venerdì 31 dicembre 2010

Parabola laica








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George Orwell
(Eric Arthur Blair /1903-1950)
La fattoria degli animali (1945)
(La biblioteca di Repubblica - Traduzione di Bruno Tasso)
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Storia di una piccola rivoluzione, nata come una liberazione e trasformata in dittatura. Quante dittature e sistemi politici di vario tipo potrebbero rinonoscersi in questo racconto? Tante. Di certo assomigliava molto alle ultime vicende dell'Unione Sovietica quando l'autore cercò di pubblicarlo e non gli fu facile trovare un editore che volesse rischiare gli eventuali attacchi della sinistra o la suscettibilità di determinate nazioni. A tale proposito è molto interessante leggere le pagine che affiancano il racconto, intitolate "La libertà di stampa" (tradotte da Elena Albertini), dello stesso Orwell. Tanto il racconto quanto le riflessioni sulla stampa mi sembrano attualissimi (e i motivi sono così tanti che ognuno potrebbe fare riferimento ad esempi diversi e quasi contrari).

"La fattoria degli animali" è un'eccellente favola, una parabola laica come scrivono in copertina. Come non riconoscervi i sintomi di ogni ingordigia di potere, di ogni manipolazione culturale, di ogni sfruttamento della buona fede di chi non ha gli strumenti per poter contraddire, e di ogni indottrinamento a scapito della felicità durante le brevi vite degli esseri viventi.
Che delizia quei comandamenti scritti sul muro della fattoria, al momento del fervore della giusta rivolta all'uomo padrone, crudele, sfruttatore, ma poi modificati con l'aggiunta di un paio di parole asserendo che quelle due parole ci son sempre state, tanto i più non sanno leggere oltre le prime lettere dell'alfabeto.
Un esempio: "Nessun animale può uccidere un altro animale" al momento opportuno verrà allungata con "senza motivo" per giustificare certe esecuzioni. E che delizia le pecore che belano per anni, per centinaia di adunate e riunioni, a proposito e a sproposito lo slogan "Quattro gambe, buono; due gambe, cattivo" (a ricordare che gli Uomini sono sempre malvagi e gli animali sempre potenziali vittime dell'Uomo), nel momento in cui il gruppo dei maiali (che si è sempre trattato meglio degli altri animali con la scusa di dirigere, pensare, pianificare a vantaggio di tutti), imparerà a camminare, cioè a stare in posizione eretta, indossando i pantaloni del vecchio padrone, abbinandoli ad un frustino, ecco che loro, le pecore, con la stessa foga di sempre urleranno lo slogan leggermente modificato: "Quattro gambe, buono; due gambe, meglio".

A quel punto la maggioranza degli animali nella fattoria è stata acquistata, pochi ricordano il perchè e il come del sistema vigente, pochissimi ricordano come era la vita con il signor Jones e sua moglie, quasi nessuno ricorda gli eroi iniziali della rivolta. Napoleon (il maiale a capo di tutto) è ormai un incubo come lo era il signor Jones.
Geniale, tenerissima e scandalosa, crudele e autentica storia, sempre possibile:
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Benjamin sentì un naso strofinarsi contro la sua spalla. Guardò. Era Berta. I suoi vecchi occhi erano più appannati che mai. Senza dir nulla, lo tirò gentilmente per la criniera e lo portò nel grande granaio ove erano scritti i Sette Comandamenti. Per qualche istante ristette fissando la parete scura e le lettere bianche.
"La mia vista si indebolisce" disse infine. "Anche quando ero giovane non riuscivo a leggere ciò che era scritto qui. Ma mi pare che la parete abbia un altro aspetto. I Sette Comandamenti sono gli stessi di prima Benjamin?"
Per una volta Benjamin consentì a rompere la sua regola e lesse ciò che era scritto sul muro. Non vi era scritto più nulla, fuorché un unico comandamento. Diceva:
...............TUTTI GLI ANIMALI SONO EGUALI
MA ALCUNI ANIMALI SONO PIU' EGUALI DEGLI ALTRI

