martedì 29 dicembre 2009

Il barbaro in noi


Photo by Mary Ellen Mark
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Susan Sontag (1933 - 2004)
Malattia come metafora
Il cancro e la sua mitologia
Einaudi - 1979
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(Traduzione di:...non lo so: mancano le prime pagine: devo averle usate per qualche scopo urgente! L'ho acquisato nel 1986, in aprile, e devo averlo letto subito dopo...con grande entusiasmo a giudicare dalle sottolineature!
Da tenere presente: L'Aids non era ancora esploso sul pianeta e la Sontag in questo pamphlet datato 1978, non se ne occupò. Lo fece in seguito.).


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Dalla presentazione: La malattia è il lato notturno della vita, una cittadinanza, nel regno dello star bene e in quello dello star male. Preferiremmo tutti servirci soltanto del passaporto buono, ma prima o poi ognuno viene costretto, almeno per un certo periodo, a riconoscersi cittadino di quell'altro paese.
Io intendo descrivere non la realtà dell'emigrare nel regno della malattia e del viverci, ma le fantasie punitive o sentimentali inventate su questa situazione; non una geografia reale, ma stereotipi di carattere nazionale. Il mio tema non è dunque la malattia fisica in sé, ma i modi in cui la malattia viene usata come figura o come metafora. La mia tesi è che la malattia non è una metafora, e che la maniera più corretta di considerarla - e la maniera più sana di esser malati - è quella più libera da pensieri metaforici e ad essi più resistente. Tuttavia è quasi impossibile prendere residenza nel regno dello star male senza essere influenzati dalle impressionati metafore con le quali è stato tratteggiato. È a una delucidazione di tali metafore, e a una liberazione da esse, che io dedico questa indagine.
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E poi:
(Capitolo primo): Due malattie sono state clamorosamente, e analogamente, sovraccaricate dalle bardature della metafora: la tubercolosi e il cancro. Le fantasie ispirate dalla tbc nel secolo scorso, e oggi dal cancro, sono reazioni a una malattia considerata intrattabile e capricciosa - cioè non compresa - in un'epoca in cui la premessa fondamentale della medicina è che tutte le malattie si possono curare. Una tale malattia è misteriosa per definizione. Quando non se ne conosceva la causa e l'assistenza medica continuava a essere del tutto inefficace, la tbc era ritenuta il furto insidioso e implacabile di una vita. Adesso è il cancro la malattia che non bussa prima di entrare; è il cancro che copre il ruolo della malattia vista come invasione spietata e segreta, ruolo che conserverà fin quando la sua eziologia non sarà chiara come oggi quella della tbc e il suo trattamento egualmente efficace...
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(Capitolo secondo): ...Era anche possibile, con le fantasie sulla tbc, fare della morte un fatto estetico...Nessuno pensa invece al cancro come si pensava un tempo alla tbc: come a una morte decorativa e spesso lirica. Il cancro è per la poesia un tema raro e ancora scandaloso; e sembra inimmaginabile fare di questa malattia un fatto estetico.
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(Capitolo quinto): ...Come tutte le situazioni estreme, le malattie piú terribili rivelano sia il meglio sia il peggio delle persone...
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(Capitolo settimo): ...Per quelli che vivono senza le consolazioni religiose sulla morte e senza un sentimento della morte (come di ogni altra cosa) come fatto naturale, la morte è il mistero osceno, il supremo affronto, la cosa che non è possibile controllare. Si può soltanto negarla...
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(Capitolo ottavo): ...La tbc era una metafora ambivalente, un flagello e insieme un simbolo di raffinatezza. Il cancro invece non è mai stato altro che un flagello; era, metaforicamente il barbaro che è in noi.
...La malattia è spesso vista come una forma di possesso demoniaco - i tumori sono "maligni" o "benigni" come le forze - e molti cancerosi spaventati sono pronti a mettersi in cerca di guaritori per farsi esorcizzare...
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(Capitolo nono): ...Definire cancro un fenomeno è un incitamento alla violenza. L'uso del cancro nel discorso politico favorisce il fatalismo e giustifica provvedimenti "severi", oltre a rafforzare notevolmente la convinzione diffusa che la malattia sia necessariamente mortale.
...Troskij chiamava lo stalinismo il cancro del marxismo; in Cina, in questi ultimi tempi, la Banda dei Quattro è diventata tra le altre cose "il cancro della Cina"...D.H.Lawrence definiva la masturbazione "il cancro piú profondo e pericoloso della nostra civiltà"; e io stessa, nel pieno della disperazione per la guerra dell'America nel Vietnam, ho scritto che "la razza bianca è il cancro della storia umana".
...la metafora del cancro è particolarmente grossolana. È invariabilmente un incoraggiamento a semplificare ciò che è complesso e un invito alla ipocrisia, se non al fanatismo.
...le nostre idee sul cancro, e le metafore che ad esso abbiamo imposto, sono soprattutto un veicolo delle gravi insufficienze di questa cultura, di un atteggiamento superficiale verso la morte, delle nostre ansie emotive,...della nostra incapacità di creare una società industriale avanzata in grado di regolare correttamente i consumi e delle nostre paure giustificate di un corso sempre piú violento della storia...





