lunedì 28 settembre 2009

Non è quel che vali





Ernest Hemingway
(1899-1961)

43 POESIE
Mondadori -1996
Traduzione di Vincenzo Mantovani
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Da Vagabondaggi :
 
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Tutti gli eserciti sono uguali
È quel che sembra e non quello che vali
L'artiglieria fa il solito rumore
Attributo dei giovani è il valore
Stanchi son gli occhi dei vecchi soldati
Gli rifilano le solite menzogne
Le mosche han sempre amato le carogne
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Parigi, circa 1922

 
Il solo uomo ch'io abbia mai amato
M'ha salutato
E se n'è andato via
L'hanno ucciso in Piccardia
Un giorno soleggiato.
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Parigi , circa 1922

 
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Da Adii:

Poesia malinconica dopo una chiacchierata
con Pamela Churchill
 

Le lasciamo piuttosto facilmente
Quando l'uggia la vince sull'amore.
Anche se nulla si fa facilmente
Quando c'è stato l'amore.
Le lasciamo, ma per andare dove?
Quali tesori celano le alcove?
Chi sa quando i tesori son tesori
Se li guardi da lontano e poi li ignori?
Conoscendo il tesoro, chi non teme
Quando di colpo vi si trova insieme?
Coraggio, ragazzo, affrèttati, va'
Che triste può essere ogni felicità.
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Parigi, 20 dicembre 1949



 
Hemingway su Wikipedia

 
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sabato 26 settembre 2009

Libertà, fuoco e invidia



Suor Juana Inés de la Cruz
(1648/1651-1695)
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POESIE
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Traduzione e introduzione di Roberto Paoli
Biblioteca Universale Rizzoli - 1983
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Messicana, quasi autodidatta. Figlia di un capitano basco e di una creola analfabeta, che era madre di sei figli avuti da due uomini diversi. Apprese a leggere a tre anni. Dai sedici ai venti anni visse nel palazzo del Vicerè. Poi entrò nell'ordine delle carmelitane scalze, in un secondo momento in quello delle geronimite. Il convento la rese libera, di una libertà impensabile fuori dal convento, per una donna, nel diciassettesimo secolo. Nella sua cella aveva il suo studio. Amava la perfetta solitudine, leggendo, studiando, ricercando.
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Dall'introduzione (che si avvicina all'essere una biografia): "...O sposarsi o farsi monica. Questa era la dura alternativa che le si offriva. In nessun caso era prevista per una donna la libertà di studiare. Tuttavia la regola monastica poteva essere al riguardo più tollerante di quella matrimoniale...E oltre a ciò Juana, malgrado le sue moderne prese di posizione in difesa della donna, era in fondo anche lei figlia del suo secolo, e del suo secolo avrà condiviso in qualche misura il sentimento religioso e ascetico. Non è escluso che abbia concorso a portarla in convento un precoce disinganno del mondo...rinunziando per scelta o per necessità al matrimonio, si condannava al convento...In una cella normale quella biblioteca non poteva certo entrare: per questo comprò nello stesso convento una cella assai capace dove potè più comodamente sistemare i libri e gli altri strumenti che le servivano per lo studio.
...L'antipatia che doveva suscitare in convento per colpa della sua solitaria mania, del suo disdicevole e quasi mostruoso rapporto coi libri, si accompagnava all'invidia, che era in agguato sia dentro il monastero che fuori dalle mura...".
 

 
L'ingrato che mi lascia, io cerco amante;
l'amante che mi segue, io lascio ingrata;
costante adoro chi il mio amore offende;
offendo chi il mio amore cerca costante.
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Chi circondo d'amor, trovo diamante,
son diamante con chi d'amor mi parla;
voglio veder trionfante chi mi uccide,
e uccido chi mi vuol vedere trionfante.
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Se l'uno appago, soffre la mia brama;
se imploro l'altro, irrito il mio amor proprio.
Infelice mi sento in ogni caso.
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*

 
Al que ingrato me deja, busco amante;
al que amante me sigue, dejo ingrata;
constante adoro a quien mi amor maltrata;
maltrato a quien mi amor busca costante.
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Al que trato de amor, hallo diamante,
y soy diamante al que de amor me trata;
triunfante quiero ver al que me mata,
y mato al que me quiere ver triumfante.
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Si a éste pago, padece mi deseo;
si ruego a aquél, mi pundonor enojo:
de entrambos modos infeliz me veo.
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Una pagina di Maria G. Di Rienzo su culturagay.it


 
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venerdì 25 settembre 2009

Improvvisamente l'inverno scorso



Improvvisamente l'inverno scorso
di Gustav Hofer e Luca Ragazzi
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Vi lascio i dati del link, su tv.repubblica.it, così se il link non dovesse più essere tale potrete rintracciarlo:
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http://tv.repubblica.it/copertina/l-omofobia-e-le-coppie-gay/37225?video&ref=hpmm
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Sulla pagina di repubblica si può vedere tutto il documentario, diviso in 5 parti.
Io l'ho visto in un canale svedese dal mio salotto di casa, a Copenaghen. Il film sta girando il mondo (televisioni e festival).
Ho voglia di ringraziare Hofer e Ragazzi per la forza, la pazienza e l'ironia messe in questo film!

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Link: Cinecittà news
e il post: Non di solo Papa vive l'italiano/a

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giovedì 24 settembre 2009

L'analisi di Simone















Da Il secondo sesso (1949)
di
Simone de Beauvoir (1908-1986)
Il saggiatore -1961

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II: L'esperienza vissuta
Parte prima: Formazione
IV - La lesbica
Traduzione di Roberto Cantini e Mario Andreose


