essere agili, né basta per combattere essere valorosi, né essere saggi per avere del pane, né essere intelligenti per avere delle ricchezze, né essere abili per ottenere favore; perché tutti dipendono dal tempo e dalle circostanze. L'uomo infatti non conosce la sua ora; come i pesci che sono presi nella rete fatale e come gli uccelli che sono colti nel laccio, così i figli degli uomini sono presi nel laccio al tempo dell'avversità, quando essa piomba su di loro improvvisa


versione C.E.I.

Ho visto anche sotto il sole che non è degli agili la corsa, né dei forti la guerra e neppure dei sapienti il pane e degli accorti la ricchezza e nemmeno degli intelligenti il favore, perché il tempo e il caso raggiungono tutti. Infatti l'uomo non conosce neppure la sua ora: simile ai pesci che sono presi dalla rete fatale e agli uccelli presi al laccio, l'uomo è sorpreso dalla sventura che improvvisa si abbatte su di lui.




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venerdì 22 marzo 2013

Presenze e silenzi


Le Sommeil di Gustave Coubert, particolare.













Una RIFLESSIONE di Alessandro Assiri
sul mio Tra le dita:


diceva la Febbraro: la poesia ti rintrona dentro
ed è questo il suono della geografia emotiva di Angela Siciliano nel suo ultimo lavoro "tra le dita"
non una carrellata di volti corpi amati voluti o soltanto inventati, ma un paesaggio sensoriale
di chi coi sensi ascolta molto prima di dire, scopre senza doversi per forza pronunciare

perchè a mio avviso il libro di Angela non va letto per quello che dice, ma per quello che si lascia dire, va letto nel tempo che intercorre tra un epifania e una voglia, va letto tra gli intervalli della presenza e tutti quei silenzi che costruiscono il volto di un' affettività, che modella la carne con le attese

chi gioca a cosa? quale donna è Angela? non è necessario rispondere a queste domande non appartiene alla chiave di comprensione del libro che trova la sua cifra non in un'educazione sentimentale, ma nella ricerca di un disincanto, nello spessore del viaggio di un nomade affettivo dove "vero viaggiatore è sempre colui che parte per partire e senza saper perchè dice sempre andiamo"
ma ogni viaggio consuma spesso più di quel che produce perchè inconsciamente ogni viaggio cerca radice e qui la lingua di Angela diventa un baratto uno scambio simbolico di spasmi contrazioni e tenerezze, una lingua che sente l'incompletezza del non riuscire a dire, che percepisce i limiti di un linguaggio e proprio per queste si riempie di gente

In lastanzadellepocherighe.blogspot.it


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Tra le dita è su noidonne.org

e su cinemagay.it (2013)

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mercoledì 20 marzo 2013

I guai migliori



Da FIORE DI POESIA (1951-1997)
di Alda Merini
Einaudi - 1998


Aforismi


A volte Dio
uccide gli amanti
perchè non vuole
essere superato
in amore.

*
Mi sveglio sempre in forma
e mi deformo attraverso gli altri.

*
Il medico mi ha prescritto due Fondi Bacchelli.

*
Sono molto
irrequieta
quando mi legano
allo spazio.

*
Il poeta
che vede tutto
viene accusato
di libertà
di pensiero.

*
Gusto il peccato come fosse
il principio del benessere.

*
Se Dio mi assolve
lo fa sempre
per insufficienza
di prove.

*
Le grandi fatiche
vivono all'interno di grandi riposi.

*
Ognuno è amico della sua patologia.

*
Dietro ogni
libertà sospirata
c'è in agguato
una belva.

*
Ogni poeta vende i suoi guai migliori.





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martedì 19 marzo 2013

La casa dell'Assurdità



Non trovo una spiegazione ragionevole per giustificare la lentezza con cui si svolge qualunque faccenda politica italiana.

Perché bisogna votare in due giorni e non in un solo giorno? Perché bisogna aspettare una settimana per conoscere i risultati definitivi? Perché bisogna aspettare circa 30 giorni prima di avere un qualunque governo o non governo?

E ancora: Perché all'elezione del Papa, che è capo dello Stato del Vaticano, la banda suona l'Inno di Mameli che è l'Inno nazionale italiano? Perché i neo presidenti della Camera e del Senato al loro primo discorso salutano il Papa che non è nessuno dentro lo Stato e dentro il Parlamento italiano?

E perché non parlano di tante altre cose i giornali quando non hanno niente di cui scrivere sulla confusa politica del momento invece di inventarsi tanti niente puntualmente smentiti e riconfermati e rismentiti?

Infine: Perché giornalisti, politici, esperti non stanno a casa o nei loro uffici a studiare, leggere, elaborare, preparare (cioè a lavorare) invece di stare seduti ogni santo giorno in ogni santo canale televisivo a parlare, parlare, parlare, parlare, parlare, parlare, parlare, parlare, parlare, parlare, parlare?