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Fondazione Susan Sontag: susansontag.com

 
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domenica 27 dicembre 2009

La via che all'inferno mena


Ronald David Laing
(1927 – 1989)
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Psichiatra scozzese, anzi antipsichiatra...
scriveva calandosi nella malattia, nella psicosi...
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Da MI AMI?
Nuove situazioni intrapsichiche e interpersonali (1976)
Traduzione di Floriana Bossi
Einaudi - 1978
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15. Baci
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LEI - dovevi chiedermi che regalo volevo per il mio compleanno
LUI - oh già. Dimenticavo.Che regalo vorresti?
LEI - indovina
LUI - la testa di Giovanni Battista
LEI - non essere frivolo
LUI- allora che cosa?
LEI - il divorzio
LUI - è troppo costoso
LEI - oh tesoro ti prego
LUI - vedrò quello che posso fare ma non posso promettere
LEI - prometti che farai il possibile
LUi - prometto
LEI - bacio
LUI -bacio
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22. Sei uno schifoso bugiardo
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LEI - e allora?
LUI - allora cosa?
LEI - l'hai fatto no?
LUI - di cosa stai parlando?
LEI - sai benissimo di cosa sto parlando
LUI - se intendi ancora quello ho già detto tutto ciò che ho da dire
LEI - l'hai fatto no?
LUI - non ho intenzione di subire un interrogatorio
LEI - dimmi solo la verità
LUI - te l'ho detta
LEI - chi era?
LUI - nessuno
LEI - sei un gran bugiardo
LUI - dicevi che non eri gelosa
LEI - non cambiare argomento
LUI - ma cosa stai cercando? Te l'ho già detto
LEI - io non sono gelosa ho soltanto bisogno di sapere
LUI - perché devi essere cosí sospettosa?
LEI - lo so chi era
LUI - te lo sei messo in testa tu. Non ho altro da dire
LEI - non credere di cavartela cosí
LUI - non c'è nulla da cui devo cavarmela
LEI - l'hai fatto lo so che l'hai fatto
LUI - no
LEI - tanto vale che tu lo ammetta
LUI - non c'è nulla da ammettere
LEI - me l'ha detto lei
LUI - lo so che stai inventando
LEI - è venuta da me e me lo ha detto
LUI - perché devi ricorrere a queste bugie?
LEI - non ti lasceró distruggere il mio senso della realtà
..........come hai distrutto il resto
LUi - sei paranoide
LEI - non credere di cavartela cosí
LUI - sei tu ad essere attirata da lei
LEI - no
LUI - sei una lesbica inconscia
LEI - no
LUI - dovresti andare da uno psichiatra
LEI - non proiettare su di me
LUI - sei ossessionata
LEI - l'hai fatto lo so che l'hai fatto
...........(pausa)
...........adesso vado subito a telefonarle
...........(pausa)
...........l'hai fatto
...........(pausa)
LUI - una volta
LEI - sei un gran bugiardo
LUI - non mi è piaciuto
LEI - oh sei uno schifoso bugiardo
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32.
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Lastricata di buone intenzioni
par la via che all'inferno mena
se non vale la pena di farlo
farlo bene non vale la pena
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43.
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Ti faccio male
quando ti tocco?
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era il tuo un fremito
oppure un brivido?
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di dirmi ti pregherei
a che punto sei
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puoi ingiuriarmi
e perseguitarmi
basta che continui a volermi
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46.
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Era un bacio, quello?
oppure un sibilo
dall'abisso?
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giovedì 24 dicembre 2009

Frammenti di immagini


La statua di Saffo a Mitilene, isola di Lesbo.
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Meraviglie delle traduzioni.
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1a
Piangere nella casa d'un poeta
è vietato: non è
da noi questo cordoglio.