"...la donna può scoprire o presentire attraverso esperienze complete o abbozzate che non trarrà piacere dalle relazioni eterosessuali, che solo un'altra donna è capace di appagarla; in particolare, per la donna che ha il culto della sua femminilità, l'amplesso saffico si dimostra il più soddisfacente.
È molto importante sottolineare questo, non è sempre il rifiuto a farsi oggetto che porta la donna all'omosessualità; la maggior parte delle lesbiche cerca al contrario di impadronirsi dei tesori della propria femminilità...È soltanto quando le sue dita modellano il corpo di una donna le cui dita modellano il suo che si compie il miracolo dello specchio...Tra donne l'amore è contemplazione...il distacco è abolito, non c'è né lotta, né vittoria, né disfatta; in un'esatta reciprocità ognuna è nello stesso tempo soggetto ed oggetto, padrona e schiava: la dualità è complicità.
...Questo sdoppiamento può prendere aspetto materno; la madre che si riconosce e si aliena nella figlia ha spesso per lei un attaccamento sessuale; ha in comune con la lesbica il gusto di proteggere e di cullare tra le braccia un tenero oggetto di carne.
...In ogni amore - amore sessuale o materno - c'è nello stesso tempo avarizia e generosità, desiderio di possedere l'altro e di dargli tutto; ma la madre e la lesbica concordano nella misura con cui tutte e due sono narcisiste, carezzando nella figlia, nell'amante il loro prolungamento o il loro riflesso.
...Tuttavia il narcisismo non porta sempre all'omosessualità...
...una donna può dedicarsi alle donne perché l'uomo l'ha delusa, ma talvolta l'uomo la delude perché essa cercava in lui una donna.
...è sbagliato stabilire una distinzione radicale tra eterosessuale e omosessuale.
...D'altra parte, una donna che vuol godere la propria femminilità in braccia di donna ha l'orgoglio di non obbedire a nessun padrone.
...Vi sono tuttavia circostanze che danno a codeste unioni caratteri singolari. Esse non sono consacrate dalle istituzioni o dal costume, né regolate dalle convenzioni; vivono perciò con la più grande sincerità.
L'uomo e la donna - anche da sposati - recitano un poco l'uno con l'altra; soprattutto la donna cui l'uomo impone sempre una parte: virtù esemplare, fascino, civetteria, infantilità, austerità...vicino a un'amica invece la donna non è in posa, non deve fingere, poiché esse sono troppo simili per non doversi mostrare allo scoperto. Codesta somiglianza ingenera la più totale intimità.
...tra donne, la tenerezza e la sensualità sono più uguali, più continue...vedersi, toccarsi è un tranquillo piacere che prolunga in sordina quello del letto.
...Le donne tra di loro sono spietate, si soprendono, si provocano, si perseguitano, si accaniscono e si trascinano a vicenda nella più bassa abiezione...tra due amiche ci sono lacrime e convulsioni da vendere, la loro costanza nel ribattere rimproveri e spiegazioni è inesauribile...Se questi amori sono spesso tempestosi, è anche perché sono in genere più minacciati degli amori eterosessuali.
...Ciò che dà alle donne chiuse nell'omosessualità un carattere virile non è la loro vita erotica, che, al contrario, le confina in un universo femminile: è l'insieme delle responsabilità che sono costrette ad assumere in quanto fanno a meno degli uomini."

Ecc...ecc...
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Interessante, no? Intelligente e generosa Simone de Beauvoir! Da leggere, prima o poi, anche se non si è lesbiche (questo è solo un capitoletto all'interno di uno studio vasto, sulla donna - e indirettamente sull'uomo - e i sessi, i generi, i ruoli sessuali nella cultura occidentale, realizzato alla fine degli anni '40). Datato? Certo, in parte, ma senza il suddetto tomo non saremmo dove siamo!


Leggi anche i post: Cosa è e cosa non è e Lei Il secondo sesso su wikipedia


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martedì 22 settembre 2009

Non di solo Papa vive l'italiano




COMUNICATO STAMPA DELLA CHIESA VALDESE:

No all'omofobia. Come cristiani siamo chiamati a testimoniare il primato dell'amore..

"I ripetuti atti di violenza contro omosessuali e locali frequentati da omosessuali danno la misura di un clima di intolleranza e di pregiudizio contro le diversità che, come cristiani e come cittadini, non possiamo accettare e di fronte al quale non possiamo tacere": così la pastora Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese, in una lettera inviata ad alcune organizzazioni omosessuali italiane. "Gli attentati contro gli omosessuali ed alcuni luoghi simbolo sono troppo frequenti per pensare a fatti ed atteggiamenti individuali, comunque deprecabili. Il rischio è che ci si abitui alla violenza omofoba, considerandola una delle tante forme di violenza difficile da reprimere e da prevenire. Non è così: la scuola ed i media possono fare molto, così come le chiese chiamate a testimoniare prima di tutto l'amore cristiano per l'altro, tanto più quando è perseguitato, offeso o emarginato".
Maria Bonafede ha quindi espresso la sua "vicinanza alla comunità omosessuale" e si è impegnata a "sostenere campagne di sensibilizzazione" per "l'affermazione dei pieni diritti di ogni persona, a iniziare dalla prossima manifestazione romana del 24 settembre".



Il loro sito: chiesavaldese.org


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sabato 19 settembre 2009

Le infinite vie delle signore













Eva e Eva.
di Rosella Simone
franco muzzio editore - 1992
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Nelle mie mani è arrivato nel '93. Le storie raccontate, a volte a due voci, sono molto varie. Senza ideologia da sfoderare né tesi da dimostrare (se non che tutti - tutti su questo pianeta - vorremmo e cerchiamo di essere felici. Naturalmente a modo nostro).-

Dall'introduzione di Rosella Simone: Ho sempre pensato che le periferie, sia che si tratti di un territorio vero e proprio che di un territorio ideale, fossero luoghi di senso. Qualunque minoranza spinta ai bordi del "vivere buono e giusto" da una maggioranza compiaciuta di se stessa, se smette di avere paura e riflette sui modi di relazione produce cultura originale. Che si tratti di popoli, di razze, di classi. O di omosessualità.
...La relazione con un'altra donna produce spostamento, pratica politica che cambia il mondo.
...uno sguardo di donna che osserva le amanti e ne raccoglie le testimonianze vede ben altro che la scena pornografica di uno sguardo maschile. In quell'amore vede ricerca di sè, integrità, scoperta, atto politico. Perché la forza dirompente dell'amore fra donne è proprio nella possibile sperimentazione di altri modi di relazione.
...raccontarsi in queste storie non è esibizione ma ha il senso di voler tracciare un percorso di conoscenza sessuata.
...Diciassette storie d'amore e di vita dove donne di età, luoghi, condizioni sociali diverse s'interrogano e riflettono su ostacoli, contraddizioni, paura, motivazioni, psicologiche e non, del loro essere lesbiche e donne. E così facendo producono, anche senza saperlo, un senso autonomo dello stare al mondo. E dunque il senso di questa ricerca è la scoperta che... le vie delle signore sono infinite!


