sabato 26 novembre 2011

Silence, et puis

"La nota più alta", incisione di Gioia Giorio




















Marguerite Duras
C'est tout

Traduzione di Donata Feroldi
Mondadori - 1996
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Silenzio, e poi
Non ho più alcuna nozione di quello che credevo di sapere o di attendere di rivedere.
Ecco, è tutto.
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Silenzio, e poi
Vorrei continuare a divagare come faccio in certi pomeriggi d'estate come questo.
Non ne ho più né il gusto né il coraggio
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Silenzio, e poi
Non ho mai avuto un modello.
Disobbedivo ubbidendo.
Quando scrivo ho la stessa follia che nella vita.
Raggiungo le masse di pietra quando scrivo.
Le pietre della Diga.
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Sabato 25 marzo
Mi rattrista che i decenni passino così in fretta.
Ma sono ancora da questa parte del mondo.
E' così duro morire.
A un certo momento della vita, le cose sono finite.
Sento così: le cose sono finite.
E' così.
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Silenzio, e poi
Per addolcire la vita?
Nessuno lo sa. Bisogna cercare di vivere.
Non bisogna buttarsi nella morte.
E' tutto.
E' tutto quello che ho da dire.
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31 luglio
Qualè la mia verità?
Se la conosci, dimmela.
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Sono perduta.
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Guardami.
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Mercoledì 22 novembre
Divento folle perchè non ho più niente.
Credo che sia finita, la mia vita.
La mia bocca è stanca. Non ci sono più parole.
Non ho più niente. Più carta.
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Venerdì 8 dicembre
Siete un gran calderone di coglioni.
Siete tutti completamente fottuti.
Tutto è insopportabile.
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[...]
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Giovedì 18 gennaio
La mia mano, quella scrive.
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29 gennaio
Il vuoto. Il vuoto davanti a me.
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Venerdì 2 febbraio
Ti ricordi di come siamo stati belli. Più nessuno dopo è stato bello così.
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(Tu te souviens comme on a été beaux. Plus personne après n'a été beau comme ça.)
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26 febbraio
L'ho conosciuta molto intensamente.
Parto verso un altro grado.
Da nessuna parte.
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 (Je vous ai connu très fort.
Je vais partir vers un autre degré.
Nulle part.)
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lunedì 21 novembre 2011

Pudore


Dipinto di Seraphine Louis (1864 - 1942)
detta Seraphine de Senlis
Una pagina dedicata a lei in
women.it/oltreluna/darkladies






























Pudore
di Antonia Pozzi
Tratta da www.antoniapozzi.it
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Se qualcuna delle mie povere parole
ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.


1° febbraio 1933

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giovedì 17 novembre 2011

Le tre moschettiere

Espersen, Thorning-Schmidt, Vestager a Catania. Foto di Søren Bidstrup



















22.6 2011: Delegazione di politici danesi in visita ufficiale al governo provvisorio libico di Bengasi.
Da sinistra: l'allora ministro degli esteri Lene Espersen (Partito Popolare Conservatore), Helle Thorning-Schmidt (allora laeder del Partito dei Socialdemocratici, attualmente a capo del governo danese) e Margrethe Vestager (allora laeder del Partito Radicale, attualmente ministro degli Interni ), in procinto di imbarcarsi in aereo, all'aeroporto di Catania.


Link:
1 Det Konservativ Folkeparti     e   Il conservatorismo secondo il dizionario storico svizzero e in wikipedia (I conservatori).
2- Socialdemokraterne (I social-democratici).
3 - Radikale Venstre (I social-liberali).
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lunedì 14 novembre 2011

Frontiera

 