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(I lirici greci - Saffo - Einaudi - 1969
Traduzione di Filippo Maria Pontani)
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1b
perché non è concesso innalzare il lamento funebre
nella casa delle ministre delle Muse...questo a noi
non converrebbe

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(Saffo - Poesie- A cura di Ilaria Dagnini
Newton Compton Editori - 1982).


1c
è vietato il pianto
nella casa del poeta.
Non è degno di noi.

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(Saffo - Poesie - Estro Editrice - 1985
A cura di Jolanda Insana
)


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2a
Eccoti. Finalmente. Ero tutta una smania
di te.
Rechi un rifiato all'anima, bruciante
di brama.

(Pontani)
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2b
Sei venuta e fu un bene, io ti desideravo,
hai dato sollievo al mio cuore arso di desiderio

(Dagnini)
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2c
che gioia
eccoti finalmente
o tu che porti ventate
d'aria fresca al cuore
arso di desiderio

(Insana)


*
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3a
Chi è bello è bello da vedere, e basta.
Ma chi è buono sarà sùbito bello.

(Pontani)
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3b
perché chi è bello, non è bello che il tempo di
guardarlo
chi è nobile sarà subito anche bello.

(Dagnini)
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3c
Chi è bello
è bello a vedersi
ma chi vale
di colpo è anche bello

(Insana)
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*
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4a
Senza virtù il danaro
è un coinquilino amaro.

(Pontani)
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4b
la ricchezza senza virtù è un vicino pericoloso
(Dagnini)
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4c
è una vicina pericolosa la ricchezza senza virtù
e però dalla loro congiunzione si produce il massimo
di felicità

(Insana)

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*

5a
Riposa
sul petto d'una morbida compagna.

(Pontani)
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5b
dormendo sul petto di una delicata compagna
(Dagnini)
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5c
addormentata sul petto di fresca compagna
(Insana)
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*
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6a
Stammi di fronte, amico,
raggia il piacere di quegli occhi belli.

(Pontani)
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6b
fermati, amico mio,
e rivela ai miei occhi la tua grazia

(Dagnini)
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6c
stai fermo, amore, qui di fronte
e spandi incanto d'occhi

(Insana).
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Meraviglie delle traduzioni che sono prima di tutto "letture"!
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Dalla prefazione di Ilaria Dagnini (Saffo - Poesie, Newton Compton Editori - 1982): "...La bellezza di certi versi isolati, isolati perché il resto è andato perduto, raggiunge vertici di suggestione e di efficacia raramente uguagliati...Certamente i legami di natura omosessuale che traspaiono dalla poesia di Saffo, isolati dagli altri vincoli spirituali della cerchia e soprattutto non considerati nel contesto storico-sociale in cui il tiaso saffico sorse, hanno costituito un vero ostacolo all'adesione totale alla poesia di Saffo.
...L'amore omosessuale rientrava fra i legami dell'associazione saffica come di molte altre comunità sia maschili che femminili della società greca arcaica ed era legato alla funzione pedagogica che si realizzava nel rapporto di guida che l'amante assumeva nei confronti dell'amato...
L'ideale d'amore e di bellezza coltivato giorno per giorno nella vita del tiaso, amato e goduto in tutte le sue manifestazioni di grazia e di dolcezza, si traduce nella poesia di Saffo nella limpidezza di un linguaggio dettato dalla chiarezza, dalla lucidità con cui questo ideale è vissuto e interpretato."
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Da "Saffo ovvero del tradurre" di Jolanda Insana (Saffo - Poesie, Estro, 1985): "... se tradurre da una lingua a un'altra è una operazione, detta appunto interlinguistica, tradurre poesia è una doppia operazione, interlinguistica e insieme intralinguistica, dal momento che la poesia è per se stessa traduzione vuoi della voce interiore vuoi della voce anteriore..., e la parola è sempre manchevole, dice meno di quanto io voglia dire, dice altro da quello che io voglio dire, cela più di quanto scopre anche se qualche volta vale esattamente il contrario... E così il poeta-traduttore... può essere colto in flagrante, nella flagranza del testo altrui...".




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mercoledì 23 dicembre 2009

Cin-cin


Fotografia: Gianna Santoro - Abito disabitato 7
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Il decimo anniversario: Non è forse tipico? Arriva il momento e noi quasi non ci siamo!
Arriva la data e noi stiamo già imboccando l'uscita.
Ma festeggiamo comunque, perché il tempo è trascorso, e l'abbiamo trascorso insieme; insieme per molte delle nostre uniche ore di questa vita!
Cin-cin alla vita, che ci ha un po' tradite ma che ci piace cosí tanto e alla quale piacciamo cosí tanto.


