lunedì 28 gennaio 2013

Codice taciuto

"Code": © Michael Levin  in photographersgallery.com





















In Foglie d'erba di Walt Whitman
da Un canto della terra che ruota
Traduzione di Enzo Giachino (Einaudi)

[...]

Giuro che d'ora innanzi non voglio più avere nulla
a che fare con la fede che dice il meglio,
vorrò aver solo a che fare con la fede che il meglio lo tace.

[...]



Link: Il primo post


---------------------------------------------------------------------

sabato 26 gennaio 2013

Carta parlante al Metrokubo di Trieste


CARTA PARLANTE
di Corrado Premuda e Angela Siciliano


Ieri sera al Metrokubo, in via dei Capitelli, si è svolto il primo incontro dedicato alla lettura di poesie e prose, con me e Corrado Premuda, intitolato Carta parlante.

Carta parlante al Metrokubo: la scena.
Foto: © Francesca Nodari
Il Metrokubo si è rivelato un accogliente spazio per un pubblico molto attento che ha ricambiato il nostro impegno con calore.

Il commento più caro, per me, è stato: Nutriente!

Come promesso Corrado Premuda ha letto il suo racconto "Carnevale a Venezia, quaresima a Trieste", una divertente storia sui vizi e le virtù della mentalità triestina, appena pubblicato nell'antologia internazionale "Lapis Histriae" (Ed. Forum Tomizza e Biblioteca Civica di Umago).

Io e Corrado ci siamo alternati nella lettura di poesie tratte dalla mia raccolta "Tra le dita" (Ed. Franco Puzzo Editore) e quelle di alcuni poeti danesi, tradotte in italiano da Maria Giacobbe e Bruno Berni, che ho scelto mettendo in risalto soprattutto il senso ironico e la malinconia dei loro versi.

Corrado Premuda e Angela Siciliano, Carta parlante
al Metrokubo. Foto: © Francesca Nodari
Sono stati letti i versi di Johannes Wulff, di Klaus Rifbjerg, di Poul Borum, e di Bodil Bech e Henrik Nordbrant dei quali ho presentato anche traduzioni mie inedite, di prossima pubblicazione.
Inoltre ho letto 4 mie poesie di una raccolta ancora in cerca di editore!

La serata ci ha fatto capire che va assolutamente programmata una seconda Carta parlante: un concetto in evoluzione in cui può esserci spazio per altro e altri.

Angela Siciliano e Corrado Premuda. Carta parlante al Metrokubo.
Foto: © Francesca Nodari

Ancora una volta grazie alle persone che sono venute ad ascoltarci!













--------------------------------------------------------------------------------

venerdì 25 gennaio 2013

Triangolo nero e triangolo rosa

Risiera di San Sabba

Targa deposta dal Circolo Arcobaleno
Arcigay Arcilesbica di Trieste
dentro la Risiera di San Sabba
per ricordare le vittime omosessuali.




















GIORNATA DELLA MEMORIA

Dal sito del Museo della Risiera di San Sabba:
"La Risiera di San Sabba - stabilimento per la pilatura del riso edificato nel 1913 - venne utilizzata dopo l'8 settembre 1943 dall'occupatore nazista come campo di prigionia, e destinato in seguito allo smistamento dei deportati diretti in Germania e Polonia, al deposito dei beni razziati e alla detenzione ed eliminazione di ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei. Il 4 aprile 1944 venne messo in funzione anche un forno crematorio. Nel 1965 la Risiera di San Sabba fu dichiarata Monumento Nazionale con decreto del Presidente della Repubblica. Nel 1975 la Risiera, ristrutturata su progetto dell'architetto Romano Boico, divenne Civico Museo della Risiera di San Sabba."

Il comune di Trieste ha organizzato cerimonie, celebrazioni, attività culturali:
http://www.retecivica.trieste.it/triestecultura/new/news.asp.

