venerdì 29 gennaio 2010

Alle Tage


Ingeborg Bachmann
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POESIE
A cura di Maria Teresa Mandalari
Guanda -1987
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Da Il tempo dilazionato

Tutti i giorni
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La guerra non viene più dichiarata,
ma proseguita. L'inaudito
è divenuto quotidiano. L'eroe
resta lontano dai combattimenti. Il debole
è trasferito nelle zone del fuoco.
La divisa di oggi è la pazienza,
medaglia la misera stella
della speranza, appuntata sul cuore.
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Viene conferita
quando non accade più nulla,
quando il fuoco tambureggiante ammutolisce,
quando il nemico è divenuto invisibile
e l'ombra d'eterno riarmo
ricopre il cielo.
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Viene conferita
per diserzione dalle bandiere,
per il valore di fronte all'amico,
per il tradimento di segreti obbrobriosi
e l'inosservanza
di tutti gli ordini.

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Der Krieg wird nicht mehr erklärt,
sondern forgesetzt. Das Unerhörte
ist alltäglich geworden. Der Held
bleibt den Kämpfen fern. Der Schwache
ist in die Feuerzonen gerückt.
Die Uniform des Tages ist die Geduld,
die Auszeichnung der armselige Stern
der Hoffnung über dem Herzen.
Er wird verliehen,
wenn nichts mehr geschieht,
wenn das Trommelfeuer verstummt,
wenn der Feind unsichtbar geworden ist
und der Schatten ewiger Rüstung
den Himmel bedeckt.
Er wird verliehen
für die Flucht von Fahnen,
für die Tapferkeit vor dem Freund,
für den Verrat unwürdiger Geheimnisse
und die Nichtachtung
jeglichen Befehls.
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sabato 23 gennaio 2010

Aromi di parole


Walter Benjamin
(1892 -1940)

Sull'hascisc
Einaudi - 1975
Traduzione di Giorgio Backhaus
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Tra il 1928 e il 1933, Benjamin effettua una ricerca sulle modifiche sensoriali provocate dagli stupefacenti. Tra Ibiza e Marsiglia, con alcuni amici pianifica e registra in meticolosi verbali gli effetti dell'oppio e dell'hascisc. I materiali furono ricomposti da Jean Selz del quale nel libro è pubblicata anche una testimonianza sul suo rapporto con Benjamin.
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Dai vari verbali:
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5. Illimitata benevolenza. Vanificarsi dei complessi di paura nevrotico-compulsivi. Si dischiude il buon "carattere". Tutti gli astanti assumono la gamma del buffo. Al tempo stesso ci si compenetra con la loro aurea.
11. Nessuna voglia di dare informazioni. Rudimenti di uno stato di distacco. Grande sensibilità per le porte aperte, il parlare ad alta voce, la musica.
17. Mi sembrava: Spiccata avversione a conversare su problemi della vita pratica, sul futuro, i dati, la politica. Si è confinati nella sfera intellettuale come talvolta alcuni ossessionati lo sono in quella sessuale; se ne è risucchiati.
19. Diffidenza per il cibo. Un caso particolare e molto accentuato della sensazione che si prova al cospetto di molte cose: "Non avrai per davvero questo aspetto!"
23. Si percorrono le stesse strade di pensiero di prima. Solo che sembrano disseminate di rose.
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È come se le parole ti venissero propinate foneticamente. Ha luogo un'autoannessione. Le cose prendono la parola senza chieder permesso. E ció fin su in alto, in sfere elevatissime. C'è una tacita parola d'ordine, con la quale ora certe cose valicano la porta.

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...Conformemente al carattere molto luminoso e gentile di questa ebbrezza, il rapporto di intenso piacere con il proprio esserci qui non si manifesta, come di solito accade, in arroganza e distanza. Il senso di superiorità viene sfruttato in direzione opposta, si traduce cioè in tenerezza per le cose e soprattutto per le parole. Il soggetto si serve di un numero sorprendente di diminutivi...
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mercoledì 20 gennaio 2010

Dalla gente del deserto





Marlo Morgan

...E venne chiamata
due cuori

(1991)

Sonzogno - 1997
Traduzione di Maria Barbara Piccioli



Un' esperienza vissuta, venduta come "romanzo" per proteggere una tribù di aborigeni da eventuali problemi legali, per conservare segreto un determinato luogo sacro. Gli aborigeni come gli indiani d'America vivono nelle riserve, impediti a praticare i propri riti sacri. Il testo è stato inizialmente pubblicato a spese dell'autrice.
In pratica: una tribù di aborigeni australiani è convinta che il mondo si stia autodistruggendo, con l'unica possibilità di salvezza riposta nei "Mutanti" i quali dovrebbero ascoltare il loro messaggio con molta attenzione. I Mutanti sono coloro che leggono questo romanzo e ne capiscono il messaggio. Il romanzo è la relazione scritta del tempo condiviso con la tribù, vagabondando religiosamente nell'Outback.

