venerdì 30 gennaio 2009

La signora Johanna

Johanna Sigurdardóttir
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Nata il 4 ottobre del 1944,
a Reykjavik.
È il nuovo probabile Primo Ministro
dell'Islanda.
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Cosa ha di speciale la signora? È rispettata e amata, ed è una lesbica dichiarata. Chi è costei politicamente? Una socialdemocratica.
Hostess tra il 1962 e il 1971, è stata a capo del sindacato della categoria dal 1966 al 1969.
Poi impiegata, e attiva nel sindacato relativo.
Membro del Parlamento islandese, dal 1978.
Ministro per gli affari sociali dal 1987 al 1994 e di nuovo nel 2007.
Madre di 2 figli.
Attualmente coniugata civilmente (in "partnariato") con la scrittrice Jónína Leósdóttir.
Dunque sarebbe la prima donna ministro in Islanda e contemporaneamente la prima persona omosessuale (dichiaratamente e non in segreto) alla direzione di un governo, in tutto il pianeta.
(Può darsi che nelle culture del "si fa ma non si dice" qualche altro omosessuale stia dirigendo o abbia diretto qualche governo, ma in questo caso si tratta di una matura signora che si presenta per quello che è: prendere o lasciare. E gli islandesi probabilmente prenderanno: sperando che la gentile signora salvi l'isola-stato dalla miseria attuale; bancarotta dichiarata.
La crisi finanziaria infatti ha colpito duramente l'Islanda, proprio in queste settimane. Le corone islandesi non hanno più valore sui mercati internazionali, in questo momento).
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Un sondaggio rivela che tre quarti della popolazione la considera la persona giusta per questo momento difficile. È soprattutto famosa per le sue critiche al nepostismo e alla corruzione.
Un vecchio brano di una trasmissione televisiva viene riproposto alla tv islandese, più volte al giorno: Jóhanna Sigurdardóttir, che nel 1994, dopo una sconfitta politica, dice, con una voce quasi spezzata dall'amarezza: "Il mio momento arriverà!"
.Che sia questo il momento?
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(Informazioni tratte soprattutto da un articolo di Simon Nyborg, su Berlinske.dk, intitolato L'Islanda pronta per un capo di governo donna, del 28.1.09).
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In inglese, qualcosina su IceNews,
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Tra parentesi, l'Islanda ha già concesso fiducia ad una donna, eleggendo come Presidente della Repubblica, la signora Vigdís Finnbogadóttir, in carica dal 1980 fino al 1996: note biografiche in wikipedia e una citazione in wikiquote.
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Ultima modifica: 14.4.2012
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giovedì 29 gennaio 2009

