sabato 29 agosto 2009

Only in the infinitive












Adrienne Rich
Esplorando il relitto (1973)
Savelli Editore - 1979
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Traduzione e introduzione di
Liana Borghi

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Dall'introduzione:
"...la poesia della Rich vuole porsi nel sostrato letterario della poesia del futuro, e vuol farlo per una motivazione politica, quella del femminismo radicale e in particolare del femminismo lesbico...poesia femminista della presa di coscienza, poesia che vuole porsi come modello individuale e collettivo in divenire, poesia che vuole integrare personale e politico storicizzando le contraddizioni che viviamo...questa poesia vuole essere letta ad alta voce e discussa dalle donne con le donne. Adrienne Rich ha detto varie volte che spetta alla donna riappropriarsi del contesto culturale femminile. Perché non è che non ci sia; c'è. Ma gli uomini l'hanno rimosso dai libri che fanno testo."
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L'estranea
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Guardando come ho fatto altre volte, giù dritto nel cuore
della strada fino al fiume
camminando lungo i fiumi dei viali
sentendo il fremito delle caverne sotto l'asfalto
osservando le luci accendersi nelle torri
camminando come ho fatto altre volte
come un uomo, come una donna, nella città
una rabbia visionaria mi rischiara la vista
e dettagliate percezioni di misericordia
fioriscono da quella rabbia

se dalla luce forte della nebbia entro in una stanza
e li sento parlare una lingua morta
se mi chiedono la mia identità
cosa posso dire se non
io sono l'androgino
io sono la mente viva che non sapete descrivere
nella vostra lingua morta
il nome perduto, il verbo che sopravvive
solo all'infinito
le lettere del mio nome sono scritte sotto le palpebre
del bambino appena nato

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1972
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The stranger
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Looking as I've looked before, straight down the heart
of the street to the river
walking the rivers og the avenues
feeling the shudder of the caves beneath the asphalt
watching the lights turn on in the towers
walking as I've walked before
like a man, lake a woman, in the city
my vionary anger cleansing my sight
and the detailed perceptions of mercy
flowering from that anger

if I come into a room out of the sharp misty light
and hear them talking a dead language
if they ask me my identity
what can I say but
I am the androgyne
I am the living mind you fail to describe
in your dead language
the lost noun, the verb surviving
only in the infinitive
the letters of my name are written under the lids
of the newborn child




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La mia prima lettura del volume risale al 1987. In quella prima lettura ho sottolineato dei versi che, a rileggerli ora, mi sembrano così densi di significato oltre che esteticamente belli, sia nell'originale che nella traduzione, che mi chiedo: ma davvero ho lasciato passare 22 anni prima di ri-leggerli?! ...Forse la spiegazione sta proprio in quel "verbo da pronunciare all'infinito" e quindi nel cuore e allo stesso tempo fuori dal tempo.
Ne trascrivo alcuni:
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...Se mi sento sola
è come la barca chiusa nel ghiaccio della riva
nell'ultima luce rossa dell'anno
che sa che cos'è, che sa che non è
ghiaccio né fango né luce d'inverno
ma legno, con quel dono di poter bruciare

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Da Canzone - 1971


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...Sono venuta a esplorare il relitto.
Le parole sono propositi
Le parole sono mappe.
Sono venuta a vedere il danno che è stato fatto
e i tesori che sono rimasti.
Carezzo il raggio della mia lampada
lentamente lungo il fianco
di qualcosa più duraturo
dei pesci o le alghe

la cosa per cui venni:
il relitto e non la storia del relitto
la cosa stessa e non il mito...

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Da A tuffo nel relitto - 1972
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...è lei che chiami sorella
tu sfolgori come lampo per la stanza
le guizzi attorno come fiamma
ti abbagli nei suoi grandi occhi
enumerando le necessità che non sente
spingendo i principi della tua vita
fra le sue mani...

