giovedì 22 marzo 2012

Apoftegmi

Georgia O'Keeffe, Road to the Ranch, 1964, Curties Galleries, Minneapolis
da : ARSKEY teknemedia.net























PER UNA VITA SERENA
Le regole d'oro degli antichi eremiti
di Renzo Baschera
Mondadori - 1988
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Dal capitolo  Gli apoftegmi come regole di vita
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8. La solitudine può essere all'inizio spaventosa e può anche provocare afflizioni dello spirito; ma quando diventerà come il pane quotidiano sarà una grazia.
12. Molti uomini appaiono perfetti con le parole, ma con i fatti sono imperfetti. Non limitatevi quindi a considerare le parole.
15. Lasciate che la superficialità dei lunghi discorsi ceda il passo ai silenzi contemplativi. Quando lo spirito è puro, può dire più cose con il silenzio che con la parola.
21. L'odio è una malattia che ti mangia la vita. E' saggio colui che sa dimenticare. Ricordati che chi odia, prima di fare del male al prossimo fa del male a se stesso, al suo corpo e alla sua anima.
26. La pace dell'anima è il primo bene sulla terra; senza la pace dell'anima il corpo è condannato alla sofferenza.
27. Il silenzio sia la tua veste. E il silenzio interno lo otterrai facendo tacere ogni voce che proviene dall'esterno. Solo allora scenderà dentro di te il silenzio solenne dell'universo.
35. Non ipotecare il domani perché non è tuo. E non rimpiangere il tempo di ieri perché non è più tuo. Pensa solo a vivere serenamente il presente.
42. Educate i vostri figli ad amare la tranquillità, la pace, la serenità dei pensieri. L'unica grande eredità che ogni uomo può lasciare ai suoi figli è il desiderio di vivere la pace.
48. Ogni volta che pensiamo di avere preso possesso di qualcosa l'abbiamo già perduta. Nulla si può afferrare perché tutto è vuoto.
56. Coloro che bramano il possesso di cose sono dei ciechi perché non vedono che ogni cosa sfugge di mano.
88. Il male non sta nelle cose, ma nel loro abuso. Il cibo non è male, ma lo è la ghiottoneria.
91. E' una grande cosa non avere attaccamenti passionali sulla terra. Solo così il giorno della partenza sarà meno doloroso.
96. Le onde dei pensieri corrotti e violenti sono anelli concentrici di una catena malefica. Se cedi alla prima dovrai cedere, anche non volendo, a quella che viene dopo. E così finirai per diventare schiavo della corruzione e della violenza.
100. Beato colui che sa vedere al di là di questa foresta chiamata vita. Beato colui che sa sentire al di là di questa frontiera chiamata morte.
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Dal capitolo Le madri del deserto
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"Fermatevi a contemplare le piccole, grandi cose della natura" consigliava Eteria. [...] E meditate sulla lezione che ogni momento ci fornisce la natura. Il fiore che vedete sbocciare è bello, è superbo nei suoi colori e nelle sue forme, ma prima ancora che sbocciasse il suo destino era già stato segnato: girate per qualche istante la testa e il fiore lo rivedrete appassito. Così è anche per gli uomini perché quando sono pieni di salute e in piena giovinezza hanno già segnata la loro fine. "Meditate sulle piccole cose" conclude Eteria "se volete imparare il segreto delle grandi cose...e soprattutto se volete riconquistare quella 'serena felicità' per la quale siete stati creati".
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venerdì 16 marzo 2012