Imperando


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Maria Teresa d'Austria
(1717-1780)
(dipinto di Martin van Meytens - Gemälde Gallerie)
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Consigli matrimoniali
alle figlie sovrane
a cura di Arsenio Frugoni
Passigli Editori - 1989
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Dalla prefazione di Frugoni:
"Di figli ne ebbe sedici... e portò il senso di questa grande famiglia anche nel governo dei suoi stati. Non quell'atmosfera allontanante di casta dei celesti Borboni francesi, ma un interesse attento e comprensivo per la comunità vivente dei popoli, che si tradusse anche nelle numerose provvidenze, come la fondazione delle scuole popolari e le leggi per l'affrancamento dei contadini, per citarne due tra le più significative. L'ideale di Maria Teresa nel governo fu quello illuminato riformista, dove l'irriquietezza critica dei sudditi fosse frenata dal prestigio severo della regalità e dal costume cattolico. Naturalmente non sempre moralmente ineccepibile è quello che operò Maria Teresa.
[...] La consapevolezza della propria esperienza e della scaltrita capacità di orientamento, il senso di responsabilità della missione della sua materna regalità tenne Maria Teresa sulla scena politica, anche quando la stanchezza dei molti anni di regno e dei dolori che si assommavano più gravi verso il finire della vita, poteva giustificare un ritiro. Fino all'ultimo Maria Teresa governa, consiglia, riforma."
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A Maria Amalia (1746-1804) che sposò Ferdinando Borbone di Parma.
Fine di giugno del 1769:
"...Fatevi una regola di non raccontar mai cose di qui: vi si stimerà tanto di più. Non fate su qualsiasi soggetto confronti tra quello che si usa qui e a Parma, salvo che vostro marito lo desideri. Non vogliate mai a Parma cose che qui si usano. Siete straniera e suddita: tocca a voi imparare a conformarvi, tanto più che siete più anziana del vostro sposo e signore e non dovete far pensare che lo vogliate dominare.
...Avete ancora il difetto di pensare in tedesco e di tradurre parola per parola. Ascoltate, fate domande, lasciate che vi si racconti, convincete tutti che non certo per banale curiosità volete essere informata di tutto, essendo voi straniera e avendo la decisa volontà di diventare parmense o francese o spagnola, e di conformarvi ai minimi usi del paese...per compiacere il vostro sposo e i vostri sudditi.
...Non cominciate a voler mettervi a cambiare il sistema della vostra corte o a dare nuove disposizioni. Non dovete neppure pensarvi; non turbate la vita semplice e felice che potreste ben vivere, ingerendovi in cose che non sono alla vostra portata. Vi ripeto dunque: se volete fare dei cambiamenti nella vostra corte e nel modo di vivere che vi è stabilito fino ad oggi, non fateli prima di qualche mese e sempre d'accordo con vostro marito, e che sembri che sia lui e non voi l'autore di tali novità.
...la felicità del matrimonio consiste nella fiducia e nella compiacenza reciproca: la passione folle si disperde ben presto, ma occorre stimarsi ed essere amici l'uno dell'altro per essere felici nello stato matrimoniale, per poter sopportare le difficoltà improvvise di questa vita, e per la salute dell'anima, punto essenzialissimo e unico in qualsiasi stato.
...Insegnate agli altri con l'esempio della regolarità della vostra condotta... non abbandonatevi tutta nella stima per qualcuno."
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A Maria Antonietta (1755-1793) che sposò Luigi XVI di Francia e morì ghigliottinata durante la Rivoluzione francese.
21 aprile 1770:
"... a proposito dei Gesuiti. Non impegnatevi in discorsi né pro né contro. Vi permetto di citarmi e di dire che ho voluto da voi che non ne parlaste né in bene né in male: che voi sapete che li stimo, che nei miei paesi hanno fatto molto bene, che mi sarebbe doloroso perderli, ma che se Roma crede di dover abolire quest'Ordine non vi metterò alcun impedimento..."
30 giugno 1774:
"...Luigi... vorrebbe dei consigli... La Francia ha risorse immense; ci sono abusi enormi che aumentano solo per il momento le risorse; abolendoli ci si attirerebbe la benedizione dei propri popoli...
La clemenza e la generosità sono i due strumenti che adoperati a tempo hanno ragione di tutto: ma ogni cosa ha i suoi propri limiti; adoperando questi due mezzi indifferentemente per tutto, se ne distrugge il valore..."
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Presso Passigli una nuova edizione della corrispondenza.
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Maria Teresa e Trieste
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domenica 25 gennaio 2009

La corruzione
















Sandro Penna (1906-1977)
da Stranezze (1957-1976)
Garzanti - 1976

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Losco aspettavi ed innocente, roseo
nel volto, il fruscio della nera veste.
Prorompeva il destino sulla verde
panchina al quieto sole domenicale.


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Link: "Amici di Sandro Penna": Penna 6 volte


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giovedì 15 gennaio 2009

Di vanti nuovi ho nudo il verso


W. Shakespeare
(1564-1616)
I SONETTI
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Tascabili Newton - 1988
Traduzione di
Rina Sara Virgillito
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76.

Perché di vanti nuovi ho nudo il verso
lungi da svolte rapide e varianti?
Perché non vado adocchiando coi tempi
nuovi metodi, insieme stravaganti?
Perché d'un solo scrivo, quello e basta,
e l'invenzione stringo ai lacci noti?
Porta il mio nome ogni parola quasi,
fa veder donde nasce, onde si muove.
Oh sappi, io scrivo di te sempre, amore,
l'amore e tu siete il mio argomento:
vecchie parole così vesto a nuovo
e quel che di già spesi ancora spendo.
. .Com'è ogni giorno il sole e nuovo e vecchio
...così ridice il mio amore il già detto.



