giovedì 26 dicembre 2013

La gazzella

Gabriela Mistral. Foto e testo originale dal sito
www. gabrielamistral.uchile.cl





















Da "Scrittori del mondo: i Nobel. Gabriela Mistral 1945"
UTET (Unione Tipografica-Editrice Torinese) - 1968
Traduzione di Piero Raimondi

(Tempo : Alba, Mattina, Crepuscolo, Notte)


CREPUSCOLO
di Gabriela Mistral

Sento che il cuore nella dolcezza
si fonde come cera;
le mie vene sono un tardo
olio e non un vino,
e sento che la vita va fuggendo
silente e dolce come la gazzella.


*

ATARDECER

    Siento mi corazón en la dulzura
fundirse como ceras:
son un óleo tardo
y no un vino mis venas,
y siento que mi vida se va huyendo
callada y dulce como la gacela.






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sabato 21 dicembre 2013

Unter Tränen fragend

En Stakkel (Un poveraccio), di Grethe Nielsen



















Da
UN DISINVOLTO MONDO
DI CRIMINALI
di Peter Handke
Einaudi 2002


Annotazioni di due brevi soggiorni nella Iugoslavia, ovvero in Serbia, nella primavera del 1999, durante la guerra del Kosovo.

"Poi sullo schermo quello che nell'uso linguistico occidentale viene chiamato dappertutto 'propaganda': soldati, ai quali si alternano danzatori folkloristici; fiumi, montagne, pianure, ciminiere, barche, e insieme il canto patriottico iugoslavo, sempre uguale, quasi dolce, ripetuto almeno ogni ora, per tutti i giorni seguenti. E allora per la prima volta ho pensato che esiste un genere di 'propaganda' che non ha niente di artificioso o di voluto, anzi può essere addirittura qualcosa di naturale, percepibile come 'propaganda' solo in virtù dell'essere diffuso, dell'essere propagato."

"Come se - triste illuminazione - discendessimo non dalle scimmie, ma dai cani tenuti alla catena."

"[...] gli edifici di culto, le moschee e le chiese cattoliche, 'dovevano' essere distrutti perché le comunità religiose, e le collettività anzitutto, perdessero di colpo il loro 'centro'- e senza un centro, vero o no?, questo non è più il vostro paese, qui non avete lasciato più niente, andatevene! Anche l'uccisione di questo o quel sacerdote (secondo le affermazioni del vescovo circa 6) non sarebbe stata una vendetta tardiva per alcuni innegabili misfatti compiuti da preti (o monaci) fiancheggiatori degli ustascia nella 2a guerra mondiale, ma sarebbe piuttosto un prodotto di questa 'logica' mostruosa e al tempo stesso astratta, non più controllabile da nessuno col passare degli anni."

"La vecchia partigiana, quasi calva dopo una cura anticancro, quasi cieca (le lenti così spesse che gli occhi appaiono lontani, come un oggetto all'orizzonte su un'immagine dietro il vetro), nel suo appartamento da vedova non poi tanto piccolo di una via secondaria. Neanche una parola sulla guerra odierna; in compenso, rimboccandosi la manica, mostra la sua ferita d'arma da fuoco della 2a guerra mondiale, lei, come tante partigiane (partisanke), è stata tra l'altro anche infermiera nei boschi e sulle montagne: una parte del braccio che sembra divorata dalla pallottola del terzo Reich, una cicatrice come ci si immagina sia quella lasciata dal morso di uno squalo... come se a suo tempo la munizione fosse stata inserita, se non per uccidere, almeno per divorare la carne."

"Poi anche a Kruševac di nuovo a ispezionare le distruzioni e a rendere doverosa testimonianza. Qui resta impresso con particolare persistenza, accanto agli altri ponti abbattuti, quello steso come per un colpo di karatè e sprofondato nella larga corrente della Zapadna Morava ('Morava Occidentale'), che sta portando la sua piena primaverile: le passerelle pedonali, incurvate e distorte come una montagna russa, per il momento sono ancora transitabili, certo con la soletta in parte già nell'acqua vorticosa, e attualmente costituiscono l'ultimo passaggio tra due quartieri della città: gli autobus locali si fermano a intervalli davanti a un terrapieno di macerie e le masse di pendolari si adattano a transitare sul ponte semimorto uno dietro l'altro come in un'era primitiva e in una giungla, con i loro acquisti e le loro carabattole... anche qui di nuovo quella enorme o sinistra pazienza; lo strazio di una simile pazienza."