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Da Lo specchio in cui due si vedono come una - 1971
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venerdì 28 agosto 2009

Insostituibile corsaro


Pier Paolo Pasolini
(1922-1975).
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Scritti corsari
Garzanti - 1975
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...Per mezzo della televisione il Centro ha assimilato a sé l'intero paese, che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un'opera di omologazione distruttrice di ogni autenticitá e concretezza. Ha imposto...i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di "un uomo che consuma", ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane.
... Essa non è soltanto un luogo attraverso cui passano i messaggi, ma è un centro elaboratore di messaggi. È il luogo dove si fa concreta una mentalità che non si saprebbe dove collocare. È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere.
...
Tratto da "Sfida ai dirigenti della televisione" - Corriere della sera - 9.12.1973 / Scritti Corsari - Introduzione di Piero Ottone - Allegato al n. 1968 di Epoca (20.6.1988)-----------------------------------------------
Link: Pasolini.net
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mercoledì 26 agosto 2009

Quel che rischi


Jeannette Winterson
al FestivalandCo - 2008
Foto: Mathew McWilliams

Il mondo e altri luoghi
Mondadori - 2000

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Sono proprio altri mondi. Si viaggia, leggendoli, in alta montagna, un po' come con Italo Calvino, un certo Calvino. Vi si respira aria purissima ed è necessario studiare le nuvole, avanzare cauti per i sentieri, altrimenti si precipita o si resta bloccati pericolosamente. Insomma bisogna essere quel tipo di lettore: scarponi ai piedi, binocolo, antisiero e cioccolato nello zaino: è una gita ma si può rischiare la pelle. Paesaggio diverso ad ogni curva, ad ogni nuovo racconto (sono 17), ma una specie di ritornello si ripete spesso e li accomuna, rendendoli un unico viaggio:
"Quello che rischi rivela quel che ha valore per te".

Durante la lettura ho avuto spesso dei momenti di riflessione davanti ad una finestra che dà su un lungomare e su un porto, una finestra con una vista che se non è occupata da enormi traghetti zeppi di auto e di passeggeri che devono scendere o partire dalla città, consiste allora in un'isola, alta e snella, un'isola che compare solo in certi giorni, soprattutto all'alba e nelle prime ora del mattino, che appartiene a un altro Stato e che pur essendo di fronte non è raggiungibile ufficialmente se non una volta al mese... L'isola di fronte e questi racconti mi hanno ammaliata per giorni. A volte determinate letture si rivelano indicatissime in certi momenti della propria vita: le pagine giuste, le parole terapeutiche, le dimensioni ispiratrici, i pensieri consoni: proiezioni, identificazioni. È questo il dialogo che ci rende amici i libri, amici intimi.

Come dice J.W. stessa nell'intervista di Capuano (vedi links): "...leggere un libro... è un atto privato e incontrollabile. Ci sei tu e c'è il libro, nessuno può sapere cosa stia accadendo dentro di te mentre sei lì che leggi quelle pagine, nessuno può interferire in quello spazio privato. Forse è l'ultima vera libertà, questa storia d'amore tra lettore e scrittore.".
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Da Gli albori del mondo:
"Nel centro dell'isola c'è un mistero. Tutti ne sono al corrente, anche se molti l'hanno scordato e pochi l'hanno visto... nel centro dell'isola, al punto di coordinate zero, c'è un anello di fuoco... Al centro di quel fuoco mai acceso che divampa ci sono un uomo e una donna, schiena contro schiena, che si tengono per mano. Sono immobili. Respirano?
Guardano fisso ognuno davanti a sé, lei verso Est, lui verso Ovest, assorti attraverso i millenni, nella pausa del tempo.
Il viaggiatore che osa - e chi mai osa? - si sposta per guardare in faccia la regale coppia gemella, e la vetustà di quello che vede lo spaventa. I due sono giovani ma più vecchi del fuoco in cui consumano la loro attesa e il fuoco brucia da sempre.
Che faccia vede il viaggiatore? La sua.
Che faccia vede la viaggiatrice? La sua.
Maschio e femmina, simile con simile, diversi e uguali. La faccia di un uomo in quella della donna. La faccia di una donna in quella dell'uomo ed entrambe le facce sono la faccia del viaggiatore."

