sabato 30 aprile 2011

Fibra dell'universo


Giuseppe Ungaretti
(1888 - 1970)


I FIUMI

Mi tengo a quest'albero mutilato
abbandonato in questa dolina
che ha il languore
di un circo
prima o dopo lo spettacolo
e guardo
il paesaggio quieto
delle nuvole sulla luna

Stamani mi sono disteso
in un'urna d'acqua
e come una reliquia
ho riposato

L'Isonzo scorrendo
mi levigava
come un suo sasso

Ho tirato su
le mie quattr'ossa
e me ne sono andato
come un acrobata
sull'acqua

Mi sono accoccolato
vicino ai miei panni
sudici di guerra
e come un beduino
mi sono chinato a ricevere
il sole

Questo è l'Isonzo
e qui meglio
mi sono riconosciuto
una docile fibra
dell'universo

Il mio supplizio
è quando
non mi credo
in armonia

Ma quelle occulte
mani
che m'intridono
mi regalano
la rara
felicità

Ho ripassato
le epoche
della mia vita

Questi sono
i miei fiumi

Questo è il Serchio
al quale hanno attinto
duemil'anni forse
di gente mia campagnola
e mio padre e mia madre

Questo è il Nilo
che mi ha visto
nascere e crescere
e ardere d'inconsapevolezza
nelle estese pianure

Questa è la Senna
e in quel suo torbito
mi sono rimescolato
e mi sono conosciuto

Questi sono i miei fiumi
contati nell'Isonzo

Questa è la mia nostalgia
che in ognuno
mi traspare
ora ch'è notte
che la mia vita mi pare
una corolla
di tenebre

1916

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GIROVAGO

In nessuna
parte
di terra
mi posso
accasare

A ogni
nuovo
clima
che incontro
mi trovo
languente
che
una volta
già gli ero stato
assuefatto

E me ne stacco sempre
straniero

Nascendo
tornato da epoche troppo
vissute

Godere un solo
minuto di vita
iniziale

Cerco un paese
innocente

1918



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Biografia di Ungaretti su Italialibri

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giovedì 28 aprile 2011

Luccica ma non è oro




Siracide 20, 14-15


Il dono di uno stolto non ti gioverà
perché i suoi occhi bramano ricevere più
di quanto ha dato.
Egli darà poco, ma rinfaccerà molto...




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sabato 23 aprile 2011

Metterci la faccia e il nome




http://www.paolaconcia.it/b/




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sabato 16 aprile 2011

Profumino delizioso



Da Autobahn
in Altri libertini
Feltrinelli - 1980
di Pier Vittorio Tondelli
(1955 - 1991)

"...Odore, odorino mio di Mar del Nord, di libertà e gioventù, evvieni ancora nella mia pancia, eddai non far così, vieni, sniff e sniff odorino mio ci stai ancora? Dimmi che ci sei!
...Solo questo vi voglio dire credete a me lettori cari. Bando a isterismi, depressioni scoglionature e smaronamenti. Cercatevi il vostro odore eppoi ci saran fortune e buoni fulmini sulla strada. Non ha importanza alcuna se sarà di sabbia del deserto o di montagne rocciose, fossanche quello dell'incenso giù dell'India o quello un pò più forte, tibetano o nepalese.
...Col naso in aria fiutate il vento, strapazzate le nubi all'orizzonte, forza, è ora di partire, forza tutti insieme incontro all'avventuraaaaa!"
..
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Venerdì 6 maggio alle ore 18
presso il CSV, in Galleria Fenice 2 a Trieste (terzo piano – Sala Grande), all'interno del PROGETTO TONDELLI, verrà presentato il libro Karma involontario di Andrea Gratton, edito da Ass. Culturale Il Foglio.
Saranno presenti:
Andrea Gratton, autore
Enos Rota, amico di Tondelli, curatore di antologie in sua memoria
Gianni Cimador, italianista, studioso di Tondelli.
Cura e coordina Angela Siciliano
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sabato 9 aprile 2011

Ali



Vivian Lamarque
Poesie
(1972-2002)


Condòmino

Cammino piano, qua sotto
al terzo piano dorme un condomino
morto. E' tornato morto stasera
dall'ospedale, gli hanno salito
le scale, gli hanno aperto la porta
anche senza suonare, ha usato
per l'ultima volta il verbo entrare.
Ha dormito con noialtri condomini
essendo notte sembrava a noi uguale
ha dormito otto ore ma poi ancora
e ancora e ancora oltre la tromba
mattutina dei soldati, oltre il sole
alto nel cielo, ora che noi ci muoviamo
non è più a noi uguale. E' un condomino
morto. Scenderà senza piedi le scale.
Era gentile, stava alla finestra
aveva un canarino, aveva i suoi millesimi
condominiali, guarda gli stanno spuntando
le ali.



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domenica 3 aprile 2011

Baci


.
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[...]

...
bocca che ai baci dati e ricevuti
armonizzi parole, è forse
il mio incauto amarti un sacrilegio? Or questo
è fra me e Dio.

...
(da Angelo in Mediterranee di Umberto Saba)

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