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Il libro è dedicato a una certa Delia e i ringraziamenti vanno al Circolo Culturale di Milano "Cicip & Ciciap".
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Da Un grande amore:
...Sai quando ci mancano gli uomini? Quando dobbiamo portare quaranta chili di cemento su per le scale...Quaranta chili sono dimensione uomo. Così un giorno ci siamo dette, "Portiamo il sacco in braccio tutte e due assieme, come fosse una creatura!". "Si però come bambino è proprio un mostro!". Abbiamo riso e ce l'abbiamo fatta.
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Una ragazza di buona famiglia:
Ero fidanzata con tanto di anello con uno con il quale scopavo si e no una volta l'anno...Avevamo deciso di sposarci...mi è capitata tra capo e collo questa passione violentissima per Anna....Anche lei era fidanzata con un tipo. Per un certo periodo abbiamo girato tutti e quattro assieme e succedeva che di notte lei venisse ad origliare fuori della porta della nostra camera per carpire rumori sospetti. Io facevo altrettanto. La mattina successiva concitatissime e fuori di testa ci rinfacciavamo i nostri prevedibili tradimenti...Era lei che dominava nei rapporti sia con gli uomini che con me...Ad un uomo non l'avrei mai permesso, sarebbe stato un gioco troppo grezzo. Con una donna invece potevo combattere ad armi pari e lo sapevo. E anche se ubbidivo ai suoi ordini lei sapeva che quello non sarebbe stato il mio ruolo per sempre, che avrebbe dovuto ogni volta conquistarselo...
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Lui e lei:
...Sono nata così. A undici anni in collegio c'era una ragazzina che mi adorava. E più la maltrattavo più mi adorava. E c'era anche una donna di quarantotto anni che mi prendeva da morire. Veniva per la raccolta delle olive al paese e si faceva spingere sull'altalena e voleva che le mettessi le mani tra le natiche! A sedici, ho deciso di provare con un ragazzo. Un napoletano bellissimo, moro con gli occhi verdi. Mi ha dato un bacio e gli ho vomitato in bocca...
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La coppia giovane:
...Ci siamo "sposate" in piazza come gesto d'affetto oltre a testimoniare una esigenza di riconoscimento per le coppie dello stesso sesso. E abbiamo scelto di dargli una risonanza pubblica per sottolineare che stiamo portando avanti una battaglia civile non solo per il diritto a non nascondersi ma anche per aver accesso ai privilegi che sono appannaggio delle coppie eterosessuali: l'assegnazione di una casa, la comunione dei beni, il diritto di assistere la propria convivente in caso di malattia anche quando la famiglia si opponga, o di aver diritto all'eredità in caso di morte...
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Relazioni pericolose:
...mi aveva lanciato qualche esca per richiamare la mia attenzione ma io ero distratta, neanche la vedevo. Poi l'ho vista ed è stata tempesta. Era luglio, eravamo uscite assieme in mare in motoscafo. Lei si è proposta e io l'ho trovata desiderabile. Ma c'era Alessandra di mezzo, anche se Matilde asseriva che la loro storia era alle corde. Ma sentivo che non c'era chiarezza e prevedevo guai ma non immaginavo quanti ne sarebbero arrivati...credo che mi volesse uccidere. Una sera...stavo suonando al citofono e mi sono vista venire addosso a tutta velocità una macchina e non mi è restato altro che schiacciarmi contro il muro. Al volante c'era una donna...Poco dopo, ero ormai salita, (va detto che le due abitano nella stessa palazzina a due piani), Alessandra inizia a bussare violentemente alla porta...Matilde con il setto nasale rotto da una testata e i due ragazzi che erano stati invitati come me a cena che cercavano di tenere ferma Alessandra decisissima a salire al piano di sopra per ammazzarmi...vetri rotti e sangue sparso...
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La caparbia:
...Sono andata da Donatella e le ho detto che la desideravo. Solo che avevo sedici anni e lei ventotto. La prima cosa che ha fatto è stato cercare di allontanarmi. Ma io sono tenace. Rifiutata dalla porta rientravo dalla finestra. Mettevo insieme i risparmi e le mandavo a casa quattordici mazzi di fiori per volta. Oppure le facevo trovare la sua automobile parcheggiata sporca la sera sotto casa, perfettamente pulita la mattina dopo. Attraverso l'esuberanza delle mie attenzioni riuscivo ad intrufolarmi nella sua vita...
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Lesbica, grazie a Dio:
...Nel periodo in cui mi stavo rendendo conto di me, mia madre partiva per un viaggio con mio padre. Ricordo che le avevo lasciato un biglietto, "Mi dispiace molto che tu parta in questo momento, sento che mi sta succedendo una cosa importante". Lei non poteva immaginare cosa. Quando è tornata gliel'ho detto. E forse ho peccato di irruenza. Ma lei è cresciuta insieme a me. Prima la sua idea del lesbismo era vicina a quella che danno i filmetti pornografici. Adesso ha in mente una comunità, dei volti, delle storie che attraverso la mia sono entrate in casa...
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La famiglia allargata:
...O mi contraddiceva o mi comandava. Erano ormai quattro anni di convivenza pericolosa. E in questo dolore che ci prendeva io ingrassavo e lei dimagriva. E quella che una volta era stata complicità diventava divoramento...
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Volevo essere un uomo:
...Molte non capiscono che il territorio lesbico non è solo un luogo di caccia, ma un luogo dove costruire relazioni durature, basi di speranza per una società un po' diversa. Non penso ad una società lesbica, ma ad un mondo dove, almeno, a fianco della genealogia maschile ce ne sia una femminile. Perché oggi sono orgogliosa di riconoscermi una donna...
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Sedici anni d'amore:
...Se una di noi muore, anche la casa, anche l'azienda che abbiamo messo su assieme saranno smembrate. E questo ci obbliga a una continua verifica del nostro rapporto. Non c'è niente che ci sostenga se non la reciproca pietà. nel senso che spetta solo a noi, anche nei momenti di insofferenza, decidere di sorreggerci a vicenda...
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La seduttrice:
...scoperta lei, io ero lanciatissima. Tutte le sere nei locali a fare il filo a tappeto. A me piacevano tutte e lei s'incazzava. Era strana, molto bella e femminile però si vestiva da uomo e ogni tanto fumava la pipa. Posava da George Sand e non era che una biondina tenera...
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Le bostoniane:
...Abbiamo deciso di vivere tutte e tre assieme nella stessa casa. E, anche se ogni giorno dovevo fare i conti con me stessa per capire se l'incazzatura per lo yogurt che qualcuno finiva era gelosia o voglia di fresco, ce l'ho fatta...
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La molto amata:
La mia vita è un casino di storie intrecciate, qualcuna di vecchia data, altre nuove...ho anche una storia con un uomo, un vecchio amico. Lo strano è che le mie donne non sono gelose di lui ma solo tra di loro. Il mio problema è che non so chiudere le storie. Le porto avanti tutte, anche se ogni tanto mi prende un senso di soffocamento e avrei solo voglia di dormire...Comunque, sono convinta di stabilire con tutte loro rapporti non superficiali. Quando ci sono, ci sono. Mi dimentico di tutto il resto...
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Una donna in giacca e cravatta:
...Eravamo sempre assieme, stessa casa, stesso lavoro, stesso corso di studi, ci siamo persino laureate lo stesso giorno. Un periodo di grande felicità. Tondo, conchiuso. Eravamo fuori dal mondo, clandestine felici e inseparabili. credo che sia questo l'aspetto più peculiare dello stare insime con una donna, l'avere un rapporto che si avvicina molto alla consanguineità. Era la nostra forza...
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Voglia di mamma:
...C'è nel tramandare il sapere da donna a donna, da madre in figlia qualcosa che per me è di straordinario fascino. Chissà che non c'entri anche il mio essere ebrea! Comunque io mi considero omosessuale dalla nascita anche se non so bene cosa significhi. Perché il desiderio fisico, la sessualità per me è un'esperienza recente. Ho cercato soprattutto, ed è anche oggi la componente più irrinunciabile del mio sentire, un rapporto profondo e duraturo...Quello che ho sempre fortemente sentito in un rapporto con una donna è questo rispetto, questa venerazione del corpo femminile per cui la sensualità diventa attenzione, accudimento...Sono anche convinta che in tutte le donne ci sia una componente omosessuale. Perché nella storia personale di ognuna c'è la memoria di un rapporto fisico con quell'altra donna che è la propria madre...Siamo donne nate da donne, in stretto legame fisico con lei. L'omosessualità è un archetipo della sessualità femminile...
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Un segreto amore:
È accaduto tra anni fa, a scuola. Un'allieva durante l'intervallo si è seduta accanto a me alla cattedra e mi ha cinto le spalle con un braccio. Mi ha assalita una sensazione che non avevo mai provato in trentanove anni di vita. Letteralmente sconvolgente. Sapevo che amava le donne...
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Il cavaliere d'oro:
...Ero il suo cavaliere cortese. Mi piaceva omaggiarla in questo modo non alla pari, come il paggio, appunto, omaggia la dama. Mi sedevo ai suoi piedi in pubblico...Condiscendente concedeva spazio al mio desiderio di mostrare platealmente il mio amore. E la sua preferenza per me...
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giovedì 17 settembre 2009

