lunedì 30 gennaio 2012

Parole

Lettere di ceramica di Hejmat.dk
















Su LA REPUBBLICA del 10 gennaio scorso ho trovato un articolo interessante di Giorgio Bocca, quindi pubblicato pochi giorni dopo la sua morte: il suo ufficiale addio ai lettori.
L'articolo si intitola La lingua perduta.
.----
Tra le tante altre cose: "L'ammirazione per le scienze e per le arti, per le vette raggiunte dagli uomini, non riesce a nascondere la modestia, l'impotenza del nostro modo di parlare che va peggiorando da quando abbiamo deciso di trascurare come robe vecchie l'oratoria e la retorica. Di parlare e anche di scrivere dei fatti più semplici ed elementari. Non parliamo della politica, che resta nelle cronache una faccenda oscura e noiosa. Anche le cronache nere, che sono le più popolari, anche la narrazione dei crimini come delle competizioni sportive sono somme di luoghi comuni, di frasi prefabbricate. Ogni volta che la televisione prova a riunire una ventina di persone per discutere un tema sociale o morale, il risultato è una confusione di voci che cercano di sopraffarsi, non solo per voglia di primeggiare, ma anche per incapacità di esprimersi. Per tutti una lezione di modestia: ne abbiamo ancora di cammino da fare per arrivare a Dio. Concentriamoci! come siamo soliti dire. A che punto siamo con le letture e la scrittura? Al meglio possibile, si potrebbe dire: lo scrittore di oggi ha tutto a sua disposizione per conoscere il mondo della vita e se stesso, per penetrare nelle profondità dell'inconscio, ma al contempo questa abbondanza di informazioni, di letture, di tecniche si muta in una sorte di vernice uniforme, in una pappa reale come cibo perenne, in un bagno incessante di risaputo, di usato, di mandato a memoria. La scomparsa dei dialetti, cioè delle lingue native, è il segno di questa nuova cultura umana inodore e insapore."
.------


---------------------------------------------------------------------------

giovedì 26 gennaio 2012

Cortesi insistenze

Trieste: Vista da San Giusto.
Foto di Rosalba Crosilla in: spifferiditrieste.blogspot.com





















CARO SABA
(3 episodi)
di Anita Pittoni
Comune di Trieste - Biblioteca Civica - 1977
.
Anita Pittoni ci racconta, brevemente, come disegnando uno schizzo leggero e veloce con mano ferma, alcuni dialoghi con Saba, che precedono e seguono la pubblicazione di una raccoltina di poesie di Saba, intitolata Uccelli (vedi il  post Canarina Azzurra) per Lo Zibaldone, la casa editrice che Pittoni aveva fondato nel 1949 e che andò avanti fino a metà degli anni settanta (vedi "Far libri" di Sandra Parmegiani - Edizioni Parnaso).
Il piccolo volume contiene tre racconti, appunto i tre dialoghi, tre momenti in cui vengono fuori le loro due personalità appassionate di poesia e di libri ma con l'intenzione innocente e comprensibile di ricavarne anche un poco di denaro!
.
Un brano:
Dopo qualche giorno:"Vien che te legio quel che go scrito. E porta le 35 mila lire e el contrato..."  "Vegno ogi, tra le cinque e le sei. Massì! con le 35 mila e el contrato!".
In libreria. Saba nella sua solita poltrona con dei fogli dattiloscritti in mano. Mi fa sedere accanto a  lui e comincia a leggere: "Cari amici..." con voce commossa, che gli usciva dal cuore, quasi piangente, nel raccontare come e perché erano nate le poesie "Uccelli". Anch'io ero commossa, ma quando arrivò al punto: "e ne sono nate poesie che l'amica Anita Pittoni ha voluto, quasi di forza, includere nel suo Zibaldone", scattai:"quasi di forza?! no, no me va". "Anita! no ti rendi conto de la corona de aloro che te meto su la testa con quel quasi di forza!", e continuò la lettura: "Senza le sue cortesi insistenze non avrei mai pensato di farne un libretto a parte...". Sì, una corona di alloro...e mi accorsi che tenevo il capo dritto sul collo chè la corona non scivolasse...
.
.
Link: Articolo sull'Archivio Pittoni, di Arianna Boria su Il Piccolo
.
---------------------------------------------------------------------------------------

mercoledì 25 gennaio 2012

La vedova di Betulia

Giuditta con la testa di Oloferne.
Di Cristofano Allori, 1613
Immagine (e informazioni sul libro di Giuditta)
in  wikipedia
