GLI SPOSI DI VIA ROSSETTI
Tragedia in una minoranza
Mondadori - 1986
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In una Trieste occupata dai tedeschi, in cui per strada i fascisti "menano e sfasciano" se persone e cose non corrispondono ai loro schemi, si svolgono i fatti di questo romanzo che è anche la cronaca di quanto realmente accaduto e in parte dedotto dalla corrispondenza dei due giovani appartenenti alla minoranza slovena, che finisce in mano a Tomizza. 
Fascisti e comunisti, cattolici e non, partigiani e guardie varie, di qua e di là del Carso e dei confini che si spostano frequentemente, e persino all'interno di una stessa famiglia, sono lo scenario e le comparse di una storia d'amore vissuta più per corrispondenza che nel quotidiano, perchè non tarderá la prigione, prima per entrambi, poi solo per lui, a mortificare la loro giovinezza e il loro ardore non solo politico.
I coniugi Vuk vengono infine uccisi nel loro appartamento insieme ad una terza persona di cui si sa ben poco, e probabilmente per motivi politici. 
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"I nostri due coniugi hanno mostrato di credere alla vita, pur guardandola da differente prospettiva e nonostante le singolari privazioni e il fiele che essa aveva loro riservato. Facciamoli dunque vivere per un altro tratto e compiamo un gran balzo in avanti, per tornare in realtà un pochino indietro dal punto in cui li abbiamo lasciati.
.......Nel 1975, a trentun anni dalla loro morte, uscì a Trieste un romanzo di Boris Pahor, scrittore affermatosi nell'ambiente sloveno. Egli raccontava in terza persona i tristi casi occorglisi durante la guerra, nel periodo compreso tra il suo ultimo servizio militare sul lago di Garda nell'estate 1943 e il febbraio successivo quando dal carcere del Coroneo veniva internato nel lager di Dachau. Era una testimonianza del nuovo flagello abbattutosi sugli sloveni del territorio e della loro coraggiosa opposizione organizzata."
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Biografia di Fulvio Tomizza su Wikipedia
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martedì 8 novembre 2011

La clessidra

Gioia Giorio: Armonia celeste, incisione



























La sabbia scende fine, leggera, bianca, regolare 
da un bulbo di vetro all'altro.
Il tempo. Misurarlo o non misurarlo non è il problema.
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martedì 1 novembre 2011