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Why is my verse barren of new pride,
So far from variation or quick change?
Why with the time do I not glance aside
To new-found methods, and to compounds strange?
Why write I still all one, ever the same,
And keep invention in a noted weed,
That every word doth almost tell my name,
Showing their birth, and where they did proceed?
O know, sweet love, I always write of you,
And you and love are still my argument.
So all my best is dressing old words new,
Spending again what is already spent:
...For as the sun is daily new and old,
...So is my love still telling what is told.

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Dall'introduzione, di Rina Sara Virgillito, veniamo a sapere che la pubblicazione della raccolta dei 154 sonetti di Shakespeare è stata problematica fin dall'inizio, cioè fin dal 1609 (quando un editore pirata Thomas Thorpe, la pubblicò, presumibilmente senza l'assenso dell'autore). Oltre alla questione dell'ordine dei sonetti che probabilmente non era esattamente quello che l'autore avrebbe voluto, c'era anche il mistero di chi fossero quel fair friend al quale sono "dedicati" i primi 126 sonetti , e quella dark lady alla quale sono "dedicati" gli altri 28 sonetti. Fair vuol dire bello, onesto e anche biondo, chiaro (di capelli, di pelle, di carattere?) mentre dark vuol dire tenebroso, oscuro e anche bruno (una donna di colore? O bruna di capelli? O tenebrosa nel carattere?). Due identità contrapposte. Una lady tenebrosa e un luminoso friend. Due archetipi, due amori contemporanei. Nel sonetto 144 si proclamano questi due amori ufficialmente:
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Due amori ho, mia gioia e mio sgomento
come due spiriti che mi suggestionano:
l'angelo buono è un uomo biondo e bello,
il tristo, donna è il malcolore.
[...]

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Two loves I have of comfort and despair,
Which like two spirits do suggest me still;
The better angel is a man right fair,
The worser spirit a woman coloured ill.
[...]
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giovedì 8 gennaio 2009

Salutare diffidenza


Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete.
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Vangelo secondo Matteo
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7, 15-16






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mercoledì 7 gennaio 2009

Quando l'amore non basta



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Per la Gingko Edizioni: Quando l'amore non basta
di Angela Siciliano.
Prefazione di Grazia Verasani
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La storia di due donne innamorate e degli ostacoli che alla fine hanno impedito il loro amore lesbico. Una storia che diventa la rappresentazione universale delle tensioni e delle ferite che si possono ritrovare in migliaia di altre storie, segnate dalle etichette e dalle classificazioni che esagerando, manipolando, spesso, sono chiamate valori e sani principi ma, in ultima analisi, si rivelano stereotipi che impediscono la crescita naturale dell'individuo e il corso spontaneo di un sentimento, un talento, un istinto:
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"Siamo una variante della natura, come i biondi, gli alti, i rossi, i bassi. Non un difetto. E siamo ovunque, in tutte le razze, in ambedue i sessi, in ogni ambiente sociale e culturale. In ogni paese. Dentro ogni religione, sia chiaro! Gli scienziati hanno studiato il fenomeno negli animali da più di vent’anni e ormai non possono più ignorare che ogni specie di animale sulla Terra ha comportamenti omosessuali: che non si dica più non è naturale!. Ma certo, dato che le Sacre Scritture dicono tutt’altro, chi osa contraddirle? Si ha paura di finire bruciati vivi, di finire lapidati, in Occidente ormai soltanto metaforicamente, ma in certi altri paesi letteralmente, se si contraddice la parola di Dio. Ma la cosiddetta parola di Dio è invece più precisamente, più spesso, la parola delle Chiese, dei patriarchi storici, dei teologi, delle religioni, delle istituzioni religiose, non di Dio."
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Dalla prefazione di Grazia Verasani :
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"Scritto con punte di lirismo toccante e con precisione affilata negli affondi “ideologici” sulla tematica delle relazioni tra donne, questo è un romanzo su un amore mancato e sul rimpianto inammissibile, sulle interferenze esterne che a volte annullano gli istinti e i bisogni naturali e sull’importanza di chiedere scusa – anche se tardivamente – a chi ha pagato il prezzo delle nostre rinunce pareggiando i conti con il proprio coraggio."
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Aggiornamento del 5.10.2013:
un link che include recensioni e altro:
http://www.gingkoedizioni.it/quando-lamore-non-basta
 