Estrasse allora la testa dalla bisaccia e la mise in mostra dicendo loro:
"Ecco la testa di Oloferne, comandante supremo dell'esercito assiro; ecco le cortine sotto le quali giaceva ubriaco; Dio l'ha colpito per mano di donna. Viva dunque il Signore che mi ha protetto nella mia impresa, perché costui si è lasciato ingannare dal mio volto a sua rovina, ma non ha potuto compiere alcun male con me a mia contaminazione e vergogna".
.
Giuditta 13, 15-16



----------------------------------------------------------------------------------

mercoledì 18 gennaio 2012

Giorno della Memoria

Viaggio, di Leonor Fini, olio su tela - 1965
immagine in leonor-fini.com



















Da
AMORE TRA DONNE
di
Charlotte Wolff
 
Astrolabio - 1972?
Traduzione: ?
Introvabile?!
..


"La società non può in nessun caso toccare coloro che sono abilmente riusciti a camuffarsi, ma lo Stato potrebbe rendere la vita molto difficile a coloro che si mostrano alla luce del sole. Per quanto ne sappiamo è stato questo il caso per più di 2000 anni. Per quanto le leggi sul lesbismo siano decadute in quasi tutti i paesi, la persecuzione delle minoranze lesbiche perdura attraverso varie forme di crudeltà mentale. Le lesbiche corrono sempre il rischio di restare isolate venendo ridicolizzate o ignorate. Si fa in modo che si sentano innaturali esseri viziosi. E' così ancora oggi, malgrado la nostra cosiddetta società permissiva. Il fatto che le omosessuali siano perseguitate dalla maggioranza, anche se ciò avviene in maniera sottile, crea un legame tra loro e le altre minoranze, con le quali, altrimenti, non avrebbero niente in comune. Non posso fare a meno di sottolineare ancora una volta una certa rassomiglianza fra il destino delle lesbiche e quello degli ebrei. E' possibile trovarli ambedue in qualsiasi parte del mondo e tutti e due i gruppi sono portati a sentirsi fuori posto, in maniera brutale o sottile. Benché la persecuzione fisica degli ebrei sia stata abolita in molti paesi civili, una leggera forma di antisemitismo seguita a persistere ovunque."
.
Charlotte Wolff (1897 - 1986), sessuologa tedesca, fugge dalla Germania per evitare le persecuzioni naziste. Nel 1971 pubblica Amore tra donne, il primo studio sul lesbismo realizzato con donne non portatrici di patologie psichiatriche varie. Uno studio vasto e - pur con i suoi limiti - accurato, tuttavia è ancora da scoprire per la maggioranza dei lettori e dei "professionisti della normalità" (per esempio politici che denigrano un avversario dichiaratamente gay e molto più popolare, o pseudo esperti che etichettano anormali determinati telespettatori). Lei ha usato il termine lesbismo per definire in maniera neutrale le donne che preferiscono relazioni con altre donne a livello emozionale, affettivo e sessuale. Una pietra miliare... che pochi hanno letto e forse (dico forse) non esiste più sul mercato italiano se non tra i libri usati (cercatelo, leggetelo, regalatelo).
.
E a proposito dei destini per molti aspetti simili e condivisi:
A Trieste
il 26 gennaio 2012, ore 15:00
presso il Civico Museo Sartorio, Largo Giovanni XXIII, 1
Sala Costantinides
nell'ambito delle iniziative del Comune di Trieste per il Giorno della Memoria
presentazione del libro:
R/ESISTENZE LESBICHE
NELL'EUROPA NAZIFASCISTA
a cura di Paola Guazzo, Ines Rieder, Vincenza Scuderi
Ombre Corte - 2010
.
Ne discuteranno
Paola Guazzo - curatrice del volume
Marco Reglia - Università del Litorale Capodistria/ Univerza na Primorskem Koper
Laura Scarmoncin - Università di Trieste
A cura del Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste
.
All'interno dello stesso programma (che si conclude il 31 gennaio con un concerto al Teatro Miela e ha il momento culminante il 27 gennaio alla Risiera di San Sabba, in via Palatucci, 5, Trieste, con una Cerimonia Solenne  alle ore 11), il 25 gennaio alle ore 18.15 sempre al Museo Sartorio, si proietta il film BENT, Gran Bretagna -1997, di Sean Mathias (la storia di un omosessuale internato in un lager nazista), a cura del Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di TS.
.