Dall'autrice al lettore: ... esistono persone il cui unico scopo è quello di divertirsi. Se appartieni a questa categoria, leggi, divertiti e poi va' per la tua strada, proprio come faresti dopo aver assistito a una buona rappresentazione teatrale. Per te, quanto sto per raccontare è un semplice esercizio narrativo, ma non resterai deluso, e non avrai sprecato il tuo denaro. Se invece sei fra coloro che sono in grado di ascoltare il messaggio, lo sentirai forte e chiaro. Te lo sentirai nelle viscere, nel cuore, nella testa e fin nel midollo delle ossa. Perché, vedi, avrebbero potuto benissimo scegliere te per questo vagabondaggio nell'interno, e ti garantisco che più di una volta ho desiderato che fosse andata davvero cosí.
[...] Il mio suggerimento è che tu assapori il messaggio, gusti quello che va bene per te e sputi fuori il resto; in fondo, è proprio cosí che gira il mondo [...].
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Dal capitolo "Che cos'è la previdenza sociale?":

Lo scopo del regno vegetale è di nutrire animali e uomini, consolidare il terreno, accrescere la bellezza e mantenere l'equilibrio nell'atmosfera. Mi venne detto che le piante e gli alberi cantano silenziosamente per noi umani e che tutto ciò che ci chiedono in cambio è di cantare per loro. Immediatamente, la mia mente scientifica tradusse questa credenza nello scambio ossigeno-anidride carbonica. Lo scopo principale dell'animale non è quello di nutrire l'uomo; e tuttavia, quando è necessario, acconsente a svolgere tale funzione. Il suo scopo è quello di contribuire all'equilibrio atmosferico, di essere compagno dell'uomo e di istruirlo con l'esempio. Per questo ogni mattina la tribù invia un pensiero, o un messaggio, agli animali e alle piante che ha intorno. "Stiamo camminando sulla vostra strada. Veniamo a farvi adempiere allo scopo della vostra esistenza."
Sta alle piante e agli animali decidere chi fra essi verrà scelto.
La tribù della Vera Gente non rimane mai senza cibo, perché l'universo non manca mai di rispondere al loro messaggio mentale, ed è per questo che è convinta che il mondo sia un luogo d'abbondanza. Proprio come voi e io ci raduniamo per ascoltare un pianista e applaudirlo, essi rendono sinceramente onore a tutto ciò che esiste in natura. Quando sul sentiero compariva un serpente, non c'era da dubitare che il suo scopo fosse di fornirci la cena. Il cibo quotidiano aveva un ruolo molto importante nelle celebrazioni serali. Appresi che l'arrivo del cibo non era mai dato per scontato; lo si invocava, lo si attendeva, e quando come sempre arrivava veniva ricevuto con genuina riconoscenza.





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domenica 17 gennaio 2010

Tre di Iole



Iole Toini
Spaccasangue
Le voci della luna Poesia - 2009

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il muratore
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L'uomo aspettava davanti all'agenzia immobiliare.
Voleva una casa per sé, dei muri caldi e un divano
dove lasciare l'impronta del suo lavoro
senza preoccuparsi di imbrattare i cuscini.
La moglie lo aveva lasciato e i figli li avrebbe
visti ogni due settimane.
Aveva la barba lunga e un segno
scuro sulla guancia sinistra. Sopra le mani, la polvere
delle case che costruiva.
Non sapeva come muoversi dentro quel posto senza odore,
che vendeva le case o le affittava a chi non ne aveva nessuna.
Si dondolava sulle gambe.
Parlava in dialetto, dando del tu come fanno i bambini.
Si è seduto sull'orlo della poltrona che gli hanno indicato,
le mani piegate sotto il tavolo. Forse aveva vergogna
dei segni neri sotto le unghie.
Ascoltava e ogni tanto annuiva. Con gli occhi
che non stavano fermi cercava la porta.
La moglie lo aveva lasciato, forse perché
gli piaceva farsi un goccetto
all'osteria dove vanno gli uomini che hanno
capelli unti, gli occhi sbeccati e ridono
quando sono pieni di vino
o piangono che non li ferma nessuno.
La moglie forse gli aveva dato dell'ubriacone, uomo senza
famiglia e forse lui le aveva mollato una sberla, le aveva detto parole
che si imparano quando si resta soli, o invece
erano anni che si parlavano solo
per questioni di soldi, di figli, di come fare
a mandarli a scuola che non ci volevano andare,
tanto a cosa serviva. Comunque io questo non lo so,
so solo ch el'uomo ha preso
le chiavi della casa che per un poco
sarebbe stata la sua.
È andato via di corsa.