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Da Un riquadro verde:
"Il problema è come risolvere il problema. Non posso andare in chiesa. Non appartengo alla generazione di coloro a cui basta la fede. Non riesco nemmeno a confidare nella scienza, i cui miracoli più spettacolari non sono stati certo quelli di sfamare la moltitudine con cinque pani e due pesci, o di risuscitare i morti, ma di perfezionare la distruzione di massa e prolungare la vecchiaia. Di questo passo , Dio sarà sempre in testa... Una vita sana? Comprare una piccola tenuta e mungere capre organiche? ...Dovrò scegliere fra i cliché della società o i miei? È un passo avanti aver compreso che non c'è una vera differenza fra i due?".

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Da Avventura straordinaria:
"Le cose importanti. Dove trovarle? Nel dettaglio, come Dio? Nel rischio, come il Diavolo?"


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Traduzione: Chiara Spallino Rocca
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Tre link: The Shakespeare & Company Literary Festival

Il post Centellinata Winterson del 4.1.09

Intervista di Monica Capuani a J.W. su libreriadelledonne.it


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giovedì 6 agosto 2009

Vacanza


Compagni di viaggio
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La partenza è imminente. Vacanza in un'isola del Mediterraneo.
Parto da sola, ma porto con me:
La pelle di Curzio Malaparte
Se gioventù sapesse
di Doris Lessing
Il mondo e altri luoghi di Jeanette Winterson
L'arte della gioia di Goliarda Sapienza
e, in danese, Rend mig i traditionerne di Leif Panduro. .
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E voi che libri avete letto o leggerete nelle vostre vacanze -2009?
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PS: Non è stato possibile scrivere commenti negli ultimi 18 post. Non so perché. Ma da adesso in poi l'impedimento tecnico (e misterioso) non dovrebbe esserci più.
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Buon mese d'agosto a tutti i mediterranei.

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sabato 1 agosto 2009

Al dente




Helene Zahavi
Sporco week-end

Guanda -1992
Traduzione di Eva Kampmann
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È il primo romanzo della scrittrice britannica di origine polacca, traduttrice dal russo. È un noir, soprattutto nel senso di umorismo, nerissimo. Cosí nero da essere in realtà sarcasmo. Con una scrittura foscamente allegra; leggiadra. È la storia di una rivalsa femminile: se fosse uscito dalla penna di un'italiana e pubblicato in Italia, si sarebbe intitolato Adesso basta!
La trama? Molto semplice, in fondo tipica, ma sviluppata in modo insolito: Una donna, pesantemente perseguitata da un uomo, un maniaco che l'opprime con minacce sessuali, decide di reagire. E sarà un fine settimana pericoloso per i maschi prepotenti e arroganti che incrocieranno la sua strada di inflessibile giustiziera, ex vittima passiva e indifesa.
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Io non leggo molti gialli, polizieschi, thriller o noir che siano (tutti quelli che costruiscono una trama intorno, nel mezzo, attraverso, accanto a omicidi e/o crimini, e/o indagini relative): in media uno ogni quattro anni? E devono contenere molto altro, oltre che il crimine/l'indagine centrale, per convincermi a leggerli. Bene, questo è uno di quei pochi, perchè anche senza etichetta 'noir' sopravviverebbe sugli scaffali con moltissima dignità, magari tra i romanzi femministi (esiste una simile classificazione?) o addirittura tra i romanzi umoristici.
Nel frattempo, dalla mia prima lettura, è stato pubblicato in più di trenta paesi, ne hanno fatto una versione cinematografica e l'autrice ha pubblicato altro.
 