Link: Circolo Arcobaleno arcigay Arcilesbica di Trieste ,
 Trieste ebraica , Museo Risiera San Sabba,
 Resistenze lesbiche nell'Europa nazifascista presso Ombre Corte ,
Leonor Fini,
Omaggio video-teatrale di Trieste a Eleonor Fini, di Corrado Premuda
.


--------------------------------------------------------------------

martedì 17 gennaio 2012

Canzonando





















Dal CANZONIERE
di Francesco Petrarca
.

Sonetto XXXV
.
Solo et pensoso i piú deserti campi
vo mesurando a passi tardi et lenti,
et gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio human l’arena stampi.
.
Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti d’alegrezza spenti
di fuor si legge com’io dentro avampi:
.
sì ch’io mi credo omai che monti et piagge
et fiumi et selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch’è celata altrui.
.
Ma pur sí aspre vie né sí selvagge
cercar non so ch’Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io co’llui.
.
-
Fonte on line per il testo (G. Contini, Einaudi - 1964):
 http://it.wikisource.org/wiki/Canzoniere_(Rerum_vulgarium_fragmenta)/Solo_et_pensoso_i_pi%C3%BA_deserti_campi
.
.
In parole povere, mie, e in un italiano attuale e quotidiano, sarebbe circa così:
Me ne vado solo/a e penserioso/a in giro per la campagna, faccio le mie passeggiate lentamente, rimuginando e soffrendo da morire. Cerco assolutamente di nascondermi agli altri non appena li sento arrivare...ho bisogno di stare da solo/a.
L'amore è bello... ma fa anche male quando è "impossibile"!
Non riesco a trovare un modo migliore per evitare che qualcuno si accorga di questa mia cocente passione che mi brucia... Dio, come brucia! Non riesco proprio a nasconderla! Si vede! E si vede proprio dalla mancanza di gioia nei miei gesti, nel mio modo di fare...
Ormai la natura sa tutto di me e di tutto ciò che cerco di mantenere segreto agli altri...
Non riesco a trovare strade sufficientemente selvagge e solitarie che mi permettano di sfuggire anche al pensiero del mio amore, il quale infatti, viene, putroppo, sempre a scovarmi e a torturarmi, ovunque e comunque.
...E così, sembra che io parli da solo/a, ma in realtà vado discutendo (:avanti e indietro; e sì e no; e si può fare; ma no, lascia perdere; vado e la/o convinco; ma no, parti piuttosto e lasciala/o alla sua vita; Dio come sono stufo/a; ma no, resisti che una soluzione si trova... e da capo) con Amore...il mio unico interlocutore.
.


-------------------------------------------------------------

venerdì 13 gennaio 2012

La catastrophe

Questo libro si aggiunge a quelli
di cui ho scritto nel post:
"IL PATTO DEL CARBONE"























Paolo Di stefano
La catastròfa
- Marcinelle 8 agosto 1956
Sellerio - 2011

.
Una parte dell'intervento parlamentare fatto il 4 ottobre 1956 dall'Onorevole Bruno Corbi riportato
dal Di stefano:

"Non so se i funzionari del sottosegretario onorevole Natali addetti alla documentazione dell'attività ministeriale debbano essere considerati più cinici o più ignoranti: forse l'una e l'altra cosa insieme. Leggo infatti a pag. 33 di questa recente pubblicazione - che è posteriore alla sciagura di Marcinelle, perché è del settembre 1956 - [si tratta di Documenti di vita italiana, una pubblicazione edita dalla Presidenza del Consiglio] che uno dei vanti dell'attività governativa sta nel continuo incremento dell'emigrazione, giudicato altamente positivo, perché vi si registra un aumento di 29.091 unità rispetto al 1954 e di 51.389 unità rispetto al 1953, e soprattutto perché questo significa un aumento delle rimesse in dollari, tanto che nel 1955 noi potevamo giovarci di una entrata per questa via di ben 124 milioni 692 mila dollari, cioè 10 milioni 610 mila in più dell'anno precedente.
....Dopi i fatti di Marcinelle credo sarebbe stato opportuno domandarsi quanto sangue, sacrifici, dolori costino questi dollari che rientrano in Italia. E non si pensi che la questione sia stata considerata in senso generale, ignorando la situazione delle miniere belghe, perché nella pubblicazione su accennata si fa preciso riferimento proprio alle miniere del Belgio, tanto che vi troviamo scritto che una delle maggiori e più considerevoli fonti di queste rimesse è costituita appunto dalla ripresa dell'emigrazione dei minatori in Belgio.Vorrei per carità di patria che Ella, onorevole ministro del Lavoro Vigorelli, suggerisse ai compilatori di questi libercoli maggiore senso di responsabilità ed anche, direi, di buon gusto ..."