Esatto e d'argento










Gwyneth Paltrow
interpreta Sylvia Plath
nel film Sylvia, del 2003,
(Daniel Craig interpreta
il marito della Plath,
il poeta Ted Hughes),
regia di Christine Jeffs.
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Da vedere, se si ama Sylvia Plath o se si è curiosi abbastanza da volerla "incontrare".
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In un "Lady Lazarus e altre poesie" - a cura di Giovanni Giudici (Mondadori - 1980) che ho acquistato e letto nel vicino/lontano...'86:
 
da Attraversando l'acqua:
 
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SPECCHIO
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Sono esatto e d'argento, privo di preconcetti.
Qualunque cosa io veda subito l'inghiottisco
Tale e quale senza ombra di amore o di disgusto.
Io non sono crudele, ma soltanto veritiero -
Quadrangolare occhio di un piccolo iddio.
Il più del tempo rifletto sulla parete di fronte.
È rosa, macchiettata. Ormai da tanto la guardo che la sento
Un pezzo del mio cuore. Ma lei c'è e non c'è.
Visi e oscuritá continuamente ci separano.
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Adesso io sono un lago. Su me si china una donna
Cercando in me di scoprire quella che lei è realmente.
Poi a quelle bugiarde si volta: alle candele o alla luna.
Io vedo la sua schiena e la rifletto fedelmente.
Me ne ripaga con lacrime e un agitare di mani.
Sono importante per lei. Anche lei viene e va.
Ogni mattina il suo viso si alterna all'oscurità.
In me lei ha annegato una ragazza, da me gli sorge incontro
Giorno dopo giorno una vecchia, pesce mostruoso.
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I am silver and exact. I have no preconceptions.
Whatever I see I swallow immediately
Just as it is, unmisted by love or dislike.
I am not cruel, only truthful -
The eye of a litthe god, four-cornered.
Most of the time I meditate on the opposite wall.
It is pink, with speckles. I have looked at it so long
I think it is a part of my heart. But it flickers.
Faces and darkness separate us over and over.
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Now I am a lake. A woman bends over me,
Searching my reaches for what she really is.
Then she turns to those liars, the candles or the moon.
I see her back, and reflect it faithfully.
She rewards me with tears and an agitation of hands.
I am important to her. She comes and goes.
Each morning it is her face that replaces the darkness.
In me she has drowned a young girl, and in me an old woman
Rises toward her day after day, like a terrible fish.


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Sylvia Plath su wikipedia.org

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martedì 15 settembre 2009

Al mare



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La riconoscete?
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domenica 13 settembre 2009