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martedì 6 gennaio 2009

Estensioni














Inger Christensen - poetessa e scrittrice danese, candidata al Nobel - è morta lo scorso 2 gennaio. Fra pochi giorni avrebbe compiuto 74 anni. Era nata nel 1935. Il suo debutto avvenne nel 1962 con una raccolta intitolata "Lys" (Luce), seguì "Græs" (Erba) nel 1963. Non ha mai smesso di scrivere: liriche, commedie radiofoniche, romanzi, saggi; dedicandosi contemporaneamente all'insegnamento. Tra il 1959 e il 1976 è stata sposata a Poul Borum (scrittore, poeta e critico letterario). Dal 1994 membro dell'Accademia danese. Ha ricevuto diversi premi internazionali tra i quali Der Österreichische Staatpreis für Literatur (1994) e Grand Prix des Biennales Internationales de Poesie (1995). Famosa soprattutto in Germania (si esprimeva benissimo in tedesco). In Italia, credo sia stata pubblicata soltanto una sua raccolta, "Alfabeto", da Giardini Editore, nel 1987 (che in Danimarca era uscita nel 1981). Qualcosa della sua produzione è nelle raccolte curate da Maria Giacobbe: Giovani poeti danesi del 1979 (Einaudi) e in Poesia moderna danese del 1971 (Edizioni di Comunità).
Da "Giovani poeti danesi":
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Teksten - exentioner  (Il testo - estensioni):
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7 (sette)
Quando i matti si rotolano nella polvere
quando si stringono un'ameba di plastica
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al petto e cantano osanna alla cultura
quando rialzano le statue crollate
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e le portano in giro in una processione comune
alcune parti divelte o scheletri interi
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quando sollevano i baldacchini congelati
del Pentagono Kremlino e l'universo
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e li sollevano alti sopra le statue più belle
del presidente l'oratore il generale
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e scrivono solo la parola amore
in mezzo alla sua fronte luminosa
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allora l'amore certo è compromesso
ma il potere è trasformato
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domenica 4 gennaio 2009