"....Il cielo bugiardamente pacifico di nuovo in Francia... come se soltanto il cielo minaccioso (Iugoslavia) fosse un vero cielo... Ritorno? Vivere come in un disinvolto mondo di criminali. [...]. Uomini di buona volontà, dove siete? Si presentano quasi unicamente quelli di cattiva volontà, con le loro massime morali preconfezionate. [...]. La guerra contro la Iugoslavia: condotta non solo con bombe dirompenti e missili, ma anzitutto con 'contesto' e 'idea'. L'epoca dell'informazione è finita."





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mercoledì 18 dicembre 2013

Mediterraneo e universale












 
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martedì 17 dicembre 2013

Tra le dita a Udine

Angela Siciliano (a sinistra) e la presidente dell'ArciLesbica Udine
Lisa Del Torre al Mis (s) Kappa di Udine, il 16 dicembre 2013.


















La serata presso il Circolo Arci Mis (s) Kappa di Udine organizzata da ArciLesbica Udine e ArciGay Friuli per presentare la mia raccolta poetica Tra le dita (Franco Puzzo Editore, 2012)
si è svolta con simpatica partecipazione e vivace curiosità del pubblico.

Camilla Tomba ha piacevolmente letto alcune poesie.

Grazie al pubblico e alle persone che hanno organizzato l'incontro!



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mercoledì 11 dicembre 2013

Brindisi di Natale a Udine

da allevents.inudine
















ArciLesbica Udine in collaborazione con Circolo Arci Misskappa e ArciGay Friuli,
ha il piacere di invitarvi ad una serata in piena atmosfera natalizia…

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

“TRA LE DITA”
di Angela Siciliano

LUNEDI’ 16 dicembre 2013
ORE 21
al
CIRCOLO ARCI MISSKAPPA
VIA BERTALDIA 38 - UDINE

L'amore e la libertà nella raccolta poetica "Tra le dita" di Angela Siciliano
(2012, FrancoPuzzoEditore).

Lettura scenica
Introduce Lisa Del Torre

Alla fine dell’incontro BRINDISI DI NATALE CON PANETTONI E SPUMANTI.

Link: INVITO



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lunedì 9 dicembre 2013

Solitudine in cucina

Lean Nielsen (1935-2000)




 












Di LEAN NIELSEN
in cucina ti penso 

Traduzione di Angela Siciliano


da quando sei partita
non ho avuto voglia di mangiare bene
mangio involtini primavera
il nome è certamente bello
compro due involtini di lusso
con dei gamberetti dentro e un po’ di carne di pollo
e del cavolo tagliuzzato e della carne normale
quindi due normali involtini con cavoli e carne
ci verso della soia sopra
e di regola riesco a mangiarne i soliti tre
e appoggio l’ultimo in cucina
ce lo lascio un giorno o due e poi lo metto da parte
ci sta tre giorni e poi lo butto via
i cinesi li sanno fare meglio e più grandi
i danesi li fanno piccoli e duri come le pietre
e se li fanno pagare salati
un particolare cinese fa anche il grande
dinamico involtino hongkong
l’ho provato alcune volte
ci sono dentro le stesse cose che negli involtini di lusso
ma è più costoso
e allora mi stanco degli involtini primavera
di questo rombare nella pancia di questo scorreggiare
questo odore di soia in tutte le stanze
e allora passo ai polli
ma non mi piace il loro aspetto
quando pendono dal grill e girano gocciolanti di grasso
a volte sotto la pelle sono duri come il legno
quindi non ne divoro molti
così passo ai salsicciotti che sono facili da procurarsi
e allora con tre viennesi e tre affumicati sono sazio
ma poi arrivano degli sgradevoli rutti
adesso poi è arrivato un salsicciotto che viene chiamato superaggeggio
un'enorme salsiccia insaccata in una pelle dura
tre di loro e sono distrutto per tutta la giornata
e allora passo ai precotti del supermercato
ci sono la finta tartaruga e lo spezzatino che scendono giù che è una bellezza
ma non è mica cibo che mi riempie con calma e gioia
carne bovina in scatola e questo strato di grasso sotto il coperchio
ma la salsa è buona per le patate novelle
e i conservanti ci portano sicuramente più vicini alla tomba
e queste scatole di morbidi spaghetti con dei resti di salsicciottini da coktail
no la cucina ha perso la sua gaiezza dopo la tua partenza.
e lascio anche i piatti sporchi ad ammucchiarsi
in cambio non litigo con nessuno a causa loro
neanche tu mangi molto bene
anche nel tuo stomaco finiscono tanti piatti precotti
sei troppo stanca e stressata dopo il lavoro
per metterti a cucinare con allegria
mannaggia se mangiamo male tutti quanti
sfiniti infelici sempre di fretta
un giorno dovremmo piuttosto andare fuori
e mangiare una vera bistecca di manzo.