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mercoledì 13 marzo 2013

La traversata

Immagine da navinbottiglia.net

















Joseph Conrad
(Józef Teodor Nałęcz Konrad Korzeniowski, 1857 - 1924)
LA LINEA D'OMBRA (1917)
Traduzione di Maria Jesi
Nota introduttiva di Cesare Pavese
Einaudi - 1947

Si suppone di dover attraversare gli oceani affrontando le inevitabili tempeste e invece il viaggio si presenta come una lunga attesa, una traversata di giorni e notti pericolosamente immobili, davanti lo stesso tratto di terra. Resistere è la fatica estenuante del quotidiano. Resistere alla stanchezza e alla follia, alla cattiva sorte, alla disperazione e alla malaria, con la morte pronta a distruggere, infiltrata nelle cabine e nel proprio corpo.
Il vento che non soffia, la pioggia che non cade, la malaria e la stanchezza che cresce e consuma i corpi, le vele immobili come pietre scolpite.
In una nave come nella vita.
Salire sulle navi giovani e desiderosi di dimostrare cosa si sa fare e uscirne palesemente invecchiati!
C'est la vie!

Oltre al capitano (che racconta) ho trovato delizioso il personaggio di Ransome il cuoco, che essendo malato di cuore misura gli sforzi, si muove come se avesse dell'esplosivo nel petto, eppure non verrà colpito dalla malattia, e con il sorriso e un'espressione di calma incoraggiante sarà sempre lì dove servirà una mano:

"Anche da lontano si faceva notare per la figura proporzionata e una cert'aria marinaresca nel portamento. Da vicino gli occhi intelligenti e calmi, i lineamenti regolari, la controllata scioltezza dei suoi gesti facevano di lui una figura attraente. Quando, poi, seppi da Burns che era il miglior marinaio del bastimento, mi meravigliai che così giovane e con quell'aspetto si fosse imbarcato come cuoco.
- Ha qualcosa al cuore, - spiegò Burns. - Uno sforzo potrebbe essergli fatale.
Ed era l'unico che non aveva risentito del clima forse perché, per il fatto che portava un nemico mortale nel petto, si era imposto un sistematico controllo dell'emozioni e dei movimenti."


Dalla nota introduttiva di Cesare Pavese:
"I piccoli uomini che, febbricitanti e risoluti, tengono duro in questo racconto sulla bella nave stregata - gli umili e sorridenti che, senza un gesto, s'immolerebbero ai compagni e non lo sanno - escono da una stirpe di coraggiosi, non di santi."




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giovedì 7 marzo 2013

Regine di parole

Per festeggiare l'8 marzo 2013
scelgo le parole di otto
REGINE DELLA PAROLA:


1
di Wisława Szymborska
PARABOLA
Traduzione di Pietro Marchesani

Dei pescatori tirarono fuori dagli abissi una bottiglia.
Dentro c'era un pezzo di carta, con scritte queste
parole: "Aiutatemi! Sono qui. L'oceano mi ha gettato
su un'isola deserta. Sto sulla sponda e aspetto aiuto.
Fate presto. Sono qui!".
"Non c'è data. Sicuramente ormai è troppo tardi.
La bottiglia può aver galleggiato in mare per molto
tempo" disse il primo pescatore.
"E non c'è indicazione del luogo. Non si sa neanche
quale oceano sia" disse il secondo pescatore.
"Non è troppo tardi nè troppo lontano. L'isola
Qui è ovunque" disse il terzo pescatore.
Seguì una sensazione di disagio, calò il silenzio. E' quel
che accade con le verità universali.

*

2
di Marina  I. Cvetaeva
Traduzione di Pietro Zveteremich

Tu cercati amiche fiduciose,
che non giustificano il prodigio col numero.
Io so che Venere è impresa di mani;
artigiano - io conosco il mestiere!
Dagli alti e solenni mutismi
sino a calpestare l'anima:
tutta la scala divina - dal:
mio respiro - sino a : non rispirare!


*

3
di Alda Merini
FUGA DI VOLPE

A chi mi chiede
quanti amori ho avuto
io rispondo di guardare
nei boschi per vedere
in quante tagliole è rimasto
il mio pelo.

*

4
di Marta Fabiani


Certuni
vedono la vita
come una gita
sostituita
all'ultimo momento
in un posto men bello.

Il rancore sparisce
solo quando
li rassicurano
quelli che sanno
che un posto vale l'altro.

*

5
di Dacia Maraini
LA TUA FACCIA NON HA NOME

la tua faccia non ha nome
la tua voce non ha suono
il tuo treno non ha numero
il tuo viaggio non ha orari
ma io so che verrai
con quella faccia
con quella voce
con quel treno
alla fine del tuo lungo viaggio.

*

6
di Gabriella Sica
L'INTESA

ho affilato paziente le unghie
e guardo e guato come un gatto
per graffiare te falso e bugiardo

d'istinto e dal genere d'ardore
io ladra riconosco ora i ladri

*

7
di Emily Dickinson
Traduzione di Guido Errante

La bellezza mi soffoca da morirne.
Pietà di me, bellezza!
Ma se devo morire oggi,
Concedimi che sia vedendo te.

*

8
di Inger Christensen
PIETRIFICAZIONE
Traduzione di Maria Giacobbe

Sul tavolo
giacciono le mie mani
Giù per terra
stanno i miei piedi
Lontano
molto lontano
non vedo
ciò che tu vedi
con i miei occhi






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