Centellinata Winterson



Jeannette Winterson
www.jeanettewinterson.com
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A volte mi avvicino ad un autore da un suo libro qualunque, casualmente, magari è l'ultimo pubblicato e quindi pubblicizzato, oppure qualcuno me l'ha suggerito, regalato, messo sotto il naso, e scopro che l'autore mi piace. Ho allora voglia di approfondirlo (a volte è già morto, a volte è di moda, altre volte è sconosciuto o irrita i più) e vado alla ricerca dei suoi libri, uno, due, tre, avanti e indietro nei tempi di pubblicazione. Ad un certo punto mi sento sazia: ho capito chi è, ho capito cosa vuole "dirmi" e lo conservo dentro di me se non nel mio scaffale. Oppure/eppure decido di leggere il resto lentamente, aspettando, rimandando. Sono (libri e autori) come passioni, come amori, innamoramenti, legami chiusi in una scatola di carta, di fogli. Nel caso di Jeannette Winterson amo tutti i suoi libri anche se spesso alcuni mi lasciano perplessa. Perplessa ma non indifferente.
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Ho cominciato con "Scritto sul corpo" pubblicato in GB nel 1992, uscito in Italia nel 1993, per la Mondadori (traduzione di Giovanna Marrone):
"Quando dico 'ti sarò fedele' sto delimitando un territorio tranquillo, fuori dalla portata dei desideri altrui. Nessuno può dettar legge all'amore; non gli si possono dare ordini e non lo si può rimettere in riga con le lusinghe. L'amore appartiene a se stesso, sordo alle suppliche e irremovibile di fronte alla violenza. L'amore non è qualcosa di negoziabile...C'è chi pensa che i desideri fortuiti possano essere banditi dal cuore come i mercanti dal tempio. Forse si può, se si tengono sotto controllo giorno e notte i propri punti deboli: non si guarda, non si sente, non si sogna. Il sistema di sicurezza più affidabile, benedetto dalla chiesa e approvato dallo Stato, è il matrimonio. Giura che ti concederai solo a lui o a lei e per magia sarà così. L'adulterio ha a che fare sia con l'illusione sia con il sesso. L'incantesimo non ha funzionato."
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Poi sono passata a "Non ci sono solo le arance" (prima ho visto il film alla tv danese, che mi ha invogliata a cercare il romanzo), uscito in GB nel 1985, in Italia sempre presso la Mondadori nel 1994, tradotto da Maria Ludovica Petta:
"Mi manca Dio. Mi manca la compagnia di qualcuno su cui poter contare totalmente. Continuo a non pensare a Dio come a un traditore. Ma i suoi servi, sì. Anche se i servi tradiscono per la loro stessa natura. Mi manca quel Dio che era mio amico. Ormai non so nemmeno più se Dio esista, ma so che se Dio rappresenta il modello emotivo ideale, pochissime relazioni umane possono stargli a pari."
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Poi mi è stato regalato "Passione" (da una persona che ne aveva interrotto la lettura avendola trovata pesante, e conoscendo il mio stomaco...) edito in Italia da Garzanti (1989), tradotto da Mara Muzzarelli, pubblicato in GB nel 1987:
"Stare con lei era come fissare lo sguardo in un caleidoscopio di colori accesi. Era fatta di tinte decise e, sebbene comprendesse meglio di me le ambiguità del cuore, il suo pensiero era limpido. "Vengo dalla città dei labirinti", diceva,"ma se mi domandi in che direzione andare, ti dirò: sempre dritto."
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Altro regalo: "Simmetrie amorose" (GB 1998), Mondadori - 1998, tradotto da Pia Pera:
"So che mio padre temeva che mi aspettasse una vecchiaia solitaria e anche una giovinezza solitaria. Non lo diceva, ma le parole dietro le parole mi dicevano che avrebbe preferito vedermi sistemata con un buon matrimonio piuttosto che vedermi remare contro la marea del mio lavoro. Resta il fatto che una donna con una vita emotiva incompleta può solo rimproverare se stessa, mentre un uomo che non ha tempo per il cuore ha solo bisogno di una moglie."
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E "Il sesso delle ciliege", pubblicato in GB nel 1998 e in Italia nel 1999, da Mondadori. Tradotto da Carlo A. Corsi:
"Essere nel tempo, in un continuo presente, è come guardare una carta e non vedere le colline, le forme e le ondulazioni, ma solo la forma piatta. Manca il senso delle dimensioni, si percepisce solo la superficie. Quando si pensa al tempo tutto diventa vertiginoso e precipitoso. Pensare al tempo è come fare girare un mappamondo in continuazione, rendendosi conto che tutti i viaggi esistono simultaneamente, che trovarsi in un luogo non significa negare l'esistenza di un altro, anche se l'altro non si vede né si sente, secondo i nostri abituali parmetri di giudizio."
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E ancora "Arte e menzogne" (GB 1994), Mondadori- 1996. Traduzione di Chiara Spallino Rocca:
(Parla Saffo): "Ho molte domande da fare, non ultima la seguente: CHE NE AVETE FATTO DELLE MIE POESIE? ... Non c'è da sorprendersi che molti di voi abbiano scelto di leggere fra le righe dato che le righe stesse sono state più lacerate di una puttana in servizio al sabato sera...è compito del poeta dare un nome alle cose, è una bestemmia quando le cose si ergono per dare nomi al poeta... Considerate questa affermazione:"Una donna non può essere poeta". Dr Samuel Johnson (Inglese, 1709-1784. Professione: esperto di linguaggio e chiacchierone).) A che cosa devo rinunciare? Alla mia poesia o alla mia femminilità? State certi che dovrò abdicare a una delle due se voglio preservare l'altra. Alla fine non è spettata a me questa scelta. Altri l'hanno fatta in vece mia. Ai miei tempi sono stata una granda poetessa ma anche una ragazzaccia. Consultate a questo proposito Platone (Greco, 427-347 a.C. Professione: filosofo) poi Ovidio che nel primo secolo a.C. ha tentato di riabilitarmi attribuendomi una storia d'amore a sfondo tragico. Io, che avrei potuto fare mia qualsiasi donna nel corso della storia, avrei perso la testa per un guidadore di autobus dai pantaloni cascanti, con attributi simili a quelli disegnati per burla sulle cartoline provenienti dalle località marine."
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giovedì 1 gennaio 2009