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lunedì 21 dicembre 2009

Vita commemorata




Italo Calvino
(1923-1985)
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Da L'avventura di un fotografo
in
Gli amori difficili
Einaudi - 1958


Perché una volta che avete cominciato, - predicava, - non c'é nessuna ragione che vi fermiate. Il passo tra la realtà che viene fotografata in quanto ci appare bella e la realtà che ci appare bella in quanto è stata fotografata, è brevissimo. Se fotografate Pierluca mentre fa il castello di sabbia, non c'è ragione di non fotografarlo mentre piange perché il castello è crollato, e poi mentre la bambinaia lo consola facendogli trovare in mezzo alla sabbia un guscio di conchiglia. Basta che cominciate a dire di qualcosa: "Ah che bello, bisognerebbe fotografarlo!" e già siete sul terreno di chi pensa che tutto ciò che non è fotografato è perduto, che è come se non fosse esistito, e che quindi per vivere veramente bisogna fotografare quanto più si può, e per fotografare quanto più si può bisogna: o vivere in modo quanto più fotografabile possibile, oppure considerare fotografabile ogni momento della propria vita. La prima via porta alla stupidità, la seconda alla pazzia.


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venerdì 18 dicembre 2009

Felicità


In 44 poesie di Pessoa
Traduzione di Pietro Civitareale
Mondadori - 1996

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Quasi anonima sorridi
e il sole indora i tuoi capelli.
Perché per essere felici
è necessario non saperlo?



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mercoledì 16 dicembre 2009

Segnali vocali


John Lyons 
Lezioni di linguistica
Biblioteca Universale Laterza -1987
 
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"... finché non furono stabiliti i principi della linguistica storica non fu compreso da tutti che il mutamento linguistico è UNIVERSALE, CONTINUO e, in misura molto considerevole, REGOLARE.
...si potrà notare che l'universalità e la continuità del processo di mutamento linguistico, il fatto, cioè, che tutte le lingue viventi vi sono soggette e che il processo stesso è in atto in ogni momento, è rimasto nascosto a molti a causa del conservatorismo delle lingue letterarie standard d'Europa e degli atteggiamenti prescrittivi della grammatica tradizionale.
...In alcuni periodi le lingue cambiano più rapidamente che in altri. Anche le lingue letterarie cambiano nel corso del tempo...
...Le parole...possono cambiare di significato nel corso del tempo...
...In generale, è ormai chiaro che i fattori sociali...sono molto più importanti, ai fini del mutamento linguistico, di quanto non si ritenesse in passato.
...nessuna lingua naturale è mai stabile o uniforme e ...gran parte di ció che è descrivibile macroscopicamente come mutamento linguistico è il prodotto della variazione sincronica condizionata socialmente."
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Link: Edizioni Laterza
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domenica 13 dicembre 2009

Parla come pensi



Il sessismo nella lingua italiana
di
Alma Sabatini (1922-1988)
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Con la collaborazione di Marcella Mariani
e la partecipazione alla ricerca
di Edda Billi e Alda Santangelo.
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Presidenza del Consiglio dei Ministri - 1987