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giovedì 23 dicembre 2010

La misura




Copenaghen (1998)
di Michael Frayn
Traduzione di Maria Teresa Petruzzi e Filippo Ottoni
Sironi - 2009
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Tre personaggi: Niels Bohr, sua moglie Margrethe e Werner Heisenberg.
Sono tutti morti, ma dal mondo dopo la vita ripetono più volte un incontro veramente avvenuto a Copenaghen nel 1941 quando Heisenberg visita privatamente i signori Bohr. Per amicizia? Per cercare conferme? Per cercare comprensione? Per prendere informazioni, per darle? Di certo sono spiati, ogni parola va misurata. La Danimarca è occupata dai nazisti e Heisenberg, tedesco, lavora per loro.
I due fisici, insieme ad altri fisici di varie nazioni anche nemiche, hanno dato un notevole contributo, in tempi e modi diversi, all'invenzione di ciò che verrà poi conosciuta come "bomba atomica".
Heisenberg era stato per molti anni allievo di Bohr a Copenaghen, i due avevano avuto un rapporto molto forte in cui il danese aveva quasi un ruolo paterno. Ma ora che la politica è cambiata, ora che le circostanze li dividono e rendono ambigui tutti, ora che ogni azione ha un peso e una conseguenza, che senso ha la visita di Heisenberg a casa Bohr?
Margrethe, il terzo personaggio, non è una fisica ma sa di cosa parlano gli altri due.
I dialoghi non sono mai avvenuti, ma sono molto probabili.
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BOHR ...Noi abbiamo rimesso l'uomo al centro dell'universo. Nel corso della storia ci siamo sempre trovati fuori posto. Non facciamo che relegarci alla periferia delle cose. Prima ci trasformiamo in un semplice strumento degli inconoscibili disegni di Dio, esili figure prostrate nella grande cattedrale della creazione. E appena abbiamo ritrovato noi stessi nel Rinascimento, appena l'uomo è diventato, come lo definiva Protagora, la misura di tutte le cose, siamo stati di nuovo messi da parte dai prodotti della nostra stessa ragione! Siamo nuovamente schiacciati mentre i fisici costruiscono le nuove grandi cattedrali che guardiamo con meraviglia: le leggi della meccanica classica che ci precedono fin dall'inizio dell'eternità, e che ci sopravviveranno fino alla fine dell'eternità; che esistono, che noi esistiamo o no. Finché arriviamo all'inizio del XX secolo, e siamo improvvisamente costretti a risollevarci in piedi.
HEISENBERG Tutto ha inizio con Einstein.
BOHR Inizia con Eistein. Lui dimostra che la misura - la misura, dalla quale dipende l'intera possibilità della scienza - la misura non è un evento impersonale che si manifesta con imparziale universalità. E' un atto umano, compiuto da uno specifico punto di vista nel tempo e nello spazio, dall'unico particolare punto di vista di un possibile osservatore. Poi, qui a Copenaghen, in quei tre anni durante gli anni Venti, scopriamo che non esiste un universo oggettivo precisamente determinabile. Che l'universo esiste solo come serie di approssimazioni. Soltanto nei limiti stabiliti dal rapporto che abbiamo con esso. Soltanto grazie alla comprensione insita nella mente umana.
MARGRETHE Allora, quest'uomo che hai posto al centro dell'universo: sei tu o è Heisenberg?
BOHR Oh, lascia stare, tesoro.
MARGRETHE Sì, ma c'è una differenza.
BOHR O l'uno o l'altro. Entrambi. Tu. Tutti.
MARGRETHE Se è Heisenberg quello al centro dell'universo, allora quel pezzetto di universo che lui non riesce a vedere è Heisenberg.
HEISENBERG E quindi...
MARGRETHE E quindi è inutile chiedergli perché è venuto a Copenaghen nel 1941. Non lo sa!
HEISENBERG Per un attimo, allora, avevo creduto di intravvedere il tutto.
MARGRETHE Poi ti sei voltato a guardare.
HEISENBERG E non c'era più.
MARGRETHE Di nuovo la complementarietà. Giusto?
BOHR Sì, sì.
MARGRETHE L'ho battuta a macchina troppo spesso. Se fai una cosa sulla quale sei costretto a concentrarti, non puoi anche pensare che la stai facendo, e se stai pensando che la stai facendo, allora non puoi contemporaneamente farla. Giusto?


Link: Copenaghen presso Sironi Editore
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sabato 11 dicembre 2010

Incantami, o dea!


























"Giuni Russo da un'estate al mare al carmelo"
di Bianca Pitzorno
Bompiani - 2009
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La donna è mobile
(G.Russo-A.Sisini-D.Tortorella?)
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E' più femminino il tatuaggio o l'orecchino?
Luna in cielo, dai, dimmelo tu.
Ed è più maschile la borsetta od il fucile?
Vaga stella, aiutami tu.
Incantami, cantami, o dea!
Sei tanto artefatta che ormai sei perfetta.
La donna è mobile, sì, ma l'uomo è labile.
Sei tanto vanitosa che dormendo resti in posa.
La donna è mobile, sì, ma l'uomo è debole, sì.
Bello prendere un uomo dal suo lato femminile
E trovare in una donna la sua curva più virile
E più neutrale chi ti sfugge o chi ti assale?
Infinito, dai, dimmelo tu.
E' più femminino il tatuaggio o l'orecchino?
Psicanalisi, aiutami tu.
Incantami, cantami, o dea.
Sei tanto artefatta che ormai sei perfetta.
La donna è mobile, sì, ma non è labile.
Sei tanto costruita che ti brilla il girovita
E fai l'aerobica con musica araba. Sì.
 
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