sabato 31 luglio 2010

La soudure fraternelle

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Mi allontano un attimo dal "programma" estivo di lettura lasciandomi affascinare da:
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L'amicizia
di
Tahar Ben Jelloun
(Traduzione di Egi Volterrani - Einaudi - 1995)
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"L'amico discontinuo: è l'intermittente. Quello che appare e scompare, e sul quale non si può fare sempre conto. L'intuizione raccomanda con lui la prudenza, ciò che non esclude né il calore, né il piacere...
L'amico di passaggio: con lui si simpatizza per il tempo di un incontro - un congresso, per esempio - o per il tempo di un viaggio. Si sa che ci sono poche probabilità di rivedersi, ma si fa in modo che il tempo della scoperta sia utilizzato bene...
L'amico del dispiacere: quello che si evoca collegandolo a un avvenimento doloroso. Qualche volta si condivide lo stesso cordoglio...
L'amico scomparso: ...scompare per sei mesi, un anno o addirittura due, poi, un giorno, ricompare, magari telefonando, oppure scrivendo, sempre con la stessa foga. In principio uno rimane un po' sbalestrato. Non so mai bene che atteggiamento assumere nei suoi confronti. Una volta sparito non risponde più ai richiami. Allora bisogna lasciargli attraversare il suo deserto; si sa che un giorno lo si ritroverà, sempre uguale, dinamico e fraterno...
L'amico ritrovato: il destino più forte della memoria. E' lui a ricondurci verso il passato per fare luce su un momento oscuro del presente. Il destino è quello che capita nel momento in cui uno non se lo aspetta. Si parla di destino perché non si sa che nome dare a ciò che può colpirci brutalmente nell'animo e nel cuore...
Curiosamente, è dedicando un libro all'amicizia che sto rischiando di farmi dei nemici...
E' bello pensare all'amico ancora sconosciuto. Quando per la prima volta arrivo in un paese straniero, penso a colui o colei che durante il mio soggiorno si comporterà come un amico...
...l'amicizia non si mendica. O viene o non viene..."
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sabato 17 luglio 2010

Estate 2010

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Programma di letture di fine luglio - inizio agosto 2010. All'ombra di un albero in un giardino pubblico o nelle correnti d'aria tra la mia stanza e la cucina, tra un pensiero esaltato e una delusione non prevista, tra un incontro fortunato e uno spritz-aperol solitario, tra una "figuraccia" e "una bella figura" (concetti assolutamente italiani):

Il quinto figlio di Doris Lessing
Il sosia di Dostoevskij
La campagna elettorale di Enzo Bettiza
L'arcobaleno di D.H. Lawrence
La volpe e le camelie di Ignazio Silone
Amare ancora di Doris Lessing

Riletture: La governante di Vitaliano Brancati
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E tu/voi, invece?
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martedì 6 luglio 2010

Zanzara e afa

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ZZZZZZZZ (io che dormo?)
ZzzzZZZzzzz (la zanzara che non dorme?)
ZZZZZZZZZ. ZZzzzZZZzz.
Malinconici avverbi, retorici aggettivi, inutili rimpianti, impossibili ripensamenti (un sogno influenzato dalla cena pesante? O dalla compagnia dell'ultima cena?...Non "quella" ultima cena!).
Afa, il letto stretto, ubriachi in strada, sudore, il camion della Nettezza Urbana, e il cerotto alla citronella e pomodoro selvatico, che dovrebbe tenere lontane le zanzare (ma riempie il mio naso e la mia testa di essenze ingannatrici: mi sembra di dormire in un orto), invece questa (o queste?) se ne infischia dell'essenza repellente, e usa il mio cuscino per atterrare e volare a motori accesissimi intorno alla mia testa e ai miei sogni. Dovrei decidermi ad alzarmi e darle la caccia per poi rimettermi finalmente a dormire. Oppure alzarmi e cominciare già una nuova giornata leggendo i capitoli finali dell'ultimo tomo di Stieg Larsson (la Salander ce la farà a mandare all'inferno giudici e spie, una volta per tutte?).
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giovedì 1 luglio 2010

Autarchia empirica

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Roland Barthes
Dove lei non è
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A cura di Nathalie Léger
Traduzione di Valerio Magrelli
Einaudi (2009)
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Barthes, alla morte della madre (1977), prende nota dei pensieri e delle emozioni che lo abitano mentre cerca di abituarsi a questa perdita. Lui morirà un paio di anni dopo.

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27 ottobre
- Lei non ha conosciuto il corpo della Donna!
- Ho conosciuto il corpo di mia madre malata, poi morente.
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4 novembre
"Verso le 18: l'appartamento è caldo, dolce, illuminato, pulito. Lo rendo tale con energia, dedizione (ne godo con amarezza): ormai e per sempre io stesso sono la mia propria madre."
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18 agosto 1978 "Condividere i valori della silenziosa esistenza quotidiana (amministrare la cucina, la pulizia, gli abiti, l'estetica e il passato degli oggetti), era la mia maniera (silenziosa) di conversare con lei. - Ed è così che io, dal momento che lei non c'è più, posso ancora farlo."

Qualche nota su mam.:
"Forma di discrezione:
fare le cose da sè, non farle fare dagli altri
autarchia empirica
legame affettivo"

"presenza totale
.....................assoluta
peso nullo
la densità, non il peso"



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