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Da Introduzione alla ricerca:
 ...non siamo sempre noi a parlare la lingua, ma è la lingua stessa che ci parla.
...Non si è cercato unicamente l'eccezionale, lo strabiliante, il particolarmente "offensivo", ma soprattutto l'ovvio, il ridondante, lo scontato, che per ció stesso si presenta come "naturale" ed "ineluttabile".
...La lingua italiana, come molte altre, è basata su un principio androgentrico: l'uomo è il parametro, intorno a cui ruota e si organizza l'universo linguistico. Esempio paradigmatico: la stessa parola "uomo" ha una doppia valenza, perchè puó riferirsi sia al "maschio della specie" sia alla specie stessa, mentre la parola "donna" si riferisce soltanto alla "femmina della specie"...In poche parole l'uomo è la specie, la donna la sottospecie.
...Il problema non sono le differenze, ma le valenze che esse esprimono: o nozioni stereotipate, riduttive e restrittive della immagine della donna, o il riterato e pervasivo concetto base della centralità e universalità dell'uomo e della marginalità e parzialità della donna. La falsa "neutralità" del maschile, che spaccia per umano ciò che è solo dell'uomo è emblematica di tutta la cultura.
...Il maschile neutro occulta la presenza delle donne cosí come ne occulta l'assenza. Quando si parla, ad esempio, della democrazia ateniese sottolineando che "gli Ateniesi" avevano diritto al voto, viene di fatto nascosta la realtà che questo era negato al 50% circa della popolazione, le donne.
...anche per le cose vi è spesso un legame tra genere e simbolismo sessuale, soprattutto riguardo alle immagini sessuate suscitate dal genere di alcune parole...Nelle lingue romanze e in russo "la morte" (femminile) è rappresentata da una figura di vecchia con la falce, mentre nelle lingue germaniche "der Tod" (maschile) è rappresentato da un vecchio.
...Lo stereotipo è un'arma subdola e pericolosa...
...lo scopo fondamentale di questo lavoro è di stimolare la presa di coscienza che la lingua non è né "neutra" né "neutrale" e che essa influenza fortemente i comportamenti umani e sociali.
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Da Analisi delle schede:
Argomento: Uomo delle nevi
Fonte e data: Il tempo 9/12 p.22
Titolo: "Mosca: l'uomo delle nevi esiste e non è aggressivo"
Cit.: "...discenderebbe dall'uomo di Neanderthal...l'uomo delle nevi...discendente dell'uomo di N...non è un antenato dell'uomo sapiens...ma suo cugino...era il vero padrone del mondo".
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La particolarità interessante è che sembra accertato che il primo reperto dell'uomo di N. fosse femmina (v. La Repubblica 13.6.81)
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Da Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana:
...Il fine minimo che ci si propone è di dare visibilità linguistica alle donne e pari valore linguistico a termini riferiti al sesso femminile.
...L'operazione a cui si mira è di stabilire un vero rapporto tra valori simbolici nella lingua e valori concreti nella vita. L'uso di un termine anziché di un altro comporta una modificazione nel pensiero e nell'atteggiamento di chi lo pronuncia e quindi di chi lo ascolta. La parola è una materializzazione, un'azione vera e propria.
...la gente ormai si vergogna al solo pensiero di poter essere tacciata di "classista" o "razzista". Quando ci si vergognerà altrettanto di esser considerati "sessisti" molti cambiamenti qui auspicati diverranno realtà "normale".
...La maggior parte delle forme alternative qui proposte, peraltro, esistono nella lingua italiana; si tratta quindi solo di optare per una variante anziché per un'altra. In pochi altri casi la forma suggerita è un neologismo (quasi sempre una desinenza finora non usata, ma implicitamente esistente nelle possibilità trasformative dell'italiano). I neologismi sono stati coniati sulla base di una accurata e puntuale analisi sincronica e diacronica della lingua e sono generalmente confortati da autorevoli linguiste/i e autori/trici di grammatiche e dizionari.

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Da Forme linguiste sessiste da evitare e proposte alternative:
NO: I diritti dell'uomo
SI: I diritti umani, i diritti della persona (umana), i diritti dell'essere umano, i diritti degli esseri umani
NO: Il corpo dell'uomo
SI: Il corpo umano
No: I bambini, i ragazzi, i vecchi
SI: Le bambine e i bambini, l'infanzia, i ragazzi e le ragazze, l'adolescenza, le vecchie e i vecchi, oppure le persone vecchie
No: La fratellanza tra le nazioni
SI: La solidarietà (umana) tra le nazioni
No: "Questi popoli ...si spostavano con le donne, i vecchi e i bambini...cercando regioni più fertili"
SI: Questi popoli si spostavano cercando regioni più fertili
No: Marguerite Yourcenar è uno dei più grandi scrittori viventi
SI: Marguerite Yourcenar è una delle più grandi tra scrittrici e scrittori viventi
No: Il parlamentare europeo Maria Rossi
SI: La parlamentare europea Maria Rossi
No: Il deputato Maria Rossi
SI: La deputata Maria Rossi
No: L'avvocato Maria Rossi
SI: L'avvocata Maria Rossi
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Ecc.ecc.ecc....

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Link: Lingua sessuata su: Treccani

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venerdì 11 dicembre 2009

Constatazione


Vignetta di Pietro Vanessi (PV), dal suo blog: "Una vignatta di PV".