Il Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste sarà presente anche quest'anno alla cerimonia in Risiera San Sabba. Alle ore 11 del 27 gennaio. Le volontarie e i volontari deporranno una corona di fiori per ricordare le donne e gli uomini omosessuali e transessuali, vittime del nazifascismo.
Io sarò tra questi.
Per non dimenticare le persecuzioni di ogni tipo e per ricordare che c'è ancora tanto da fare prima di arrivare al pieno riconoscimento dei diritti degli omosessuali e quindi al riconoscimento della dignità della nostra differenza.

(Inoltre per/con il Circolo: Programma).


Altri link: Trieste ebraica


------------------------------------------------------------------

giovedì 24 gennaio 2013

La sostanza del calore

© Jeff Zaruba
"Washington D.C. - Man and Museum"























Due di Franco Buffoni

1
Una lunga sfilata di monti

Una lunga sfilata di monti
Mi separa dai diritti
Pensavo l’altro giorno osservando
Il lago Maggiore e le Alpi
Nel volo tra Roma e Parigi
(Dove dal 1966 un single può adottare un minore).
Da Barcellona a Berlino oggi in Europa
Ovunque mi sento rispettato
Tranne che tra Roma e Milano
Dove abito e sono nato.


Da Noi e loro, Donzelli Editore 2008
dal sito: Unione degli atei e degli agnostici razionalisti 



2
Compòrtati bene

Compòrtati bene, come il sole stamattina
Che quasi tra i tigli si nasconde
Per lasciarti studiare,
Sii come lui discreto, non esibire,
Lega solo alla sostanza del calore
La presenza tua tanto più intensa
Quanto più simile a un’assenza,
Una ventata di fiato tiepido tra i tigli
Da assaporare a occhi chiusi.


da una pagina del 1 aprile 2012 di Nazione Indiana



Link: francobuffoni.it


---------------------------------------------------------------------

mercoledì 23 gennaio 2013

La baita del tempo

  Pipeline: © Michael Levin  in photographersgallery.com
 










 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
Due di Alessandro Canzian
dalla raccolta  Christabel
 
 1
 
Ferma davanti allo specchio,
solare e nebbiosa al mattino,
i capelli arruffati sul volto,
maestosa, elegante se pur nuda
d’una nera intimità
che non svela, sorridi.
E sorridi d’un pieno sorriso,
bianco, raro, raro sorriso.
 
Sono sempre diverse le cose d’un tempo.
Così la baita del tempo, lontano,
non irrora più di sole.
In corpo t’involgono parole
tristi, di preziosa tristezza, preziosa,
che ai neri filamenti di ciocche, evapora.
 
E non illumina il foglio stracciato,
né scalda, andato
liquido entusiasmo.
Rimane solo un pensiero, la sera,
non detto, corpo
deserto:
 
non ci è dato sapere quanto dura il tempo.
 
 
 2
 
 
Ascoltami.
L’amore è una bianca, leggera ferocia
d’essere felici, è l’icona
della foglia secca ai suoi piedi
nudi, è la sera, è la serra
del capello che scosta
dalla sua bocca, screziata.
Ascoltami.
L’amore è una dolcefuriosa bocca,
è uno sguardo di lupa,
è un odore che si attende, cupo, nell’alba.





Link: Il sito di Alessandro Canzian
e della sua casa editrice Samuele Editore


---------------------------------------------------------------


martedì 22 gennaio 2013

Carta parlante



Angela Siciliano e Corrado Premuda alla Libreria Minerva
 presentazione della raccolta poetica Tra le dita
di Angela Siciliano XV Festival Internazionale
della Poesia di Trieste. Foto: © Tamara Lipovec.


Angela Siciliano
e Corrado Premuda
alla chiusura
della mostra sonora
VIVAVOCE
Foto: © Nanni Spano




















CARTA PARLANTE

Venerdì 25 gennaio  2013 alle ore 18
al Metrokubo di Via dei Capitelli n. 6563b (da Piazza Barbacan)
Trieste

Appuntamento con il pubblico dedicato alla lettura di versi e prosa. Corrado Premuda leggerà il suo racconto intitolato  "Carnevale a Venezia, quaresima a Trieste" (pubblicato nell'antologia Lapis Histriae / Edizioni Forum Tomizza e Bibl. Civica di Umago). Io leggerò alcune mie poesie inedite e da Tra le dita, la raccolta presentata il 27 novembre scorso al XV Festival Internazionale della Poesia e pubblicata da Franco Puzzo Editore.