*

tanker om dig i køkkenet 

efter du er rejst
har jeg ikke haft lyst til at spise ordendligt
jeg spiser forårsruller 
navnet er jo dejligt
jeg køber to luksusruller 
der er nogle rejer og lidt hønsekød i
så er der snittet kål og noget almindeligt kød
og så to almindelige ruller med kål og kød
jeg hælder dem over med soya
og kan som regel kun spise de tre
så ligger den sidste rulle i køkkenet
ligger en dag to dage så må den ned
ligger den tre dage så må den ud
kineserne laver dem beds tog størst
danskerne laver nogen små stenhårde nogen
og tager godt med penge for dem
en speciel kineser laver også
den store dynamiske hongkongrulle
den har jeg prøvet nogen gange
der er det samme i som en luksusrulle den er bare dyrere
så bliver jeg træt af forårsruller
denne buldren i vommen denne fisen
denne lugt af soya i alle stuerne
så går jeg over til høns
men jeg kan ikke lide deres udseende
når de hænger der i grillen og drejer rundt dryppende af fedt
nogen gange er de under huden tørre som træ
så dem æder jeg ikke mange af
så er der pølser de er så lette at få fat i
sådan tre wiener og tre knæk så er jeg mæt
men bagefter er der ildesmagende opstød
nu er der kommet en pølse der bærer navnet super børge
en vældig pølse iført svær skind
tre af dem og jeg er ødelagt hele dagen
så går jeg over til irmas færdiglavede retter
der er skibberlabskovs og forloren skildpadde det glider ned
men det er sgu ikke mad der fylder mig med ro og glæde
dåsebof dette fedtlag under låget
men sovsen er god til aspargeskartofler
og konserberingsstofferne bringer vel nok en nærmere graven
og de her bløde dåsespaghettiretter med de slatne cocktailpølser
nej køkkenet har mistet sin glaede efter du er rejst.
og jeg lader også opvasken hobe sig op
til gengæld skændes jeg ikke med nogen om det
du spiser jo heller ikke for godt
der ryger jo også mange færdigretter ned i dig
efter arbejdet er du for udkørt og stresset
til at tilberede mad med glæde
vi spiser sgu for dårligt
alle os udkørte ulykkelige forjagede 
så vi burde vel egentlig tage ud
og spise en ordendlig bøf en dag.




Tra le mie traduzioni dal danese, nel numero 1-2/2013 della rivista LA CLESSIDRA
c'è questa poesia di Lean Nielsen, poeta operaio, autodidatta, che con tono semplice e umoristico ha dato voce ai socialmente diversi e perdenti.
La poesia in cucina ti penso (tanker om dig i køkkenet) è della raccolta Besøgsdigte del 1977 (Poesie da visita, editore Gyldendal).
Nella rivista, nei testi da me scelti, ci sono errori di distrazione sia miei che della redazione, e questo sia nelle versioni in danese che in quelle italiane.


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mercoledì 4 dicembre 2013

Impotenza


Tove Ditlevsen
nella sovraccoperta del romanzo Vilhelms værelse
(La stanza di Guglielmo, Gyldendal Bogklub - 1976)

















Dalla raccolta  
Det runde vaerelse
(La stanza rotonda, Editore Gyldendal, 1973)
di
TOVE DITLEVSEN
(1917-1976)
.

Impotenza
.
C'è nel vizio
una goccia di virtù.
C'è nel dolore
un filo di gioia.
E nella nostra risata
un suono spezzato,
come se il cuore volesse
in realtà piangere.
.
In questo mondo
niente è pulito
e niente è semplice
perché Dio ci ha persi
dalle sue stesse mani.
E' tutto troppo tardi.
E lui rimpiange
di averci creati.
.
*
Afmagt
.
Der er i lasten
en dråbe dyd.
Der er i smerten
en streng af glæde.
Og i vor latter
en sprukken lyd,
som ville hjertet
i grunden græde.
.
I denne verden
er intet rent
og intet enkelt
for Gud har tabt os
af sine hænder.
Alt er for sent.
Og han begræder
at han har skabt os.