L'anima del mondo

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Susanna Tamaro
(1957)
da Anima Mundi
Baldini e Castoldi -1997
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Cap.V:...Ai primi di giugno ho firmato il contratto per il libro, l'editore era simpatico, aveva la barba e portava sempre una sciarpa intorno al collo, parlava senza mai fermarsi. La sua casa esisteva da pochi anni ed era specializzata in libri di scrittori selvaggi, gente cioè che faceva tutt'altro nella vita e poi di punto in bianco scriveva un libro. La vita in fiamme, questo era il titolo, sarebbe uscito in settembre. Ero un po' deluso che nessuno avesse mai parlato del compenso, poi però mi dicevo "in fondo è una questione marginale, l'importante è che il libro sia stampato, da quel momento in poi, di sicuro mi si apriranno tutte le porte". Avevo davanti a me l'estate. Era un'estate leggera, non mi restava altro che godermela come un dono inaspettato. E così, in effetti, ho fatto.
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...Il libro uscì alla fine di settembre. Alla presentazione, a casa di Neno, c'era un mucchio di gente importante. Io finalmente avevo imparato a vestirmi nel modo giusto...Tutti mi venivano vicini e mi facevano i complimenti. "Da tanto tempo non si leggeva qualcosa di così straordinario", dicevano,"con questo libro davvero la letteratura comincia a rinascere." Poi volevano sapere tutto: ...se per caso il protagonista era una sorta di alter ego, se anch'io bevevo dal mattino alla sera. Io dicevo che sì, era chiaro, si trattava di un racconto autobiografico.
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...In quei giorni ho fatto anche qualche intervista, quando le ho lette sono rimasto deluso, avevo parlato con passione per ore e l'immagine che veniva fuori era soltanto quella di un ubriacone provinciale. La mattina facevo il giro delle librerie vicino a casa per controllare che il libro fosse esposto. "Come va?" chiedevo ai commessi indicandolo e loro rispondevano sempre:"Be', deve ancora partire". Stavo cominciando a provare una certa inquietitudine quando, tramite Nemo, si era fatto vivo un produttore cinematografico. "Questa storia potrebbe essere un film stupendo", aveva detto e, poco dopo, avevo firmato un contratto di opzione sui diritti. La realtà si stava avvicinando ai miei sogni, avevo un pezzo di carta in mano e quel pezzo di carta mi avrebbe garantito tanti soldi quanti mai ne avevo avuti nella mia vita. Potevo finalmente licenziarmi, smettere di lavare i piatti. Il padrone del ristorante non sembrò tanto addolorato, mi pagò il mese, dimenticandosi della liquidazione. Ero in nero, dopotutto.
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...Passò un anno. Le riprese del film non cominciarono mai, non ci fu neanche il contratto per la sceneggiatura. Nei primi mesi la mia tenacia nel cercare il produttore fu abbastanza forte, poi si affievolì e, affievolendosi, si mutò in depressione. Non capivo perchè ci si dovesse comportare in quel modo, in fondo, se ci fossero stati dei problemi, non sarebbe stato meglio parlarne?...I soldi dell'opzione e quelli risparmiati al ristorante erano quasi finiti, non sapevo come guadagnarne altri. Sono andato allora a trovare l'editore, non avevo visto ancora una lira così gli ho chiesto di saldare i conti. È scoppiato a ridere, ridendo mi ha dato una pacca sulle spalle. "Ma dai, non lo sai che che con i libri non si campa?" Poi mi aveva mostrato dei bollettini di cui non capivo niente. "Guarda", aveva aggiunto indicando alcune righe con una matita, "non hai venduto neanche trecento copie, la settimana prossima quelle rimaste andranno al macero. Era un bel libro sai, peccato che nessuno se ne sia accorto, ci ho rimesso un bel po' di quattrini ma non sono pentito."
Avevo l'acqua alla gola, così, ai primi di dicembre, mi sono deciso a chiedere aiuto a Neno. Secondo lui, era stato un grande errore lasciare il lavoro al ristorante. Se volevo fare lo scrittore potevo benissimo lavare i piatti: "Le esperienze di vita, quelle sì che contano". Comunque alla fine mi ha dato un numero di telefono di uno sceneggiatore.

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...Alle quattro in punto ero davanti a "La dolce vita", così c'era scritto su una mattonella di ceramica sopra il campanello. Sotto, in un altro quadretto acquarellato, c'era un signore che dormiva beato su un'amaca.
...Come biglietto da visita avevo portato una copia de La vita in fiamme, l'ho tirata fuori dalla mia borsa di pelle grezza e gliel'ho data...Lui ha preso il libro come prendesse la carcassa di un topo morto, ha aperto la prima pagina, ha scorso qualche riga, poi l'ha girato, ha letto la quarta di copertina, ha scosso la testa, fatto un sospiro e me l'ha riconsegnato. "Ti ringrazio del pensiero ma non lo voglio." Sono rimasto paralizzato, non avrei mai immaginato una risposta del genere. Stavo fermo e intanto i pensieri correvano velocissimi. È stato maleducato, mi dicevo, allora posso esserlo anch'io, adesso mi alzo in piedi e lo schiaffeggio poi gli dò anche un calcio in quel culo mollo, vecchio stronzo merdoso fetente. Pensavo questo e mi ribolliva il sangue, intanto però continuavo a stare fermo, non potevo farlo, ero completamente senza soldi e quel signore era l'unico in grado di procurarmeli. Così, simulando un sorriso, ho parlato come quei disgraziati che vendono enciclopedie porta a porta.
"Perchè no?" ho risposto. "È un bellissimo libro."

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Lui è scoppiato a ridere..."Ascolta Walter", ha detto alla fine, "con te voglio essere sincero perchè mi sei simpatico: riesci ad immaginare quanti giovanotti si sono seduti prima di te su quella poltrona?...cento, duecento...Erano, anzi, siete, tutti uguali. Venite dalla provincia, volete fare il cinema, siete convinti di essere degli artisti, dei geni magari, per dimostrarmi quanto valete arrivate tutti con un libro o una scenggiatura in mano. Penserai che sono cattivo ma ti sbagli, guardati intorno: in questo salotto cosa vedi? Librerie, librerie da terra al soffitto, librerie senza più neanche una mensola vuota e sai cosa c'è in queste librerie? Soltanto classici. Ecco perchè non voglio il tuo libro così come non ho mai voluto gli altri. Voi scrivete per dimostare che siete delle anime belle e a me, delle vostre anime belle non me ne importa niente. Se fra trent'anni qualcuno ancora dirà che questo tuo libretto è un capolavoro, forse lo leggerò e gli farò posto, ma intanto non mi interessa. Devi lavorare? E io ti faccio lavorare..."
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giovedì 10 settembre 2009