Alternandoci, io e Corrado, leggeremo i versi dei miei poeti danesi preferiti, da Henrik Nordbrandt a Bodil Bech, mettendo in evidenza la loro ironia e la loro malinconia, proponendo anche mie traduzioni.



-----------------------------------------------------------------

lunedì 21 gennaio 2013

Sigari, palme, sabbia e oceani


Gaetano Longo






















Nostalgie epistolari di Gaetano Longo
in
ACQUISTI TARDIVI IN UN PICCOLO 
SUPERMARKET DI PAROLE
Franco Puzzo editore - 2011


Sento tanto la mancanza di lettere.
Quelle lettere che mi arrivavano come sorprese
dagli angoli più nascosti del mondo.
Lettere fredde piene di neve e di vento
o fradice di umidità.
Lettere che sapevano di sigari e palme verdi.
Lettere di sabbia e oceani.
Mi mancano le lettere degli amici lontani.
Le lettere d’amore di Rada.
Le lettere di auguri per le feste.
La mia cassetta della posta piange
piena di pubblicità
e inviti a ricevimenti ufficiali.
Ora arriva tutto dallo spazio
in freddi messaggi computerizzati.
Una lettera per il mio regno!
Ma non ho lettere né un regno con cui ricambiare.
Vorrei solo ricevere ancora qualche lettera.
Andrebbe bene anche qualche lettera anonima
piena di minacce e insulti
ma scritta a mano
su un foglio.
Per favore.



Link: Longo presso Franco Puzzo Editore


----------------------------------------------------------

sabato 19 gennaio 2013

Quando non le vogliamo più

 
L'INTERVISTA
di NATALIA GINZBURG
Einaudi - 1989

Tre atti, quattro personaggi.

Come sempre Natalia Ginzburg racchiude in poche pagine innumerevoli mondi.
L'intervista è anche preceduta da una lunga nota che da sola trasporta con sé altri mondi e aggiunge sapore al volume.
Nella nota compaiono Adriana Asti per la quale aveva scritto la sua prima commedia, Elsa Morante alla quale aveva fatto leggere nel tempo alcune sue commedie appena scritte, e che a lettura finita le diceva "Ti dirò la verità", tuonando pareri negativi che la strattonavano ma non la ferivano,
e Luca Coppola, un giovane amico regista che pochi mesi dopo aver portato sulla scena una commedia della Ginzburg è stato assassinato insieme a Giancarlo Prati, in circostanze molto simili a quelle di P. P. Pasolini.
L'intervista, datata 1988, è dedicata proprio a Luca Coppola (anche il suo omicidio, dalle tinte omofobe, è datato 1988). 

Leggera, quasi a piedi scalzi, quasi in punta di piedi, quasi di corsa, quasi guardando altrove come accade con un riflesso in una pozzanghera o su un vetro d'auto, Natalia Ginzburg sintetizza in poche pagine capitoli voluminosi di vita e di vite. I personaggi sono in realtà otto dei quali quattro vengono soltanto raccontati nei dialoghi di soprattutto due personaggi: il giornalista e la compagna dello scrittore.
Ma io trovo che il personaggio principale in questa commedia sia il tempo: lo si vede trascorrere e lo si sente trascorso, non soltanto in superficie e non soltanto deteriorando.

Primo atto: Una casa in campagna sulla strada per Arezzo. Marco, un giovane giornalista cerca Gianni Tiraboschi, uno scrittore famoso, per intervistarlo,  ma non lo trova in casa perché è dovuto partire all'improvviso dimenticandosi dell'appuntamento. Trova invece Ilaria una donna vaga e sconclusionata (ma solida economicamente), la compagna dello scrittore, e Stella, una ragazza pigra, sorella dello scrittore. Tutto sembra precario: Ilaria si sta preparando ad un viaggio in Australia dove vuole trasferirsi e Stella non sa esattamente cosa fare, pensa di trasferirsi forse a Roma e studiare recitazione. Sullo sfondo ci sono anche la ex moglie dello scrittore, chiamata da Ilaria la Grande Stronza, e il figlio dello scrittore che non compariranno mai sulla scena. La signora Olimpia, vicina di casa. è ufficialmente il quarto personaggio ma dalle pochissime battute.