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L'ombra del giorno si fa sosta
lungo il solco del seno, come una preghiera.
Il fiato scuote il cielo fino alla trasparenza.
Lo espone alla sospensione cui tende il sangue
quando precede il corpo nel movimento
che lo sottrae fino allo zero assoluto.

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spacca sangue.

Arrivi in unghiata.
Elettroshock nella gola.
Mi avviti alla tua voce.
Lama, molla, cartavetro.
Un altare ti suona la bocca.
Nera, rossissima, alata.
La schiocchi sugli orli delle poltrone.
Criniera che sboccia di frusta.
Sul nero dei vespri.
Negli otri delle madonne.
Mimi la forma del sangue.
Di bocca.
Di fianchi.
Rallenti.
La poesia tintinna sui morsi. Dura
come una chiave.
Io, l'incenerita.
Tu, la marziana troppissima bocca.
Una mattanza.
Ti giro in tondo come un cane
mentre mi abbatti un bottone alla volta.
Diavoladea attecchita dove la fine inizia.
La cavalcata.
Mi solchi come una lastra metallica.
Nell'ossoduro.
Nel mondo tutto di te. Ti fai
libellulina sul pianoforte delle mie dita.
Pianoro, oro oro oro, shock!
della lingua.
Poesia.
Poesia!
Il nocciolo. Carbonizzato.
la tua voce schizza sulle lamette,
andirivieni fra cuore e culo.
Anima. Perversa onduli
dalla frangetta secca sugli occhi,
mi ficchi nell'asola mentre lecchi di gola
la poesia - omicida
contro la bocca.
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Iole Toini gestisce il blog: l'alveare



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venerdì 15 gennaio 2010

Ad ognuna quella giusta


Dal blog ornito-lella
un post dedicato agli annunci speciali:
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L'esplosiva
Sto cercando di riemergere dai cortocircuiti della vita. Sto cercando una propulsione che mi scardini da questa staticità. Sto cercando l'iniezione che mi rimetta in moto. La marcia in più. La leva favorevole. Se sei termodinamica, se ti attraggono le turbine e le saldature ossiacetileniche ti aspetto per scatenarci insieme in reazioni chimiche/vincolari inimmaginabili. Astenersi pulegge e diesel..
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La fusionale
Ti cerco cubica a corpo centrato, come me, per resistere alle prove di fatica che una relazione stabile e duratura richiede. Gradita cementazione. Astenersi malleabili, fragili e incrudite..
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La radical chic
Io, piombo. Ti cerco rame, argento o platino, positiva, colta, elegantemente corrosiva. Cerco uno scambio elettrochimico che mi destrutturi e mi faccia sentire ogni giorno diversa.
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Visita anche il post: "Colpo di vita"


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lunedì 11 gennaio 2010

Sparkling


Troverete altri dialoghi in ying and yang  


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domenica 10 gennaio 2010

L'ora


Gianna Santoro: Brocca di cristallo
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Eugen Herrigel
da
Lo zen e il tiro con l'arco
Traduzione di Gabriella Bemporad
adelphi.it


"Che debbo dunque fare?" chiesi pensieroso.
"Imparare la giusta attesa".
"E come si impara?".
"Staccandosi da se stesso, lasciandosi dietro tanto decisamente se stesso e tutto ció che è suo, che di lei non rimanga altro che una tensione senza intenzione".
"Devo dunque spogliarmi intenzionalmente di ogni intenzione" mi scappò detto.
"Questo non me l'ha chiesto ancora nessun allievo e perció non so la risposta giusta".
"E quando cominciamo questi nuovi esercizi?".
"Aspetti che sia l'ora!".