Cristalli


Siracide
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25, 1-2
Di tre cose mi compiaccio e mi faccio bella, di fronte al Signore e agli uomini: concordia di fratelli, amicizia tra vicini, moglie e marito che vivono in piena armonia. Tre tipi di persone io detesto, la loro vita è per me un grande orrore: un povero suberbo, un ricco bugiardo, un vecchio adultero privo di senno..
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26, 5
Tre cose teme il mio cuore, per la quarta sono spaventato: una calunnia diffusa in città, un tumulto di popolo e una falsa accusa: tutto questo è peggiore della morte; ma crepacuore e lutto è una donna gelosa di un'altra e il flagello della sua lingua si lega con tutti..
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27, 1-2
Per amore del denaro molti peccano, chi cerca di arricchire procede senza scrupoli. Fra le giunture delle pietre si conficca un piuolo, tra la compra e la vendita si insinua il peccato.
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lunedì 7 settembre 2009

Con occhi fedeli



Renée Vivien (1877-1909)
Cenere e polvere
a cura di Teresa Campi
Savelli Editore - 1981
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Renèe Vivien era inglese di nascita, il suo vero nome era Pauline Mary Tarn. Scrisse le sue opere in lingua francese. Cantò esclusivamente e apertamente l'amore tra donne. Digiunava spesso, intenzionalmente e a lungo, debilitandosi. È una voce autorevole del decadentismo francese (che ha Charles Baudelaire come padre spirituale). I temi dominanti della sua poesia sono l'amore impossibile e l'attrazione per la morte.
Sensualità e misticismo. Un languido e musicale mondo, in cui l'altra domina, elargendo il paradiso o l'inferno. Un inno alla femminilità, all'elemento femminile dell'universo. Morì a trentadue anni.
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Dall'introduzione di Teresa Campi:
"...La rarità delle edizioni dei suoi libri, l'amnesia storica dei critici, il pregiudizio moralistico dei biografi che stesero un velo pietoso sulla sua omosessualità, hanno finito coll'innalzare Renée Vivien sull'altare di un mito extra letterario.
...Assieme a Verlaine e Théodore de Banville la poetessa inglese diventa uno dei pochi virtuosi dell'endecasillabo, facendo parte di coloro che spesero una vita a "forgiare rime di cristallo" (l'espressione è di Mallarmé)."
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Sonetto irregolare
To me, fair friend you never can be old - Shakespeare, sonetto CIV
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Bellissima! Mai invecchierai ai miei occhi.
Mai perderai i movimenti del tuo corpo snello,
perfetto, simile al più nobile accordo.
Eterna resterai sempre ai miei occhi.
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In quel tempo sì lontano della tua beltà scomparsa,
Sempre ti vedrò come nei tempi d'una volta,
Candidamente bionda, e come un giglio lunga,
Tale a quella sera lontana in cui mi sei apparsa.
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Te che amo, non temere più dunque il futuro
Né la fronte meno nivea, né lo sguardo meno puro,
Né, nella clessidra, lo scivolare della sabbia.
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Malgrado l'aspetto futuro che tu rivestirai
E le rughe, le rughe inevitabili!
Ai miei occhi fedeli tu non invecchierai...
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Nota di Angela Siciliano: Così si parla ad una donna!

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Tu ne vieilliras point à mes yeux, ô très belle!
Jamais tu ne perdras ce rythme de ton corps
Parfait et ressemblant aux plus nobles accords
Et tu demeureras dans mes yeux, éternelle.
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En ce temps si lointain de ta beauté décrue,
Je te verrai toujours comme aux temps de jadis,
virginalement blonde et longue autant qu'un lys,
Telle qu'au soir lointain où tu m'es apparue.
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Toi que j'aime, ne crains donc plus le temps futur,
Ni le front moins laiteux, ni le regard moins pur,
Ni, dans le sablier, le glissement des sables.
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Malgré l'aspect futur que tu revêtiras
Et les rides, et le rides inévitables!
Dans mes fidèles yeux tu ne vieilliras pas...
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Unione
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Nel nostro seno di donna batte uno stesso cuore,
Mia adorata! Il nostro corpo è similmente fatto.
Uno stesso sinistro destino ci opprime l'animo,
Ci amiamo e insieme formiamo un inno perfetto.
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Traduco l'ombra e il sorriso sul tuo viso.
La mia tenerezza è simile alla tua tenerezza,
A volte ci sembra d'appartenere ad una stessa razza...
Amo in te il mio bambino, l'amica e la sorella.
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Come te adoro la brezza, la fronte isolata,
Le lontananze, il silenzio e il bel colore viola...
Con la forza del mio amore, io t'ho compresa:
Conosco esattamente la cosa che ti attira.
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Ecco, sono più che tua, sono te stessa.
Non hai patimenti che non siano i miei.
E cosa potresti amare dunque ch'io non ami?
E cosa penseresti che anch'io non pensi?
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Delle cose intime il nostro amore è parte,
È assoluto come lo sono la bellezza e la morte...
Ecco, i nostri cuori sono come le mani, saldamente
Nello spazio e nell'eternità, giunte.

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*
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Notre cœur est semblable en notre sein de femme,
Très chère ! Notre corps est pareillement fait.
Un même destin lourd a pesé sur nos âmes,
Nous nous aimons et nous sommes l’hymne parfait.
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Je traduis ton sourire et l’ombre sur ta face.
Ma douceur est égale à ta grande douceur,
Parfois même il nous semble être de la même race…
J’aime en toi mon enfant, mon amie et ma sœur.
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Comme toi j’aime l’eau solitaire, la brise,
Les lointains, le silence et le beau violet…
Par la force de mon amour, je t’ai comprise:
Je sais exactement quelle chose te plaît.
.Voici, je suis plus que tienne, je suis toi-même.
Tu n’as point de tourment qui ne soit mon souci…
Et que pourrais-tu donc aimer que moi je n’aime?
Et que penserais-tu que je ne pense aussi?
.Notre amour participe aux choses infinies,
Absolu comme sont la mort et la beauté…
Voici, nos cœurs sont joints et nos mains sont unies
Fermement dans l’espace et dans l’éternité.
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Link: Un appetitoso articolo di Francesco Lamendola su Ariannaeditrice.it
Un post su Terres de femmes dedicato a R.V.
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venerdì 4 settembre 2009

