martedì 30 agosto 2011

Baby boom






















Franco Grillini
da ECCE OMO
25 anni di rivoluzione gentile
Rizzoli -2008
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A furia di sentirsi dire che i gay sono dei deviati, che l'uomo e la donna sono fatti per avere figli, che se fosse per i gay l'umanità si estinguerebbe, e tutto quanto il repertorio dell'umana imbecillità contiene, a un certo punto gay e lesbiche hanno infatti cominciato a dire: ma noi non siamo mica sterili.
Noi i figli siamo in grado di farli e di crescerli benissimo.
Santo cielo! L'abbiamo fatto per millenni!
Per essere un tantinello più precisi, le lesbiche si riproducevano coi mariti, i gay con le mogli; la sessualità produttiva trionfava nel matrimonio e il piacere del sesso trionfava al di fuori. Poi si è cominciato a saltare la fase del matrimonio eterosessuale e si è passati direttamente alla riproduzione. Oltretutto è facilissimo. Ricordo che già all'inizio degli anni Novanta, al Cassero, Arcilesbica organizzava corsi
di auto-inseminazione [...]. I manuali che arrivavano dal Nord Europa erano pieni di disegni così chiari che li ho capiti persino io.
E dopo qualche anno è iniziato il baby boom.
Ciascuno a suo modo si è industriato a fare figli, a crescerli, a mandarli a scuola [...].
Che gli omosessuali fossero anche genitori l'Italia l'ha scoperto molto tardi, però. E solo grazie a un Pride. Milano. 2006. In testa al corteo c'era un bellissimo trenino carico di bambini. Era il trenino delle Famiglie Arcobaleno, l'associazione che da qualche anno raccoglie i genitori LGBT e i loro figli.
Apriti cielo! Ne è uscita una discussione bizzarra, tipicamente italiana e omofoba, del tipo: "Gli omosessuali stumentalizzano pure i bambini alle loro manifestazioni".
"Benissimo," ho detto allora io.
"Facciamo una bella legge che vieti di portare i bambini a tutte le manifestazioni, comprese quelle cattoliche".
La cosa è finita lì [...].
Gay e lesbiche hanno continuato a fare figli. Eterosessuali e politici, a far finta di non accorgersene.
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Leggi anche il post: Siamo figli/e e abbiamo figli/e