Ma di buon gusto ce n'è molto poco in questa faccenda degli italiani poveri, ignoranti, disoccupati e ingenui, attratti in Belgio da ammalianti sirene, dopo un accordo tra i due governi (i soliti Gatti e le solite Volpi?). Misteri e omissioni, imbrogli e forzature e persino furti (... sì, di soldi che la comunità internazionale o le istituzioni belghe hanno spedito, nel tempo, alle famiglie delle vittime ma che hanno preso la strada delle tasche di politucoli furbi).
.
Tra inganni grandi e inganni piccoli, ancora qualche decennio e di questa faccenda - l'incidente (l'ennesimo) ma anche l'acquisto del carbone come energia necessaria a fare funzionare un paese, pagandolo non con soldi ma inviando persone, come se fossero cose, schiavi, salvando soltanto la superficiale e formale decenza - probabilmente non se ne parlerà più. Acqua passata non macina più. Persino nei Centri dell'Impiego (in questo caso definito mirato) sono ormai disinteressati agli Orfani del Lavoro (tra i quali i figli dei minatori morti a Marcinelle o nelle altre miniere belghe o per le conseguenze degli anni di lavoro nelle suddette miniere) e si preferisce dare la precedenza ad altre categorie protette (....Protette? Vien da chiedersi...da cosa? Dal lavoro stesso!).

Da notare che nonostante gli accordi firmati e i vanti per le conseguenti entrate favolose nelle casse dello stato italiano, neanche un politico italiano si fece vivo al Bois du Cazier, nei giorni del cosiddetto incidente (anzi dell'accidente come dicono molti italiani in Belgio italianizzando il francese - francesizzando l'italiano).
.----
Ho notato che Paolo Di Stefano data l'accordo 15 marzo 1946,
Anne Morelli lo data 20 giugno 1946
e sul sito belgio.cc. l'accordo viene datato 23 giugno 1943,
questo probabilmente perché le tre date si riferiscono a fasi diverse dell'accordo.
.....
Infine ho trovato una pagina che in maniera insolita aggiunge informazioni:
La ragazza e la miniera  
.
.

---------------------------------------------------------------------------------

lunedì 9 gennaio 2012

Patria o Matria che tu sia



Da LA PATRIA
di Patrizia Cavalli
i sassi nottetempo - 2011


[...]
.
In lei mi imbatto a volte casualmente
in luoghi anche lontani dalla sua
precipua geografia. Mi è capitato in Asia
con certi adolescenti, camerieri
di un lussuoso albergo di Pechino,
che essendo in tanti, troppi per servire
ai nostri pasti assistevano impegnati
unicamente a confondersi e a arrossire.
Non so com'è, io mi sentivo a casa.
Mi è capitato in India, in Tunisia,
nel Messico sognante di Oaxaca. La patria
sempre più ama i viaggi,
ma quasi mai al Nord, lei predilige
gli ingenui meridioni. Qui è già da un pò
che non sta più a suo agio, si sente
assunta e insieme scorporata,
è un miracolo
che ancora non si sia auto-esiliata.
Quando si aggira qui, in maschera si mostra
sperando che qualcuno
prima o poi la riconosca.
Dalle mie parti io la incontro spesso
e sempre dove meno me lo aspetto.
Appena l'altro ieri in una donna
che puliva i broccoli al mercato:
scartando tutto il duro dei gambi e delle foglie
sciupando il suo guadagno
con quale perfezione li puliva!
Ero commossa e grata,
il cuore mi avvertiva
che quella era a me patria.
O in Djamel, primo aiutante a un banchetto
della frutta, che nel dire la somma
abbassa ombroso la voce e poi lo sguardo,
mi ha fatto di nascosto un vero sconto
su quello che ho comprato, e non per favorirmi,
ma è che si vergogna del prezzo esagerato.
[...]
.
.
-----------------------------------------------------------------------------