Con urgenza


sui passi
per non rimanere
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di
Alessandro Assiri
&
Chiara De Luca
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FaraEditore -2008
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"Annoiata dell'annoso loop delle lamentele sull'assenza, indifferenza, inconstanza del pubblico della poesia, e dal dotto e autocampiaciuto lambiccarsi sul perché del fare poesia, ho smesso di chiedermelo. Ed è stato in quel momento che ho trovato la risposta. Ero su una spiaggia, ero stranamente sprovvista di penna e taccuino, dunque degli attrezzi del mestiere. E quando mi è passato per la testa un verso, ho avuto il sospetto che non fosse il caso di svegliare il vicino d'asciugamano. Ho sentito che dovevo acchiappare al volo quelle parole, digitarle, e spedirle ad Alessandro. Perché così è nato questo libro: via sms, in treno, vagando per la Romagna, aspettando il bus, la notte, all'alba, o in qualche internet point incrociato di strada. Ecco perché la poesia. Comunicare l'urgenza. Cercare qualcuno che la senta e accolga..."
Chiara De Luca
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Dove eravamo dimmi
e dov'era il tentativo
in fondo a quello che non abbiamo saputo
interrogare
sonnecchiando nelle parole non dette
aspettando bottiglie dal mare
Assiri
&
E dove ci nascosero le mani che sul vetro
segnarono l'impronta scivolando
a tradire che il messaggio l'avevamo
con gli occhi al buio forte decifrato,
sfatto in sillabe da sciogliere nel vento
per ricondensare a caso un senso.
De Luca
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A volte ti ricevo come una visita
inaspettata
quando metto in fila tutti i quasi
i magari storti di tutti gli altri versi
adesso che sei entrata nelle pagine
e debbo sporcarmi le mani
nell'aprirti per accoglierti adagio
Assiri
&
Forse per aver svestito a lungo le parole
immobile spiato dietro vetri inesistenti
premuto forte porte aperte per scoprire
nessuno a sporcare il bianco dell'attesa
l'urgenza segna adesso l'andatura
di un dire che non ha più il tempo
di bussare
De Luca
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Siamo i muri delle case e gli spigoli tutti
universi di ferite sanguinanti
che ho abitato sbattendo
Assiri
&
Pieghe scavate in lanci brevi
tra interstizi di finestra misurando
passi che mormorano il vento
fughe alte di mura da evacuare
nidi da sempre inabitati
De Luca
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Chiara De Luca ha fondato e dirige la casa editrice kolibris
Alessandro Assiri lo trovi anche nel post: Pensiero naufrago.
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giovedì 3 settembre 2009

Con grazia





Leonardo Sciascia
(1921-1989)

Occhio di capra
Einaudi -1984
Foto di Ferdinando Scianna
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Raccolta di modi di dire, nel siciliano di Recalmuto (AG), di metafore che devono la loro origine ad un mondo pastorale. "Storia minima", sapienza popolare che Sciascia vede, sente e trascrive con la sua tipica grazia. Un dizionario le cui voci includono piccole storie di poche frasi. Un piccolo mondo magico o drammatico o comico. Qualche esempio:
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A cuda di surci. A coda di sorcio. Si dice che finiscono a coda di sorcio affari, promesse e sentimenti che apparvero grandi e certi e invece lentamente si riducono fino a svanire. Specialmente lo si dice di quegli amori che ardentemente superarono ogni difficoltà, ogni divieto: ed eccoli finire, a coda di sorcio, nella noia.
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Cattiva. Vedova. E cioè captiva, prigioniera: dei riti e dei comportamenti del dolore che era tenuta a osservare, del lutto. Prigioniere di sé e dell'occhio del mondo (gli altri, coloro che spietatamente osservano e giudicano) erano ancora negli anni della mia infanzia le vedove: nerovestite; chiuse in casa (e soltanto per altri lutti di parenti o di amici ne uscivano); le finestre mai spalancate nei primi tre anni, ma aperte a spiraglio, a "vaniddruzza" ("vaniddruzza"= piccolo vicolo: e si dice, oltre che per le imposte spiragliate, per gli occhi socchiusi). A meno che non si risposassero: fatto che riscuoteva sempre una più o meno aperta riprovazione e soltanto giustificato dalle condizioni economiche in cui la donna veniva a trovarsi dopo la morte del marito: la mancanza di ogni possibilità di sussistenza o il possesso di beni che da sola non era in grado di governare.
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Culuri di cani ca curri. Colore di cane che corre. Per dire di un colore indefinibile, strano e comunque non in tono, non elegante. Lo si dice quasi sempre per colori inconsueti o confusamente frammischiati di vestiti e, oggi, per certe tinte di chiome femminili: quando l'intenzione di farle nere o bionde è tradita dai risultati.
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E unni agghiorna agghiorna. E dove sarà giorno sarà giorno. Ma è un "dove" che vale anche "quando" e con una sfumatura di "se". Se, quando e dove sarà giorno, sarà giorno. Si dice nel prendere una decisione che comporta rischi: come di un cammino intrapreso nel buio della notte, con l'insicurezza di raggiungere una meta; e si vedrà al sorgere del giorno dove saremo arrivati, quale luogo e sorte ci sono stati assegnati. Frase che da almeno un secolo suggella - fingendo noncuranza, scherzosamente: ma con intimo strazio - le decisioni, a migliaia numerose, di emigrare. E si consideri che nella sola Hamilton, in Canada, si trovano cinquemila racalmutesi, emigrati dopo la seconda guerra mondiale.
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Lu curnutu a lu so paisi, lu sceccu unni va va. Il cornuto nel proprio paese, l'asino dovunque vada. Cioè: il cornuto è conosciuto come tale soltanto nel proprio paese, ma il cretino lo si conosce subito e ovunque. Vi è implicita l'esortazione a mutar paese per il cornuto, a restare nel proprio per il cretino. Detto quasi scomparso, ormai: poiché si può dare già per estinto, nonostante qualche sporadica - e generalmente disapprovata - sopravvivenza, il pregiudizio per cui il comportamento di una moglie, di una sorella, di una figlia dava patente di cornuto all'uomo cui più direttamente spettava la tutela dell'onore familiare (a meno che non se ne riscattasse uccidendo); e di estrema difficoltà il distinguere oggi i cretini, e per il numero e per la qualità. Moltissimi; e i più riescono a darsi vernice di intelligenza.
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Nun mi futtinu: dintra ci sù li cavaddri. Non mi fottono (non me la fanno): dentro ci sono i cavalli. Frase pronunciata da don Camillo Picataggi il 3 novembre del 1880. Al passaggio del primo treno dalla stazione di Racalmuto. Il vecchio galantuomo, che mai era uscito dal paese, si era sempre rifiutato di credere che "una pentola che bolle" potesse muovere altro che il coperchio, e figurarsi una teoria di carri grandi come case. Quel giorno alla stazione, finalmente di fronte a una locomotiva, tutti si aspettavano si arrendesse; ma don Camillo, dopo un momento di perplessità, pronunciò quella frase, rimasta nel parlare popolare a significare gratuita e testarda diffidenza, in genere; oscurità di mente nei riguardi del progresso, in particolare.