Questa traduzione insieme a quella di due poesie di Michael Strunge (Quando dormiamo e Senza nome), una di Lean Nielsen (in cucina ti penso) e una di Henrik Nordbrandt (Ricetta) è stata pubblicata nella rivista semestrale LA CLESSIDRA ( n. 1-2, 2013) della casa editrice Joker.

Tove Ditlevsen (1917-1976), nasce e cresce a Vesterbro, un quartiere proletario di
Copenaghen. Nel 1939 esce la sua prima raccolta di poesie Pigesind (Animo di ragazzina)
e nel 1941 il suo primo romanzo Man gjorde et barn fortraed (Si è fatto del male
ad un/a bambino/a). Il romanzo Barndommens gade (La strada dell’infanzia) è del
1943.
Quattro matrimoni, quattro figli dei quali una adottiva, diversi premi e la morte da suicida..

Link: Tove Ditlevsen presso Den Store Danske .dk
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lunedì 2 dicembre 2013

Patacuore

"Patacuore": Foto di Angela Siciliano



Pata-Pata

L'ironia, i suggerimenti, i messaggi della natura. Patata a forma di cuore!
Porto questa foto nel mio cellulare da tre anni. L'ho trovata al lavoro durante un turno di notte in cui dovevo, tra le altre cose, lessare parecchie patate per favorire la/il collega del turno seguente.
Queste piccole magie sembrano rivelarsi preferibilmente nel momento in cui una nuvola nera di pensieracci si accumula sopra le nostre teste... Forse per costringerci a sorridere e distrarci per un momento dai pensieri pesanti. Un campanellino di servizio che ci sveglia: "Attenzione! Non infilarti nel tunnel dell' ohmiodiocomefarò che poi non ne esci più! Ridi piuttosto che le soluzioni arrivano. Se le cerchi, se tieni gli occhi ben aperti e le orecchie tese!"




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venerdì 22 novembre 2013

Ligefrem

ipoetisonovivi.com










TRADUZIONE AL VOLO IN UNA SERA DI PIOGGIA DI UN NOVEMBRE TRIESTINO.
Passando per ipoetisonovivi.com mi sono incuriosita e sono andata a vedere cosa è stato pubblicato di Henrik Nordbrandt. Ho trovato fortovscafé  ovvero caffè all'aperto tradotta da Bruno Berni (in Il nostro amore è come Bisanzio):


caffè all’aperto

pioviggina un po’
ma non abbastanza perché si possa proprio
chiamarla pioggia

e noi lentamente ci bagniamo
ma non abbastanza perché valga proprio
la pena di parlarne

e un po’ ci innamoriamo
ma non abbastanza perché si possa proprio
chiamarlo amore.

*

fortovscaffé

             det stænker en smule
men ikke så meget, at man ligefrem
             kan kalde det regnvejr

              og vi bliver langsomt våde
men ikke så våde, at det ligefrem
             er noget at tale om

              og en smule forelskede
men ikke så meget, at man ligefrem
              kan kalde det elskov.



Conoscendo abbastanza il danese, non posso fare a meno di leggere l'originale e mi rendo conto che la mia traduzione suonerebbe leggermente diversa. Quella di Bruno Berni è ottima, delicata, onesta. Ma io, velocemente, senza grandi riflessioni, tradurrei (dando a quel "ligefrem" una spinta, legittima, in crescendo) così:

bar all'aperto

pioviggina un poco
ma non così tanto da poterla 
proprio chiamare pioggia

e lentamente ci bagniamo
ma non così tanto da doverne
perfino parlare

e ci innamoriamo un poco
ma non così tanto da poterlo
addirittura chiamare amore

Traduzione di Angela Siciliano




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martedì 19 novembre 2013

Doris May Tayler







 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
                                 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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sabato 16 novembre 2013

E Dio?

ilramodoroeditore.com





















Da La donna svelata
di Silva Bon

Identità e immaginario del
femminile ebraico a Trieste
tra Ottocento e Novecento

il ramo d'oro editore - 2008


La domanda, di fronte all'impossibilità, all'impeditezza, alla sciagura, individuale e/o collettiva: E Dio? Il cielo è vuoto? Dov'è Dio? è una domanda di fede. La risposta, appunto, è "oscillante".
Puntello è la "religione".
Puntello può essere il tentativo di migliorare, la realtà in generale, così come quella di ogni singolo individuo.
Puntello può essere un percorso metafisico di "crescita", in cui gli esseri umani, uomini e donne, camminano accanto, l'uno accanto all'altra.