The Rose Tattoo


Tennessee Williams e Anna Magnani da
 http://tennesseeandanna.com/index.php

























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La rosa tatuata (1950)
di Tennessee Williams (1914-1983)
Traduzione e cura di Masolino D'Amico
Einaudi 1996
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Tennessee Williams aveva conosciuto attraverso il suo compagno italoamericano la Sicilia e la comunità italiana; e questa commedia è frutto di questo incontro culturale e sentimentale.
La protagonista, Serafina, è la vedova inconsolabile di un contrabbandiere infedele e morto ammazzato. Vive del suo lavoro di sarta, ma vivere non è la parola giusta perchè in realtà è una donna chiusa nel dolore rabbioso e sprezzante di chi ha goduto del meglio e ora crede di non avere più niente. Cerca di proteggere la figlia adolescente, bella e intelligente, dal mondo e dagli uomini portatori di dolori, chiudendo anche lei in casa.
Finché scopre le menzogne e le infedeltà della buonanima, e contemporaneamente, entra per caso un uomo nella sua vita, un altro immigrato siciliano, che non regge neanche lontanamente il paragone con il defunto, ma è in carne e ossa e la desidera... e la vita riprende, necessariamente.
Della commedia è stata fatta una versione cinematografica, con Anna Magnani e Burt Lancaster, nel 1955.
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ATTO PRIMO
Dalla scena quinta
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SERAFINA (di colpo e religiosamente)    Quando penso agli uomini io penso a mio marito. Mio marito era siciliano. Ama azziccatu tutti i notti ra simana, abbiamo fatto l'amore ogni notte della settimana senza saltarne nemmeno una, dalla notte del giorno in cui ci siamo sposati a quella in cui è stato ammazzato nel suo camion su quella strada lì fuori! (Riprende fiato con un singhiozzo)  E forse è pì chissu che non vado pazza per gli uomini e che non mi piace sentire le chiacchiere delle femmine che non pensano ad altro. Però ora mi interessa la felicità di mia figlia, che questa mattina si diploma al liceo. E io sto facendo tardi, e la banda già suona! E ho perso il suo orologio!...il suo regalo per il diploma! (Gira su sé stessa come fuori di sé).
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BESSIE    Andiamo Flora!...Al diavolo quella maledetta camicia!
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FLORA    Oh, no, aspetta un momento! Io non accetto insulti da nessuno.
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SERAFINA    Andate, andate a New Orleans, cacciatrici di uomini che non siete altro! E rimorchiateli a Canal Street, ma non a casa mia, dalla mia finestra, davanti alle ceneri di mio marito! (In lontananza la banda del liceo suona un'aria marziale. Il petto di Serafina ansima violentemente; lei si tocca il cuore e per un momento sembra dimenticarsi che deve andare)  A me non interessa affatto, non mi interessano uomini che ingrassano e perdono i capelli e girano vestiti da giovani esploratori a strappare i vestiti alle ragazze a Canal Street e che tirano sacchetti di carta dalle finestre degli alberghi. Queste cacce all'uomo semplicemente non mi interessano. Io ricordo mio marito con un corpo da adolescente e sulla testa capelli fitti e neri come i miei e addosso una pelle liscia e dolce come un petalo di rosa gialla.
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FLORA    Ah, una rosa, era?
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SERAFINA    Sì, sì, una rosa, una rosa!
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FLORA    Sì, una rosa di terronia! - un gangster, altro che rosa! - sparato mentre contrabbandava la droga sotto un carico di banane!
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BESSIE    Flora, Flora, andiamo via!
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SERAFINA    I miei erano contadini, ma lui... lui veniva da proprietari terrieri! Era signorile, mio marito!... La sera io me ne sto qui e sono contenta di ricordare, perché ho avuto il meglio... Non la terza e nemmeno la seconda, ma la prima scelta, l'unica...
Così ora me ne sto qui e sono contenta di ricordare...
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BESSIE    Forza usciamo! Andiamo alla stazione!
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FLORA    Aspetta un attimo, voglio sentire questa, non me la voglio perdere!
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SERAFINA    Ho contato le notti in cui l'ho stretto fra le braccia tutta la notte, e vi posso dire quante sono. Ogni notte per dodici anni. Quattromila - trecento - ottanta. Il numero delle notti in cui l'ho tenuto tutta la notte stretto tra le braccia. Certe volte non dormivo, lo tenevo così e basta, tutta la notte, fra le braccia. E questo mi basta. Lo piango. Sì, la notte il mio cuscino non è mai asciutto... ma mi basta ricordare. E mi sentirei svilita e degradata e non degna di vivere con mia figlia né sotto il tetto con l'urna delle sue ceneri benedette, quelle... ceneri di una rosa... se dopo quel ricordo, dopo aver conosciuto quell'uomo, andassi da qualcun altro, da un uomo di mezza età, non giovane, non pieno di giovane passione, ma con la pancetta incipiente e i capelli diradati e addosso un odore di sudore e di alcool... e cercassi di illudermi che quello è l'amore! Io lo so com'era fatto l'amore. E mi basta ricordare... (Ansima come se avesse fatto le scale di corsa) Andate, voi, andate per le strade e fatevi buttare addosso quei sacchetti di acqua sporca! ... A me basta ricordare l'amore di un uomo che è stato mio... solo mio! Mai toccato dalla mano di nessuna! Nessun'altra che me...Io sola! (Con un singulto esce di corsa dal portico).
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Il sole inonda la sua silhouette. Questa sembra colmarla di stupore. Si scopre in singhiozzi. Tuffa la mano nella borsettta alla ricerca del fazzoletto.
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FLORA  (andando verso la porta aperta)   Mai toccato da nessuna?



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