Secondo atto: Un anno e qualche mese dopo Marco ritorna nella casa per un'altra intervista ma anche questa volta lo scrittore ha dimenticato l'appuntamento coinvolto d'urgenza dalla Grande Stronza nel divorzio. E scopriamo che nel frattempo Marco e Stella si sono frequentati a Roma, si sono persino fidanzati ma poi lei ha lasciato Roma e anche lui. Si scopre che anche Gianni Tiraboschi ha lasciato Ilaria per legarsi ad una giovane interprete che Ilaria definisce una strega e chiama la Piccola Stronza. Stella ora vive a Firenze, studia tutt'altro e si è legata ad un ragazzo svizzero, è lì in campagna casualmente. Il giornalista ora ha appena fondato un mensile con un socio e sostiene di aver superato l'abbandono da parte di Stella, dopo un periodo di crisi.

Nel terzo atto Marco ripassa quasi per caso dalle parti della casa in campagna e si ferma a salutare. La casa è ancora più trascurata. Scopriamo che sono trascorsi dieci anni dall'ultima visita. Questa volta lo scrittore c'è ma vive chiuso nella sua stanza, non vuole vedere neanche suo figlio. Ilaria ora non ha più soldi e vive con poche lire che le vengono dalle poche traduzioni dal francese, Stella insieme allo svizzero ora si guadagna da vivere cucinando, e certi debiti dello scrittore ora vengono pagati dalla sua ex moglie. Marco ha perso i capelli ma ha una macchina lussuosa anche se di seconda mano. Lo scrittore è depresso in seguito alla separazione dalla giovane interprete. E scopriamo che la giovane interprete ha lasciato lo scrittore proprio per mettersi con Marco, incontrato casualmente e dopo aver fatto con lui un figlio è morta in un incidente stradale.
Questa volta lo scrittore desidera essere intervistato, anche se il gionalista ha cambiato mestiere:


STELLA  Vuole che tu venga di sopra. Si è pettinato e si è lavato la faccia. Si è perfino cambiato la camicia. Figurati che sono anni che non vuole parlare con nessuno. E del resto ormai sono anni che nessuno è più venuto a chiedere di vederlo. Quanti anni saranno, Ilaria? Te lo ricordi?
ILARIA  No, non me lo ricordo. Ma sono molto contenta. Va molto bene.
MARCO  Va molto bene cosa?
ILARIA  Bevi quel caffè. Sbrigati. Sali di sopra, nella stanza di Gianni. Al piano di sopra, a destra nel corridoio. Hai detto che saresti felice di potergli stringere la mano
MARCO  Di stringergli la mano, sì. Un minuto. Però di intervistarlo ora non me la sento. Io non sono più un giornalista. Non collaboro più a nessuna rivista, a nessun giornale.  Il mio nome nessuno se lo ricorda, nelle redazioni dei giornali. Faccio un'altra cosa. Faccio lo sceneggiatore di film.
ILARIA  Non importa proprio niente.
MARCO  Non importa? come non importa? Se dico che non me la sento. Non ho pronte le domande. Non sono preparato.
ILARIA  Hai un registratore?
MARCO  Qui? no.
ILARIA  Nella tua Volvo, non hai un registratore?
MARCO  No. Perché dovrei viaggiare con un registratore? Ne ho uno a casa mia a Roma.
ILARIA  Non importa. Stella ha un registratore. E' piccolo, ma funziona abbastanza. Ce l'ha in camera sua. Ora andrà a prenderlo. Tu ti metterai seduto accanto a Gianni, seduto lì tranquillo, col registratore sul tavolino, e gli farai delle domande, tutte quelle domande che fanno di solito i giornalisti. Sulla sua opera, su tutta la sua attività pubblica. Non ne hai nessuna voglia, lo vedo. Sei diventato pallido. Sei anche un pò spaventato. Non lo sapevi che le cose succedono sempre quando non le vogliamo più? Tu ora devi comportarti come se il tempo non fosse passato. Come se tu fossi quello che eri, un giornalista, e come se lui fosse quello che era, quando non dormiva mai, scriveva tutta la notte i suoi libri, e lo chiamavano all'alba e saliva in macchina e schizzava da una città all'altra. Quando parlava alla gente, in piedi, su quei palchi. Quando alzava in aria le sue belle mani bianche. Balbettava? Balbettava, sì, ma non importa. La gente lo ascoltava incantata, applaudivano, c'era un mare di applausi. Questa intervista la darai al giornale che vuoi. Al giornale, alla rivista che la accetterà. Ti arrangerai. Magari farai una rivista o un giornale apposta, un numero unico. Non importa. Così la gente lo ricorderà, Gianni Tiraboschi. Il famoso Gianni Tiraboschi. Uno dei meglio uomini che abbia avuto l'Italia.