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martedì 12 novembre 2013

Le verità nascoste

















Da
Il corruttore di Bozze
di Jean Charles d'Avec Sommeils
La vita felice - 2000

Manuale di riciclaggio dei refusi



A
Agfanistan   l'Afganistan  in fotografia
altergo   il litigio che avviene di spalle
amacato   acciaccato per caduta da amaca
ancoscia   la preoccupazione di vedersi rifilare per l'ennesima volta la coscia di pollo
approcio   il tentativo ripetuto di sedurre Penelope
avodkato   l'avvocato che sente il richiamo della vodka

B
barbicue   il barbecue della Barbie
bête-seller   libro bufala al primo posto nelle vendite
brestante   il tipo prestante che abita a Brest
bullimia   patologico ricorso al cibo di pupa romana causato dai bulli con cui ha avuto una relazione

C
cardolina   cartolina dal Carso
carotatevole   chi cede volentieri un pezzo della sua carota
chietichella   (alla) di nascosto a Chieti
circonspeto   il gas rilasciato con circospezione

D
dieteriorato   rovinato dalle diete
duttilografo   il dattilografo flessibile

E
emiliazione   umiliazione subita in Emilia
erodismo   l'erotismo di Salomè

F
fanattico   il fanatico dell'attico
fogatore   il vogatore preso dalla foga

G
grimminale   la strega di Hansel e Gretel
grullatore   l'elettrodomestico che rincitrullisce

H
haitante   l'haitiano gagliardo
hennésimo   il tentativo ripetuto di tingersi i capelli

I
ingolfatto   il naso costipato
iramidato   irrigidito dall'ira

J
Jeanne Dark   l'eroina francese tutta in nero

K
koalizione   l'alleanza fra koala

L
ligionario   il legionario disciplinato
lincenziosa   la lince scostumata

M
maderasso   il materasso spagnolo duro come il  legno
merlottaia   la merlettaia che ama il merlot

N
nochiero   il nocchiero che non chiede, mai!
nuocino   il nocino che fa malino

O
ostendazione   ostentazione a Ostenda
ovonque   uova dappertutto

P
pikrizia   la pigrizia di chi veste solo Krizia
pollaroid   il pollo fotogenico

Q
queruleo   tipo dagli occhi azzurri che è solito lamentarsi

R
racazzuola   la ragazzetta del muratore
robinetto   il rubinetto che dà l'acqua ai poveri togliendola ai ricchi

S
sabatico   l'anno sabbatico passato a studiare Saba
scomò   il comò scomodo
sparazzina   Calamity Jane
spilercio   chi risparmia sul sapone
surcelati   i surgelati ben nascosti

T
tamigiana   la damigiana che galleggia sul Tamigi
telefognino   il telefonino delle pantegane
tutubante   la ballerina classica colta da esitazione

U
umbriacarsi   inebriarsi dell'Umbria

V
vaccante   il posto lasciato libero da furente vacca
vongolante   chi gongola al pensiero di un piatto di vongole
vostrogoto   il barbaro che è in voi

Z
zootico   chi mette gli animali in gabbia


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lunedì 11 novembre 2013

Una di Alda Merini


Alda Merini presso Franco Puzzo Editore





















Da I poeti lavorano di notte
di Alda Merini
Franco Puzzo Editore - 2009
Premio Internazionale Trieste Poesia 2009



Ascolta, il passo breve delle cose
– assai più breve delle tue finestre –
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato: la tua donna.
E' fatta di ombra e ciclamini,

ti chiede il tuo mistero
e tu non lo sai dare.
Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c’è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.





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venerdì 8 novembre 2013

Due di Martha Canfield

Foto dal sito  casadelaliteraturaperuana.pe






















Canzone del tempo rotondo
(da Per abissi d'amore, Lietocolle - 2006)


Quando il tempo era rotondo
e profumava di mela
non temevo e ti sognavo
nelle notti senza alba.

I fantasmi erano nostri
ballavano nelle feste
bevevano il nostro vino
e la gioia era perfetta.

Era nel tempo rotondo
nella vita senza sogno.
Torneranno quelle ore?
Rinascerà il tuo ricordo?