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mercoledì 2 settembre 2009

La voce della grafia



























Adrienne Rich (1929)
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CARTOGRAFIE DEL SILENZIO
Poesie scelte 1951-1995
Crocetti editore - 2000

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Durante un mio salto in Italia nel 2001, ho acquistato Cartografie del silenzio, ne ho subito letto l'introduzione e sono poi passata ad altro, dimenticandomene. Ma in questi giorni, molto riciani nel mio privato, ho finalmente ripreso il libro in mano, il quale raccoglie poesie scelte tra il 1951 e il 1995. La raccolta è a cura di Luisa Vezzali e l'introduzione è di Massimo Bacigalupo.
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Dall'introduzione: "Proviamo una certa diffidenza per i poeti che acquistano troppa visibilità, che diventano guide spirituali di una generazione. Negli Stati Uniti, Allen Ginsberg: adorato da masse di giovani, autore di un'opera poetica pletorica, in cui la quantità va a scapito della qualità, e troppe volte la poesia assume i tratti del messaggio oratorio per galvanizzare l'uditorio. Retorica era anche la poesia di Walt Whitman, il quale però ebbe la fortuna di restare tutta la vita un segreto ben custodito, un libro quasi proibito scambiato sottobanco. In Italia c'è il caso Pasolini, dove le traiettorie poetica e pubblica del letterato appaiono vistosamente divaricate, e infatti pochi degli ammiratori stranieri del geniale friulano sanno che egli era un poeta. Fra questi pochi c'è Adrienne Rich, che in un'intervista del 1991 parla della scoperta di Le ceneri di Gramsci. Rich è a sua volta una figura di grande visibilità...in Italia...è praticamente ignorata. E questo è un peccato, perché diversi americani colti, alla domanda su chi fosse oggi in assoluto il loro maggiore poeta, mi hanno risposto: Adrienne Rich.
...E quella di Rich è una success-story ininterrotta: dal 1951 sforna un libro dopo l'altro, tutti salutati con rispetto e a volte con entusiasmo, premiati con i maggiori riconoscimenti del mondo culturale americano; ottiene sussidi dalle principali fondazioni; insegna presso università prestigiose, le quali l'hanno insignita di numerosi dottorati ad honorem...
Il presente volume intende rivelare al lettore italiano che ha sentito il nome di Rich, ma non ha avuto il modo o l'inclinazione di compiere una verifica personale, che in effetti la poesia riciana ha una autonomia e validità ben superiore a tutto ciò che se ne può dire e alle epoche in cui via via si è andata facendo...Leggere questa scelta minima ma essenziale di Adrienne Rich significa dunque confrontarsi con una delle voci più potenti del secondo Novecento, la cui forza sta nella misura, e la cui misura è proporzionale al rischio. Essa rischia tutta se stessa in una ricerca che non accetta limiti o discrezioni o bugie o reticenze. La poesia come esperienza totale di una vita e di un tempo."
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Trascrivo pochi versi, gli ultimi dell'ultima poesia del volume:


L'arte della traduzione (1995)
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[...]
...i traduttori vengono bloccati alla dogana:
Occupazione: non saprei -
giornalista, forse spia?

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Che i libri siano solo per uso
personale - potrei giurarlo?
Che neppure una parola
sia contrabbando - come potrei dimostrarlo?

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Link: Cartografia del silenzio su Crocetti Editore 

Aggiornamento del 18.3.2013: Adrienne Rich è morta il 27 marzo del 2012).


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martedì 1 settembre 2009

Dal danese all'italiano






 
Den Dansk Oversætterpris 2009
Premio danese per la traduzione
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Il 18 settembre prossimo verrà consegnato a Bruno Berni un premio di 15.000 euro come miglior traduttore dal danese all'italiano: ha tradotto tra gli altri Karen Blixen, H. C. Andersen, Ludvig Holberg, Inger Christensen, Villy Sørensen, Henrik Stangerup, Henrik Nordbrandt.
Lo Statens Kunstråds Litteraturudvalg sceglie il traduttore che nel corso dell'anno o della carriera ha dimostrato particolare interesse per la letteratura e la cultura danese.
Il premio sarà consegnato presso Det Danske Institut for Videnskab og Kunst i Rom (Istituto danese per le arti e le scienze di Roma, che è allo stesso indirizzo dell' Accademia di Danimarca ). Il premio verrà consegnato dallo scrittore e esperto della cultura italiana l'italo-danese Thomas Harder .
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In DR.dk un articolo di Rasmus Strøyer del 31 agosto 09:

Italiener vinder dansk oversætterpris
Den Danske Oversætterpris tilfalder den italienske oversætter Brune Berni, der har oversat næsten flere danske værker til italiensk, end gange kulturminister Carina Christensen har slået fast, at kunst skal provokere.
Statens Kunstråds Litteraturudvalg uddeler for sjette år i træk prisen til en oversætter, som har vist den danske litteratur særlig opmærksomhed. Og det må man sige om Brune Berni.
Oversat et væld af forfattereHan har haft fingre i store danske klassikere som Karen Blixen, H. C. Andersen og Ludvig Holberg, Men også moderne forfattere Naja Marie Aidt og Morten Søndergaard er blevet tilgængelige for de italienske læsere på grund af Brune Berni.
Desuden har årets prisvinder oversat værker af Inger Christensen, Villy Sørensen, Henrik Stangerup, Henrik Nordbrandt og Søren Ulrik Thomsen.
Vinder for at formidle dansk kulturBerni modtager ikke kun prisen for sine gode oversættelser. Mængden af oversatte bøger betyder ifølge Statens Kunstråds Litteraturudvalg, at han også er en omfattende formidler af dansk sprog, kultur og litteratur, lyder det i en pressemeddelelse.
Prisen er på 15.000 euro og overrækkes 18. september i Det Danske Institut for Videnskab og Kunst i Rom.

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Link: Bruno Berni su Porto di Toledo / su La nota del traduttore (intervista-link che ho già utilizzato nel post del 30 nov. 08: Sii nuda anima mia) /su Caffè Europa.
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