 
"I suoi occhi si muovevano sotto le palpebre chiuse...Si muovevano mentre sognava. Addormentato nel proprio letto, la stava sognando. Stava sognando di farsela sul pavimento del seminterrato. Di farsela a più non posso sul pavimento del bagno. Di versarle il liquido sulla pelle. Di sentire lo sfrigolio e l'odore di bruciato, e di guardarla mentre si scioglieva sul pavimento del bagno. Lei strillava, nel suo sogno, e moriva, e i suoi occhi continuavano a muoversi sotto le palpebre chiuse.
Tirò fuori il martello e fissò il suo viso. A causa di quest'uomo lei tremava nella sua tana. A causa di quest'uomo chiudeva fuori la luce. Fissò il viso impastato di sonno. Quel viso anonimo, quel viso insignificante. Quel viso informe di pervertito.
Strinse il martello nel guanto di velluto. Alzò il braccio destro. Dai, abbassalo. Abbassalo sulla sua testa. Tiralo giù. Lascialo cadere, dai. Fallo. Adesso. Fallo finché sei in tempo.
Ma non poteva. Non poteva farlo mentre dormiva. Qualunque cosa sia, Bella non è un mostro. Né una svitata. Né una psicotica. Non ha ancora spezzato i vincoli al punto da poterlo far fuori nel sonno. Perché Bella è una brava ragazza. Tutta zuchero e miele. E quando una brava ragazza pesta un ragazzo villano fa in modo di svegliarlo prima. Forse è sciocco. Ma è così.
...Bella socchiuse gli occhi e accostò le labbra perfettamente modellate al suo orecchio. Tirò fuori la lingua di scatto e cominciò a leccargli il lobo. La stoffa sopra il suo inguine si mosse. Gli soffiò l'alito sul viso e lui sorrise nel sonno... Ignobile, ignobile Bella. Seduttrice suadente. Ninfa necrofila della notte. Distruttrice di mondi. Il bastardo aveva un'aria beata. Avrebbe potuto conservare quella beatitudine per sempre...
...Ma Bella dà, e Bella toglie. Dopo la festa arriva il conto. C'è un tempo per arrivare, e un tempo per andare. Un tempo per gioire e un tempo per essere giudicati. La solennità del momento la colpí...la giustizia di Bella non è giustizia biblica. Non avrebbe mai potuto prendere un occhio per un occhio e un dente per un dente. La pura e semplice parità le avrebbe dato il voltastomaco. Lei vuole un occhio per un dente, e una vita per un occhio. E così, sebbene riluttante a intromettersi, restia a intrufolarsi nel suo giardino delle delizie segreto, ma tuttavia consapevole che tempus inesorabilmente fugit, strinse l'angolo del lenzuolo nella mano sinistra. "Scusami" disse e strappò via il telo di cotone. Lui aprì gli occhi, la vide e zampillò come una balena. Fu un risveglio molto brusco...
...Immagina, cerca di immaginare di svegliarti e trovarla accanto al tuo letto. La donna dei tuoi sogni sudici è in piedi accanto al tuo letto. La donna dei tuoi pensieri viscidi, la donna dei tuoi desideri oscuri, è in piedi - con un martello in mano - accanto al tuo letto...
...Il suo ghigno somiglia a quello del contadino che sta per inforcare il padrone. Una sorta di ghigno da ammutinato. Un ghigno da biscia che si è rivoltata...
Povero piccolo Timmy. Povero piccolo Tim-Tim. Lui non ha nessuna colpa. No, lui non ha proprio nessuna colpa. Di poveri piccoli Timmy se ne vedono in continuazione alla tivù. Gli ospiti dei reparti speciali. I condannati a vita che hanno distrutto vite umane. Li vedi sullo schermo che si sforzano di non sghignazzare mentre stanno seduti con indosso panni freschi di bucato. Se ne escono con tutto il loro gergo...E dall'inizio alla fine dei loro discorsi senti ribollire sotto la superficie il piagnisteo giustificatorio dello stupratore impenitente. Sono convinti che scontando la pena hanno assolto il loro debito verso la società. Solo che non hanno immolato la società. Non tutta, almeno...Non hanno spaventato la società al punto che essa non abbia più il coraggio di uscire di casa. Non è la società che hanno ferito...
...Lo batté in nome di tutte le sorelle silenziose.
...Chi ha peccato non dovrebbe scagliare la prima pietra. E gli uomini con i crani sottili non dovrebbero cercare di coinvolgere nelle loro fantasie donne scelte a caso".
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