*

Pantelleria
(da Nero cuore dell'albaMultimedia Edizioni - 1997)


Era la terra in mezzo ai mari
un circolo imperfetto
di poche montagne e di altipiani
profonde valli strette
senza spiagge con golfi di scogliere
e con archi di pietra
fra le pietre notturne
del principio vulcanico.

C'erano stati il fuoco e l’eruzione sotto il mare
il portentoso muggire del toro
avvinghiato nel centro di un’insolita stella
senza luce
la luce nel suo grembo marino
teso e pregno
gemendo nel partorire una cuspide intera
di tormentate rocce
senza fiumi o sorgenti
senza spiagge né coste
di dolcezza
montagna senza pace
la valle stretta
e quegli archi di pietra
sul mare dell’origine.

Poiché ancor prima dell’eversione
c’era stata la calma millenaria
sommersa appagata
nel sonno privo d’aria
nel silenzio profondo scrupoloso
dell’Angelo piegato
la testa nascosta fra le ali
a doppio paio
a doppio bianco sconfinato
in così lunga attesa
in tanta mestizia persistente.




Link: Casa della poesia Multimedia Edizioni



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giovedì 7 novembre 2013

Gravi malanni

Anna Cassian.(Renée Annie Cassian)
Dal sito: firiweb.wordpress.com














Da C'è modo e modo di sparire
Poesie, 1945-2007 - Adelphi, 2013
Traduzione di Anita Natascia Bernacchia, Ottavio Fatica



Cedere il posto agli anziani e agli ammalati
Viaggiavo in piedi
eppure nessuno mi offrì il posto
anche se ero di almeno mille anni più anziana,
anche se portavo, ben visibili, i segni
di almeno tre gravi malanni:
Orgoglio, Solitudine e Arte.




Link:Adelphi-Cassian


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venerdì 1 novembre 2013

L'isola mentale

Federica Manzon


















COME SI DICE ADDIO
di Federica Manzon

Mondadori - 2008

Belli di pura giovinezza, complicati e delicati per la stessa ragione, un gruppo di ragazzi, insieme per uno stage della Comunità europea in Grecia, si conosco e convivono per quattro mesi.
Una Grecia quasi disabitata, lontana dalla capitale, lenta, un programma quasi inesistente, una specie di luogo-utero azzurro di mediterraneo, accecante di sole estivo. Ma con la spiaggia sporca di lattine e preservativi!
I personaggi vengono fuori a poco a poco esponendo ingenuità e irrequietezza. Uno stage che si rivela una vacanza forzata, tra l'imbroglio e l'equivoco, una vacanza che chiaramente segna il confine tra l'essere ancora "bambini" e il diventare con istintiva ritrosia "adulti". La protagonista osserva, descrive e sembra già essere oltre quel confine, malgrado tante cose non capite e non dette, tante sensazioni e sentimenti lasciati a svaporare nella speranza che spariscano nel niente.

"Sono quasi le quattro e dobbiamo deciderci ad andare allo Youth, a preparare l'inaugurazione. Dopo mesi in cui abbiamo passato sette ore al giorno in quelle stanze, e organizzato corsi e dato parvenza di attività, scopriamo che deve essere ancora inaugurato, come se fino ad ora non fossimo stati lì."




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venerdì 25 ottobre 2013

Ni d'Eve ni d'Adam

Amelie Nothomb,
foto di Jean-Baptiste Mondino





Né di Eva né di Adamo
di
Amélie Nothom

Voland - 2007
Traduzione di Monica Capuani


"Già all'aeroporto di Hiroshima ebbi un'impressione molto netta: non eravamo nel 1989. Non sapevo più in che anno fossimo: certo non nel 1945, forse negli anni Cinquanta o sessanta. Lo shock atomico aveva rallentato il corso del tempo? Non mancavano le costruzioni moderne, la gente era vestita normalmente, le macchine non erano diverse dalle altre in circolazione nel resto del Giappone. Era come se, qui, le persone vivessero in maniera più intensa che altrove. Abitare in una città con un nome che, per il pianeta intero, è simbolo di morte aveva esaltato in loro la fibra vivente; ne derivava una sensazione di ottimismo che riproduceva l'atmosfera di un'epoca in cui ancora si credeva nell'avvenire.
La constatazione mi colpì al cuore. Fui subito sopraffatta da questa città dall'atmosfera lacerante di spavalda felicità."


Link: Nothom presso casa editrice Voland



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