Nati per vivere

Allattamento, foto di Jo Selsing.dk














Nasciamo tutti/e con la stessa fame di latte materno, nasciamo dalla stessa forza vitale con la stessa forza vitale. I bisogni fisiologici si rivelano essere per tutti gli stessi. I bisogni psicologici anche.
LA QUESTIONE E': Perchè una parte di persone al mondo ritiene che i loro affetti siano più importanti degli affetti degli altri? Dove prendono questa sicurezza? Chi e cosa glielo fa credere?
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Perché sono convinti che se si ama una persona dell'altro sesso è amore, natura, volontà divina, decenza, famiglia, dovere e diritto, mentre se si ama una persona dello stesso sesso è perversione, è banalità, è inutile passatempo, è retroscena, è sottobanco, è fuori luogo e persino fuorilegge?
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La loro, non è arroganza? La loro, non è perversione sadica che li fa godere del vuoto nelle mani degli altri? Secondo me sì. E' sadico/a uno/a che ritiene giusto lasciare da sola una persona all'ospedale solo perchè ha un/a partner di vita dello stesso sesso. E' prepotenza impedirti di stare accanto alla persona che ami e occuparti di lei quando si sta curando e operando. E' cattiveria non farti ereditare niente quando lui o lei, con cui stai vivendo nell'affetto e nella solidarietà da anni, muore improvvisamente senza aver avuto il tempo di fare eventuale testamento a tuo favore. E' crudeltà lasciare che genitori, fratelli e cugini, possano impugnare il testamento della persona amata e purtroppo defunta, soltanto perchè tu ufficialmente, per le leggi del tuo stato, non sei nessuno nei confronti della persona che viene a mancare. E' ridicolo non avere il diritto di prenderti le tue responsabilità, anche ufficialmente, nei confronti della persona che ami, in ogni circostanza che lo richieda (in banca, al lavoro, nel condominio, in viaggio come in casa, nella salute e nella malattia, nella fortuna e nella sfortuna).
Non è necessario continuare l'elenco dei disagi e delle mascalzonate legali probabili. Una persona intelligente NON può non vedere tutto questo.
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In questi giorni la Cassazione ha detto la sua. E meno male. Era ora. Era inevitabile. Stiamo cominciando a collezionare, in Italia, cittadini/e sposati/e all'estero ma ancora celibi e nubili per l'Italia. In epoca comunitaria in cui tra gli stati si vorrebbero avere dati e informazioni reciproche per migliorare la trasparenza legale, ci ritroviamo con gente che è sposata in Svezia ma non in Italia, è divorziata in Germania ma non in Italia. E se un Antonio muore e il suo coniuge, olandese o danese o belga o tedesco, ha diritto di ereditare le terre di Antonio in Puglie (secondo lo stato dello straniero e le leggi comunitarie) come può lo stato italiano ignorarlo?
Vi ricordate quando non c'era il divorzio in Italia? La gente, eterosessuale, andava a sposarsi all'estero. Siamo di nuovo e/o ancora a quel punto.
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Ma ho voglia di dirla tutta: se per caso in qualche giornata particolarmente fortunata dei prossimi mesi o anni, si arrivi, in Parlamento, a una qualsiasi proposta di legge che cominci a proteggere le coppie omosessuali-omoemozionali-omosentimentali-omogenitoriali, i partiti, le associazioni, i gruppi vari a favore non si ostinino a chiedere tutto e subito, tutto o niente, sputando su quel poco che si starà approvato. Le leggi si possono migliorare, nel tempo, grazie anche all'esperienza e ai dati raccolti nel frattempo.
Personalmente ritengo che sia meglio un piccolo decente qualcosa piuttosto che un grande esoso niente.
Cominciare dal poco per aggiustare il tiro strada facendo. Il volere tutto o niente, criticando invece di gioire di quel poco di miglioramento che eventualmente arriva, non porta da nessuna parte, anzi rallenta il processo (che deve portare ai totali diritti civili ovviamente, ma naturalmente con le dovute differenze rispetto alle coppie etero, perchè uguaglianza di diritti e di opportunità non deve significare essere considerati identici. Pensarlo è un'offesa alla naturale differenza!).
E i/le parlamentari, di destra, di sinistra, di centro e agli estremi, che sono gay ma non lo dicono, votino le leggi che in ultima analisi aiuteranno anche loro a vivere meglio! Non si facciano abbindolare dall'ideologie e le eventuali beghe dei loro partiti. E' una questione di vita!
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E se non si può chiamare matrimonio, l'amore, la solidarietà, il legame che lega due donne o due uomini, perchè va a ferire l'ideologia di qualcuno obesamente pesante sulle coscienze degli italiani, beh, che non si chiami matrimonio! Chi se ne importa del "matrimonio"!
Chiamatelo come vi pare: Partnariato, Patto Civile, Convivenza Ufficiale, Contratto Omosessuale, Contratto Coniugale Omosessuale! Però facciamola questa legge. E' ora! Stiamo invecchiando, noi, donne e uomini, che abbiamo fatto i primi passi, decenni fa, nel vivere decentemente e di conseguenza nel rendere dignitosamente visibile l'omosessualità, nonostante le ostilità di vario tipo. Siamo ormai più che maturi/e, in tutti i sensi. A noi non interessa l'esibizionismo nè di essere trasgressivi: stiamo invecchiando e cerchiamo sicurezze private e sociali. Mi sembra umano. Chi per motivi religiosi o per qualunque personale convinzione, non la vede così, ha diritto ovviamente di coltivare le sue idee e di praticarle. Non certo di imporle agli altri!
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Invito chi subisce o ha subito un'esperienza di discriminazione appena descritta, chi aspetta come me di essere riconosciuta/o, vista/o, rispettata/o sul territorio italiano, a lasciare la sua testimonianza o un parere. Il "commento" verrà pubblicato solo dopo mia approvazione.
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martedì 13 marzo 2012