-----------------------------------------------------------------------

venerdì 11 gennaio 2013

A Villa Delizia con Bach



LE ULTIME LUNE
di FURIO BORDON
Marsilio - 1995

Due tempi, tre personaggi.


La vecchiaia. La decadenza del corpo, i pannoloni, lo sbavarsi a tavola, la riduzione della vita quotidiana a poche cose... una specie d'infanzia.
Le ultime lune coglie il personaggio, un anziano vedovo, nel momento in cui sta lasciando l'appartamento in cui ha vissuto con suo figlio, sua nuora, il loro figlio (e il fantasma di sua moglie, morta giovane), per trasferirsi a Villa Delizia, una casa di riposo.
Lo ha voluto lui, ha insistito a voler andarsene. Forse per difendere la propria dignità, forse per mettere alla prova il figlio, forse per sfidare sé stesso. La solitudine gli è già entrata dentro: condivide poco la vita della casa, comunica con sincerità soltanto con il fantasma di sua moglie.

Il secondo tempo è un monologo. Il personaggio vive già da mesi nella casa di riposo, ne descrive lo stile di vita e gli ospiti. La sua isola interiore non è più condivisa con il fantasma di sua moglie, al quale non vuole imporre lo squallore in cui vive. Adesso ci sono soltanto Bach che ascolta con una cuffia auricolare, una piantina di basilico di cui si prende cura, un vecchio album di fotografie personali, i fantasmi degli altri che osserva con rispetto e la dignitosa attesa della fine che sente sacra:


IL PADRE  [...] E poi ci sono tutti i loro fantasmi... Ogni vecchio si porta dietro un piccolo corteo di fantasmi. E anche quelli frusciano, come le suole dei vecchi. Ogni fantasma segue diligentemente il proprio padrone, tenendo il passo delle sue ciabatte, e rinforza questo rumore di fondo, questo fruscio nascosto in fondo al silenzio...(Pausa) Il fruscio dei fantasmi, però, è più morbido, più continuo...come l'agitarsi di tende di seta...e lo distingui da quello delle ciabatte perché non produce quei piccoli, fastidiosi schiocchi contro il linoleum del pavimento.
(Una pausa)
Anche di notte non c'è un vero silenzio. I vecchi dormono e non trascinano più le gambe... I fantasmi parlottano fra di loro, ma con tanta discrezione che davvero saresti in malafede a dire che riesci a sentirli o che ti disturbano... Però lo stesso non c'è un vero silenzio. Perchè dai muri cominciano a provenire suoni liquidi e armoniosi... (Pausa) Sono i morti che cantano nei tubi dell'acqua. Sono tutti i vecchi morti qui dentro... che non si sentono più tristi, e anzi cantano di contentezza e non si sentono, perché possono finalmente essere allegri senza sembrare matti.