I Dani





















Scandinavia
di Enzo Biagi
Rizzoli - 1977
Disegni di Ferenc Pinter
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Sulla Danimarca:
"Dicono che sono i "terroni" della Scandinavia...
Al cittadino della Danimarca è promessa una esistenza ordinata, serena, senza gloriose avventure ma senza spiacevoli imprevisti...Certo non hanno scoperto il petrolio, come quelli di Oslo, circolano meno ricchi che per le strade di Stoccolma, il loro capitalismo non ha la stessa forza e la stessa intrapendenza, è più smorto, e il benessere non è esploso col clamore e la sicurezza che altrove, ma io li trovo autentici, abbordabili, senza grandi orgogli.
...La loro ambizione è modesta: non hanno né gli smisurati orizzonti né le nevrosi dei vicini...
...Ora le chiese sono deserte - uno su mille i battezzati...
...non ci sono grandi ricchi, e d'altra parte non esistono poveri...
Vivendo tra questa gente respiri un senso di sicurezza; non vi è timore del domani. L'avvenire è sicuro...Dicono che ai danesi mancano gli ideali, e può darsi, ma sanno chiaramente quello che vogliono...Qualunque conflitto, lo risolvono con la pazienza e pacificamente...è gente abituata a lottare, contro il mare, e contro i temporali che piegano il grano e marciscono il foraggio, è anche rassegnata al destino...Sono luoghi possibili per salvarsi e per vivere..
...I danesi sono stati i primi a legalizzare la pornografia, considerandola, specifica la legge, "un bisogno naturale che non turba in alcun modo l'equilibrio della società"...Esistono bagni dove uomini e donne si immergono, senza costume e tutti insieme, e ciò non offende. I nordici ignorano la malizia...Il sesso non è soggetto di barzellette o di eccitanti discorsi, ma di tranquille lezioni...Situazioni che per noi hanno un sapore erotico, qui sono ritenute prive di qualunque mordente...la felicità dell'individuo conta più di tutto...è dal 1915 che le donne hanno ottenuto il diritto di votare..."

Il libro descrive, con uno sguardo che va dall'ammirazione all'ironia, ovviamente anche la Svezia, la Norvegia e la Finlandia; ma a parte le differenze, tante delle relative descrizioni valgono anche per la Danimarca (e per gli altri tre Paesi). A volte è evidente nello sguardo di Biagi l'incapacità di capire un mondo troppo diverso da quello al quale sta parlando e appartiene, ma vi è sempre presente la voglia di raccontare quello che sa, quello che ha "raccolto".
A distanza di più di trenta anni, pur essenso il mondo abbastanza mutato, pur essendo superati parecchi dettagli, il suo libro è ancora per buona parte "attuale". Se non si è mai messo piede in Scandinavia il libro risulterà ancora come la descrizione di un mondo "troppo diverso per esistere davvero", ancora esotico. L'attuale Scandinavia è in realtà meno lontana di allora dal resto dell'Europa (nel bene e nel male) e oserei dire che il resto dell'Europa si scandinavizza leggermente e lentamente. Dei quattro, politicamente, la Norvegia non è mai entrata nella Comunità Europea e la Finlandia si distingue oltre che per la lingua appartenente ad un altro ceppo, anche per certi aspetti "passionali" del comportamento.
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Degli altri tre Paesi:
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Dai capitoli sulla Svezia:
"..una legge, del 1958, ha consentito alle svedesi di avviarsi al sacerdozio."
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Dai capitoli sulla Norvegia:
"Il loro umore dipende molto dalla natura; si svegliano dall'inverno affamati di sole. Per duecento giorni dell'anno a Oslo c'è il gelo. Esiste un male che si chiama Voersyk, una sofferenza legata alle stagioni, e che la primavera guarisce sempre."
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Dai capitoli sulla Finlandia:
"...nelle prigioni si trovano cinque volte più omicidi che nelle carceri modello di Svezia. Si accoppa anche, con foga meridionale, per gelosia e per passione, che è deplorevole ma umano...Non sfuggono al confronto, e hanno un coltello, il puukko, che risolve le risse e le divergenze ideologiche..."
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