La difficoltà della perfezione

Metamorphosis - Corteccia
di Nanni Spano.net



























Gli disse Gesù: "Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi". Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze.
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Vangelo secondo Matteo
19, 21-22
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lunedì 12 marzo 2012

Sentirsi a casa

Il piroscafo  Martha Washington in rada a Trieste.
Da una cartolina del 1910,
presa dal sito agenziabozzo.it























Rientro da un viaggio e rifletto sulle volte che mi è stato chiesto:
Ti piace vivere a Trieste?
Rispondo sempre di sì. E la domanda seguente è: Perché?
Cercare di spiegare il perché è facile soltanto apparentemente, perchè Trieste è una città semplice ma di un semplice difficile da far visualizzare al resto d'Italia.
Penso di conseguenza alla definizione di Trieste di Anita Pittoni in
L'ANIMA DI TRIESTE - Lettere al professore
con documenti rari e inediti
(Vallecchi Editore Firenze -1968).
Sono trascorsi 44 anni dall'uscita di quel saggio ma secondo me la definizione è ancora valida...
Senza sfumature di polemica. Pura constatazione:
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Trieste: un insetto strano
che per difetto di nozione scientifica
non trova un posto definitivo
di catalogazione
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venerdì 2 marzo 2012

Nineteen Eighty-Four

George Orwell e suo figlio Richard a Canonbury.
 "It's like having your childhood all over again,"
scrisse nel 1945-46. (Orwell Archive)
Foto presa da orwell.ru


























Da 1984
(scritto nel 1948)
di George Orwell
Traduzione di Stefano Manferlotti
Mondadori
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Addentò voracemente il pezzo di pane, ingoiò un paio di bocconi, poi riprese a parlare, con una sorta di appassionata pedanteria. Il volto sottile e scuro gli si era animato, mentre gli occhi avevano perso quell'aria beffarda per farsi quasi estatici.
 "E' qualcosa di bello, la distruzione delle parole. Naturalmente, c'è una strage di verbi e aggettivi, ma non mancano centinaia e centinaia di nomi di cui si può fare tranquillamente a meno. E non mi riferisco solo ai sinonimi, sto parlando anche dei contrari. Che bisogno c'è di una parola che è solo l'opposto di un'altra? Ogni parola già contiene in se stesso il suo opposto. Prendiamo 'buono', per esempio. Se hai a disposizione una parola come 'buono', che bisogno c'è di avere anche 'cattivo'? 'Sbuono' andrà altrettanto bene, anzi meglio, perché a differenza dell'altra, costituisce l'opposto esatto di 'buono'. Ancora, se desideri un'accezione più forte di 'buono', che senso hanno tutte quelle varianti vaghe e inutili: 'eccellente', 'splendido', e via dicendo? 'Plusbuono' rende perfettamente il senso, e così 'arciplusbuono', se ti serve qualcosa di più intenso. Naturalmente, noi facciamo già uso di queste forme, ma la versione definitiva della neolingua non ne contemplerà altre. Alla fine del processo tutti i significati connessi a parole come bontà e cattiveria saranno coperti da appena sei parole o, se ci pensi bene, da una parola sola. Non è una cosa meravigliosa?" "Ovviamente" aggiunse come se gli fosse venuto in mente solo allora, "l'idea iniziale è stata del Grande Fratello."
....A sentir fare il nome del Grande fratello, il volto di Winston fu attraversato da un tiepido moto d'interesse. Ciononostante, Syme colse in lui una certa mancanza d'entusiasmo.
..."Non hai ancora capito che cos'è la neolingua, Winston" disse in tono quasi trieste. "Anche quando ne fai uso in quello che scrivi, continui a pensare in archelingua. Ho letto qualcuno degli articoli che ogni tanto pubblichi sul 'Times'. Non c'è male, ma sono traduzioni. Nel tuo cuore preferiresti ancora l'archelingua, con tutta la sua imprecisione e le sue inutili sfumature di senso. Non riesci a cogliere la bellezza insita nella distruzione delle parole. Lo sapevi che la neolingua è l'unico linguaggio al mondo il cui vocabolario si riduce giorno per giorno?"
Winston lo sapeva, naturalmente. Non volendo correre il rischio di esprimere opinioni, si limitò a un sorriso che intendeva essere di assenso.
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