--------------------------------------------------------------------------------

martedì 8 gennaio 2013

I tabù degli altri





















La campagna per superare l'omofobia e la transfobia, con fotografie con, tra le altre, anche la mia faccia, sugli autobus della città e della provincia, organizzata dal Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste e patrocinata dal Comune e dalla Provincia, si è conclusa il 31 dicembre 2012. Ma gentilmente qualche cartellino è ancora appeso in alcuni autobus e quindi la campagna prosegue, distrattamente e gratuitamente...
.
Però il signor Crepaldi, vescovo cattolico di Trieste, ha ritenuto suo dovere reagire! Infatti ha fatto sapere, tra le altre cose (come riferito nell'articolo di Gianpaolo Sarti, Il Piccolo del 7.1.2013), che Comune e Provincia non avrebbero dovuto dare il patrocinio perché "non hanno il compito di patrocinare le campagne dei desideri individuali".
.
Per fortuna il sindaco Roberto Cosolini ha confessato, come riferito nello stesso articolo, che "rifarebbe la stessa scelta perché l'odio e l'intolleranza nei confronti degli omosessuali sono temi che meritano la massima attenzione".
.
E la presidente della Provincia, signora Maria Teresa Bassa Poropat assicura che il patrocinio è stato dato perché l'omofobia "è molto presente", e che piuttosto a lei sembra che ci sia "bisogno di una chiesa aperta che dia segnali di accoglienza".
.
E la capogruppo in Consiglio provinciale, signora Sabrina Morena si augura,
sul sito sinistraecologialiberta.fvg.it, con data 7 gennaio 2013, che nell'anno appena iniziato si riesca ad ottenere "una società inclusiva e plurale dove ci sia posto per tutte e per tutti, senza che la maggioranza, soprattutto quella di una componente religiosa, voglia imporre a tutti i costi il proprio credo, che, meglio ricordarlo, non è da tutti condiviso".
.
E' vero, meglio ricordarlo. Non abbiamo nessun dovere di assumere i tabù degli altri. E i fondamentalismi cattolici sono virulenti come tutti gli altri fondamentalismi religiosi ...e politici. Nessuno vuole imporre l'omosessualità a chi non la vuole! Ma lasciateci vivere la nostra!
.
.
.
-----------------------------------------------------------------------------------------

lunedì 7 gennaio 2013

Inclinazioni d'ali






















Una poesia di
Giovanna Bemporad
da Esercizi
.
.
L'amorosa fenice che ai miei occhi
prestava i suoi paesaggi, è lontana:
con che reti afferrarla o mani ladre
se non con quelle amplissime dei sogni?
Come una fiamma in cima ai miei pensieri
che crescono in rossore, alta, oscillante
ti levi, o perfida come una luna
d'agosto, con lunghi occhi di malizia;
e con mani solcate dai miei baci
strazi una rosa, e in mezzo ai suoi disfatti
petali mi sorridi, mentre in fila
sul ramo del tuo braccio, sotto l'ombra
delle tue ciglia dormono i miei sogni
con una dolce inclinazione d'ali.
.
.
.
Link: Corriere del Ticino,
in viadellebelledonne.wordpress,
in arengario.it
.
.
----------------------------------------------------------------------------------------------

giovedì 3 gennaio 2013

Nelle vene

Helga Ancher (1883-1964).
 Interno assolato con signora che legge, 1915 ca.
In Antikogoauktion.dk

























Un aiku di Toni Piccini:
.
...Nelle vene con
ugual colore scorre
.qualunque sangue
.
.
...In every vein
..the blood flows
with same colour
.
.
In Haiku apocrifi
Alba libri, 2007
.
.
-------------------------------------------------------

martedì 1 gennaio 2013

Beati al sole

Nanni Spano: "Lost tarots". Stampa su tela pittorica.


































MORIRE
di Lalla Romano

da Fiore (1941)



E forse la nuvola grande, bellissima, rossa,
sfacendosi lenta nel languido cielo d'ottobre,
non sa di morire, ravvolta di caldo splendore,
superba e beata nel tenero amore del sole.
.
E forse la luna sì bella e sì trieste nell'alto
sereno infinito, non sa che immortale è il suo viaggio,
e crede ogni notte morire, calando nel mare,
svanendo in un soffio al violento apparire del sole.
.
.


------------------------------------------------------------------------------