giovedì 27 maggio 2010

Casa (home & house)

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La casa si edifica con la pazienza,
e si rende stabile con la prudenza;
mediante la scienza, se ne riempiono le stanze
d'ogni specie di beni preziosi e gradevoli.
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...............................................Proverbi 24, 3-4








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lunedì 17 maggio 2010

Trasversalmente

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Oggi, per caso, ho aperto Il Messaggero di ieri, lasciato su un tavolo di un Bar, e per caso noto un commento di Francesco Spano, a pag. 17:
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LE UNIONI GAY E LA RISPOSTA DELLE CHIESE
Qualche giorno fa, a Verona, si è concluso il Sinodo della Chiesa luterana italiana, confermando al proprio vertice il Decano Milkau...Tra le tante affermazioni degne di nota, l'istituzione di una commissione di studio sulla possibilità di benedizione delle unioni di vita, anche omosessuali, è quella che merita particolare attenzione.
...La questione, per così dire, della rilevanza di unioni affettive, diverse dal matrimonio tradizionale, attraversa trasversalmente la società e continua a porsi come un banco di prova difficile per ogni istituzione che ambisca ad accompagnare gli uomini e le donne del nostro tempo; religiosa o secolare che sia.
...Sbaglierebbe, dunque, chi credesse di poter sbrigativamente ricalcare la linea di separazione tra cattolici e ortodossi da una parte ed evangelici dall'altra. Sbaglierebbe per il semplice fatto che qui non si tratta di dividerci tra conservatori e progressisti, ma di provare a navigare tra i marosi di comunità complesse, vivificate da opinioni, convincimenti e prese di posizione talvolta anche distanti...Non sarà così raro, dunque, trovare gruppi di riflessione e sacerdoti cattolici che svolgono attività di accompagnamento pastorale per persone omosessuali, come pure comunità riformate, poste su posizioni assai rigide di fronte alla questione dell'omosessualità.
La delicatezza del tema (che ha a che fare con la vita intima e con la fede delle persone) e la giusta prudenza con cui, da parte di tutti, vi ci si accosta, traspare bene dall'equilibrio espresso nel documento votato al Sinodo luterano.
"...Se il matrimonio, con il suo valore peculiare nella tradizione cristiana, non è equiparabile ad altre forme di convivenza - ha detto Milkau - la Chiesa Luterana ritiene legittimo che persone che vivono un sentimento d'amore desiderino valorizzarlo con la benedizione di Dio, che non sarebbe comunque un'affermazione etica bensì pastorale-religiosa".
Se la teologia, allora, può prendersi trasversalmente il lusso di indugiare, altrettanto traversalmente urge dare risposte. Risposte di accoglienza e consolazione.
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martedì 11 maggio 2010

A disposizione

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Difficile trovare il mio "Quando l'amore non basta" in libreria, bisogna quasi sempre farlo ordinare, oppure ordinarlo direttamente all'editore.
Ma da oggi...nel Piceno, lo si può prendere in prestito alla Biblioteca Comunale di Grottammare (e di conseguenza in tutte quelle del sistema interprovinciale Piceno: www.blibliosip.it).



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domenica 9 maggio 2010

Bla-bla-bla


Sentire "le sirene cantare"...e accorgersi dopo qualche minuto che invece si tratta di ragli o di rumore di ferraglia!
E i "palloni gonfiati" si sgonfiano, non appena li osservi un pò più accuratamente, con il suono tipico che ricorda...(uhm, non è neanche necessario scriverlo: si sa).
.Dunque un gran bla-bla-bla che fa tanto chic, a primo ascolto.
Ma può causare uno shock se lo si è già sentito "in un'altra vita"! (Nel senso di venti, trenta anni fa).



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venerdì 7 maggio 2010

Risposte


Da Il segreto della domanda
di Umberto Galimberti
Apogeo - Pratiche filosofiche - 2008

Sessanta lettere inviate a "D la repubblica delle Donne" contenenti una domanda alla quale Galimberti, che è docente di Filosofia e Psicologia e autore di numerosi saggi, cerca di rispondere, definendo le risposte "commenti che non conoscono neanche le parole del conforto o della consolazione", e a proposito riporto le frasi finali della sua introduzione: ...la filosofia non è un "sapere", ma un "atteggiamento". L'atteggiamento di chi non smette di fare domande e di mettere in crisi tutte le risposte che sembrano definitive. Per questo l'atteggiamento filosofico è la macchina capace di inventare un mondo possibile al di là del mondo reale.

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A proposito di:
Fedeltà e tradimento

...In ogni virtù non ho mai visto nulla di nobile, ma sempre e solo il soddisfacimento mascherato di un bisogno. Se il bisogno di rassicurare la propria intrinseca insicurezza genera la fedeltà, il bisogno di non annullarsi nell'altro genera il tradimento. Di qui quell'esserci e non-esserci, quel rincorrersi e tradire, che fa parte della relazione amorosa, perché l'amore è una "relazione", non una "fusione".
...l'amore non è possesso, perché il possesso non tende al bene dell'altro, né alla lealtà verso l'altro ma solo al mantenimento della relazione, che, lungi dal garantire la felicità, che è sempre nella ricerca e nella conoscenza di sé, la sacrifica in cambio di sicurezza.
...Quel che si imputa al traditore è di essere diventato diverso e di muoversi non più in sintonia, ma da solo. Soltanto se si accetta il cambiamento dell'altro e lo si accoglie come una sfida a ridefinirsi e a ridefinire la relazione, il tradimento non è più percepito come tradimento. Ma ridefinirsi è difficile così come accettare il cambiamento. Per questo le vie più battute sono quelle della fedeltà o in alternativa quelle del risentimento e della vendetta.
...I tradimenti non si perdonano, si constatano. E a partire da questa constatazione si decide se è più vantaggioso per noi continuare a convivere o è meglio dirsi addio. Alla nostra debolezza, che non ci fa sopportare il tradimento, non aggiungiamo quella seconda debolezza impropriamente rivestita di forza, che si chiama "perdono". Nessuno può amare davvero chi lo obbliga alla negazione di sé. A meno che nella sua anima non si sia già fatta una bella confusione tra sentimento e mascherato risentimento.
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giovedì 6 maggio 2010

Di passaggio


Ed eccomi di nuovo nel tempio dell'approssimazione. Una donna con l'accento straniero urla per strada, al cellulare: "Va bene! Domani! Ma a che ora e dove!?"
Ecco, mi dico, il dove e quando, e ovviamente anche il quanto, da queste parti sono spesso concetti approssimativi, nascondono dinieghi, riserve e a volte persino entusiasmi.
E' un'incapacità di organizzare le idee e la propria giornata? E' un sistematico rifiuto di imbrigliare il tempo e se stessi? E' cecità? O lungimiranza?




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