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martedì 23 agosto 2011

Sovrappeso



Lucian Freud - Leigh on a Green Sofa - 1993
















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ALLO SPECCHIO
di Angela Siciliano
in Le donne raccontano n.15
Settembre 2011
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Un uomo sui 50 anni, i capelli sempre più grigi e con molti chili in eccesso, preparandosi ad un appuntamento con una donna che conosce appena, osserva la propria immagine riflessa e la giudica con implacabile sincerità. Ma ciò che a lui sembra uno sfacelo senza speranza allo sguardo della donna sembrerà una piacevole possibilità.
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Mi guardo allo specchio, ancora assonnato, dopo il breve riposo pomeridiano. Ho la barba lunga. Dovrei radermi prima di andare all’appuntamento con Alessandra. Lei conosce già il mio aspetto, ci siamo conosciuti a casa di amici e abbiamo parlato tutta la serata, ignorando quasi gli altri. Mi ha quindi visto bene, in tutta la mia… larghezza. Evidentemente non si è fatta spaventare dalle mie misure. L’idea di andare a cena insieme è venuta a me ma la sua risposta è arrivata veloce ed entusiasta.
...Mi guardo allo specchio, con simpatia. Neanche io mi spavento vedendomi riflesso, ma sinceramente mi riconosco sempre meno. Da qualche parte nella mia mente continua ad esistere un’immagine di me che mi piace e mi rassicura ma non corrisponde più alla realtà, eppure* per me, quello sono io, non questo signore che vedo riflesso.
...Mi muovo, agisco con i miei cinquant’anni, la mia capigliatura brizzolata, il mio addome sempre più voluminoso e teso, i miei abiti dalle taglie che crescono di anno in anno inarrestabilmente, con il passo e il respiro sempre più pesanti, ma dentro di me sono ancora il ragazzo che ero, asciutto, con i muscoli torniti e abbronzati , dall’eleganza semplice e naturale, dal passo veloce e leggero e dai movimenti scattanti.
...Quando mi guardo allo specchio continuo a vederlo quel giovane uomo, anche se ormai non esiste più da un paio di decenni. Ormai sono grasso.
...“Sei solo un po’ sovrappeso”, mi dice mia sorella con un fare di chi vuole ridimensionare le cose ma, quando vado a trovarla, noto che misura con gli occhi il mio bacino e le mie cosce; è solo un attimo, un velocissimo pensiero che le vedo passare nello sguardo. Deduco la sua preoccupazione anche dai dolci a basso contenuto calorico che dice di preparare per sé stessa ma che lascia mangiare tutti a me.
...La mia ex moglie invece dice che sto diventando “cicciottello” ma certo lei non ha nessuna intenzione di polemizzare sul mio aspetto e invadere la mia vita con i suoi giudizi, meno che mai ora che abbiamo raggiunto una condizione di accordi pacifici sulle proprietà comuni e su nostra figlia.
...Mia figlia, una giovane donna vicina ai venticinque anni, mi guarda sempre con affetto e per lei il mio aspetto non ha mai avuto importanza.
...Una sola volta mi ha detto, dimenticandosene subito: “Troppi chili, forse? Non respiri molto bene!” .
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A parte le donne che mi amano o mi hanno amato, le altre spesso sembrano non vedermi se mi incontrano per strada; le colleghe si limitano a guardarmi negli occhi o addirittura spostano lo sguardo altrove quando mi parlano, ma certamente tra di loro commentano i miei chili di troppo.
...Una volta ho sentito la segretaria del capo dire al telefono : “Sarebbe anche
 un bell’uomo se solo si mettesse un poco a dieta…”, proprio mentre io stavo entrando nel suo ufficio, e dal suo imbarazzo e rossore ho capito che quel bell’uomo mancato ero io.
...Ma più che un bell’uomo mancato io sono un bell’uomo finito, nel senso che ero bello e attraente, ora devo usare la simpatia e l’intelligenza, l’ironia, se voglio conquistare l’attenzione degli altri, uomini compresi.
...Mi guardo allo specchio, un po’ perplesso. I capelli bianchi sono sempre più numerosi e mi rendo conto che, se non metto lo sguardo a fuoco, di tutta la mia immagine riflessa vedo soprattutto il colore grigio che sfuma nel bianco. Scolorisco, penso con ironia, come una vecchia maglietta lavata per l’ennesima volta. Penso anche che invece che lasciare svolazzare dei ricci grigi, guadagnerei in dignità tagliandomi totalmente i capelli.
...Diventare calvo intenzionalmente, mi dico, così evito anche un’ imminente probabile delusione che colpisce una grande percentuale di maschi adulti: la calvizie parziale. La anticipo, mi dico, e mi rivesto così facendo di una certa aria da uomo volitivo, essenziale. Ma con ironia mi dico subito dopo che i chili di troppo che ho addosso mi contraddirebbero, dimostrando che non sono né volitivo né essenziale, soprattutto a tavola!
...Mi viene in mente quella volta in cui mia nonna mi diceva: “Ma sei proprio un ghiottone!”, quando mi concentravo sulle sue patate fritte, provenienti dal suo orto, tagliate a spicchi, appena uscite dall’olio bollente della friggitrice, insaporite abbondantemente e accompagnate da una maionese fatta con le sue mani.
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Ghiottone, è vero, lo ero, lo sono stato, ma non lo sono più nonostante le apparenze, perché negli ultimi anni non ho più trovato una pietanza che mi abbia veramente affascinato, sedotto o sorpreso. Mi sembra anzi che i sapori si siano appiattiti e da parecchio tempo ormai non mangio più per il piacere dei sapori.