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giovedì 7 gennaio 2010

The Night Watch



Sarah Waters (1966)
Turno di notte (2006)
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Ponte alle Grazie - 2006
Traduzione di Giancarlo Dell'Acqua


La seconda guerra mondiale è finita da tre anni ma la gente ce l'ha ancora addosso, Londra ne porta le tracce e cosí i suoi abitanti. I personaggi vengono presentati nella prima parte, e poi seguiti anzi rintracciati nel loro passato. Si va a ritroso dal 1947 al 1941, scoprendo fatti e perché. Un aborto, un'obiezione di coscienza, innamoramenti e passioni, amori segreti e inaccettati, un suicidio, la galera, i bombardamenti, la paura, i gesti eroici quotidiani, la solidarietà. Romanzo di guerra, romanzo d'amore, romanzo metropolitano. Romanzo lesbico - diamogliela pure questa etichetta - ma alcuni personaggi sono etero e alcune vicende non hanno niente a che fare con il sesso e l'innamoramento, quasi non viene neanche voglia di sottolinearlo: romanzo semplicemente. Peró semplice non è: molti lettori (e soprattutto lettrici) si sono fermati, scettici e increduli, alle prime pagine. Io no, e giuro che mi sono fatta un regalo!

La scrittura che la traduzione evidenzia è affascinante, di qualità. Le storie che racconta sono vere, le si sente autentiche. So che è una questione di gusti e di temperamento ma Sarah Waters mi incanta, afferra la mia curiosità e la porta a ritmo sostenuto con sè, dalla prima all'ultima pagina. Una festa!
Riporto il brano finale che, in fondo, è l'inizio del romanzo (Kay, capelli corti e abiti maschili, come molte britanniche nei ruoli cosiddetti maschili durante la seconda guerra mondiale, autista di un'ambulanza, di servizio di notte insieme alla collega Mickey, sta soccorrendo Helen, una delle vittime del crollo di una casa dopo un'ennesimo bombardamento):

Corse da Mickey e tornò da Helen con la borraccia dell'acqua. Estrasse il fazzoletto, lo inumidì e cominciò con estrema delicatezza a togliere la polvere dal viso di lei. Partì dalla fronte e scese verso il basso. "Chiuda gli occhi" mormorò. Le deterse le ciglia, poi le ali del naso, il solco sopra il labbro, gli angoli della bocca, le guance e il mento.
"Kay!" chiamò Mickey.
"D'accordo, arrivo!"
La polvere era venuta via. La pelle adesso era rosea, tesa, sorprendentemente liscia. Kay continuò ancora per qualche istante a pulirle il viso, quindi mise la mano sulla curva della mascella di Helen, e la tenne nel palmo, riluttante a lasciarla dopo tutto; fissandola con una sorte di stupore, incapace di credere che qualcosa di così fresco e intatto potesse essere affiorato da un tale caos.
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Leggi anche il post: Anima gemella


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mercoledì 6 gennaio 2010

Extra-vaganza




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Djuna
Vita e tempi
di Djuna Barnes


di Andrew Field.
Frassinelli - 1984
Traduzione di Erica Joy Mannucci
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."Per molti dei suoi primi anni al Village Djuna Barnes si vestì di nero dalla testa ai piedi, con appena un tocco di bianco qua e là. Si ricorda che passava per Washington Square diretta alla Fifth Avenue seguita da gruppi di giovinastri che fischiavano e si sbellicavano dalle risate. Non si voltava, né batteva ciglio".
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Leggi anche il post Nightwood
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venerdì 1 gennaio 2010

Inutile ed essenziale


Fabio Pusterla
(Foto: dal sito uimp.es)


Due rive
in "Pietra sangue"
Marcos y Marcos - 1999
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«Una barca attraversa l'acqua, poco prima dell'alba:
Si avvicina? Si allontana? Nella luce
metallica, ancora, grigia, nell'aria fredda,
tra i vapori e le brume notturne, va sicura
e sposta adagio l'acqua, remo su remo.
Poi arriverà anche il giorno, a illuminare
quello che era indistinto. Ma la barca
solca un confine fragile
e scompare. Che sia inutile,
questo viaggio. Inutile ed essenziale.
Nessun trasporto, o luogo dove andare.
Solo l'acqua da attraversare,
la luce da anticipare,
il giorno da separare
dalla notte.»
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Link: Alcune sue poesie si possono leggere in Terresdefemmes

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