...Non è la ghiottoneria che mi rende vorace. Io mangio soprattutto per consolarmi, per premiarmi, per distrarmi, persino per punirmi. A volte mangio cose che neanche mi piacciono e le mangio senza neanche avere fame.
...Per esempio se sono sotto stress in ufficio, ingurgito enormi bocconi di panini comprati al bar dell’azienda, grassi, insapori, esageratamente conditi e con una consistenza quasi gommosa…Insomma per niente invitanti, eppure li mastico con convinzione.
...Sono cosciente che non mi danno nessun piacere, che mi fanno sicuramente male, ma li mangio fino in fondo con compita precisione. Perché? Perché ho come un vuoto dentro che vuole essere riempito.
...Mi guardo allo specchio, con disgusto. Tutte le delusioni che ho affogato nel cibo e nel vino! Adesso si vedono. Adesso sono tutte visibili sul mio corpo.
...Eppure non mi decido, ancora. Mi vengono in mente alcune tappe che hanno segnato il percorso verso quello che io chiamo lo sfacelo estetico del mio corpo, come per esempio quella volta in cui andai a fare la sauna con Francesco, il mio amico d’infanzia, e mentre ci facevamo la doccia parlando di politica, lui puntò il dito tra le mie gambe e disse: “Riesci a vedertelo?” .
...No, il ventre me lo occultava. Non riuscivo a vedermi il pube. Quella volta ridemmo di cuore ma adesso so che avrei già dovuto fermarmi lì.
...Santo cielo! Devo sbrigarmi o arriverò in ritardo all’appuntamento!
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La trovo già in attesa davanti al ristorante, è bella con il suo abito verde, i suoi tacchi un po’ alti e il rossetto. Mi scuso per averla fatta aspettare.
...“Ma di cosa ti scusi? Non sei in ritardo. Sono io che ho l’abitudine di arrivare in anticipo! Così ho già osservato il posto” mi dice.
...Cioè, ha già dato un’occhiata al menu e ai prezzi. Abbiamo scelto questo ristorante incuriositi dalla buona fama che il locale sembra avere nonostante sia aperto da poche settimane.
...Seduti al tavolo ci guardiamo. Ci conosciamo poco, fino ad ora abbiamo parlato molto al telefono e ci siamo scritti lunghe mail, adesso che sediamo l’uno di fronte all’altra, soli, sembriamo imbarazzati.
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Lei è minuta, il suo corpo mi sembra la metà del mio, è indubbiamente graziosa e aggraziata e poi ha lo sguardo luminoso di chi sembra aver appena visto qualcosa di importante.
...Penso con rammarico che non avrà voglia di avvicinarsi più di tanto a uno come me, ormai deformato e persino un po’ vecchio, lei è più giovane di me di dieci anni.
...Ma certo né io né lei siamo due adolescenti al primo appuntamento in assoluto, sappiamo entrambi chi siamo e cosa vogliamo, e se è qui con me immagino si sia fatta anche lei dei pensieri su come potrebbe proseguire la serata o la frequentazione in generale.
...Improvvisamente però mi sento stanco, con una gran voglia e un bisogno di arrendermi all’evidenza: se confrontiamo i nostri corpi, avvicinandoli, siamo ridicoli.
...Siamo l’uno la contraddizione dell’altra: lei minuta io enorme, lei asciutta io grasso, lei veloce io pesante, appena anche lei se ne accorgerà la serata finirà per sempre. Sono tentato quindi di salutarla e di andarmene di già.
...Sto quasi per farlo quando lei mi chiede se preferisco il vino o l’acqua o entrambi.
...Me lo chiede seria, con lo sguardo totalmente concentrato nel mio, come se la mia banale risposta fosse importantissima per lei.
...E allora decido, in quell’invisibile istante cresciuto nell’incrocio dei nostri sguardi, di cambiare rotta, scelgo di pasteggiare con dell’acqua naturale e cerco nel menu le pietanze meno grasse e più leggere.
...Lei che non conosce le mie abitudini accetta le mie scelte con naturalezza, non si stupisce dell’enorme insalata quasi scondita che mi sono fatto portare e che mangio insieme ad una bistecca ai ferri.
...Non tocco il pane e dico di no al dessert, ma quando la cena è finita mi sento sazio. Io mi sono nutrito soprattutto della nostra conversazione e della vista di lei che ha mangiato con gusto piatti di una certa consistenza.
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Quando usciamo in strada vedo la nostra immagine riflessa sulla vetrina del ristorante e mi immagino già dimagrito di almeno venti chili. Penso che saremmo una bella coppia nonostante tutto. Ho appena finito di pensarlo quando lei mi prende sottobraccio e dice: “Sai che, secondo me, stiamo bene insieme?”.
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 Nota: Sulla rivista è scritto, erroneamente, neppure.

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Ultima modifica: 8/6/2017   


  
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giovedì 11 agosto 2011

Naufragio


La Valletta






















Una volta in salvo, venimmo a sapere che l'isola si chiamava Malta. Gli indigeni ci trattarono con rara umanità; ci accolsero tutti attorno a un gran fuoco, che avevano acceso perché era sopraggiunta la pioggia ed era freddo.
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Atti degli apostoli 
28,  1-2




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lunedì 1 agosto 2011

Amato agosto

Rue Vattelapesca...

















In un angolo tra il  francese ufficiale e l'italiano ironico esiste questa strada!
Vi sfido a dirmi dove!
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Quest'anno scelgo di portarmi in vacanza solo un libro (una vacanza che comunque sarà breve), un libro che sta aspettando la mia attenzione da almeno 5 anni: Piccoli equivoci senza importanza di Antonio Tabucchi.

E voi? Cosa vi porterete in vacanza quest'anno?
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