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martedì 8 dicembre 2009

Avantieri


Foto di A.E.Andersen - 1956
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Chi è e dove è questo signore?
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sabato 5 dicembre 2009

Colpo di vita


Picasso: Deux femmes courant sur la plage - 1922
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Su un quotidiano di provincia (danese) qualche giorno fa
è comparso un annuncio che più o meno è traducibile cosí:

Titolo: 52-enne robusta
Testo: Donna cicciottella cerca un'altra donna di 40-55 anni, meglio se robusta e rotondetta anche lei ma non necessariamente. Per trascorrere momenti gradevoli, eventualmente in deliziosi pranzi con buon vino rosso, durante i quali divertirci e stare bene insieme. Spero di ricevere tue notizie.
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Il mondo degli annunci è meraviglioso. Per l'ottimismo, la gioia, il sogno, il desiderio, l'ingenuità impliciti. E poi - naturalmente - per i possibili effetti!
Voglio raccogliere in questo post (scrivendoli nei commenti) gli annunci veri che per caso leggo o mi vengono segnalati, o quelli inventati spiritosamente - anche da voi. Come in un emporio del possibile!

Esempi:
1) Roma: Cerco appartamento luminoso, 50 m.2, centrale, ristrutturato, con vista. Massimo 60.000 euro.
2) Firenze:Pensionato 70enne cerca moglie che sappia parlare italiano e cucinare toscano. Max 35 anni, senza figli, ingenua e carina.
3) Sessantenne, economicamente agiata, in sovrappeso, colta, cerca bell'uomo, giovane, allegro, magro, sano e pulito, max 40 anni, per amicizia erotica.
4) Uomo maturo elegante e fine non solo nell'aspetto, facoltoso, cerca amico fisso, giovane e all'altezza, con cui trascorrere serate intime e disinibite.
5) Disoccupata, indebitata, malata e disillusa vorrebbe incontrare una donna seria e generosa, con lavoro fisso, non fumatrice, con cui trascorrere insieme il resto del futuro.
6) Gay cinquantenne desideroso di paternità cerca lesbica desiderosa di maternità per eventuale gravidanza da condividere.
7) Giovanissima lesbica, immatura e confusa, dal breve passato già turbolento, cerca un uomo e una donna omosessuali, amici tra di loro, maturi, capaci di darle una famiglia adottiva, costruttiva e positiva. Astenersi curiosi e morbosi di qualunque orientamento sessuale.



 
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lunedì 30 novembre 2009

Poco è tanto

La parola giusta (da un lontano relativo)
al momento giusto (l'istinto vi si è rivolto)
ha salvato il mio piccolo universo dalla rovina.
Grazie.

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sabato 28 novembre 2009

La rilettura






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Un buon libro lo leggi a 16, 17, 18, 20 anni e ti racconta il mondo e la vita,
a te che ancora di esperienza ne hai poca. Ti fa vedere come attarverso una fessura
cosa accade, cosa può accadere, cosa è accaduto, cosa conta, quanto conta nella vita.
Poi lo rileggi a 40, 45, 50 anni e ti conferma la vita, quella che ormai hai vissuto anche tu.
Capisci cosí che quel libro e quell'autore sono autentici. E che quella lettura è stata, per te, un dono.
 
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giovedì 26 novembre 2009

Il viaggio


Itaca nelle isole Ionie
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Itaca
di Constantinos Kavafis
Traduzione di Margherita Dalmàti e Nelo Risi
 
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Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
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Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente, e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta, piú profumi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
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Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?
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E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
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mercoledì 25 novembre 2009

33cl di eroismo



Da Sempre aperto teatro
di Patrizia Cavalli

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Ah, ubriachezza eroica e modesta,
dove si può ogni cosa, ma non vera,
necessità inutile che appresta
la frase bella disperata e altera.
Andrò, farò, dichiarerò rovine,
e mi sprofondo a cuccia tra le rime.

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domenica 22 novembre 2009

Guerriera, strega e santa



Il processo di Giovanna d'Arco
Rouen 1431
Guanda - 1977
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A cura di Teresa Cremisi

 
Dalla introduzione di Cremisi: ...La lettura dei documenti dovrebbe convincere che Giovanna d'Arco non è una povera pastorella, non è un'ostinata virago, non è la docile mascotte di un esercito in rotta, non è una pazza visionaria, non è un'eroina popolare, non è una santa in balia di giudici perversi, non è insomma quasi nulla di quello che, di volta in volta, nel corso di più di cinque secoli, ammiratori e detrattori hanno voluto credere.
...L'unico bagaglio propriamente culturale di Giovanna era costituito dalle preghiere più comuni; è quasi sicuro infatti che non sapesse né leggere né scrivere. Molti hanno dato importanza a questo fatto che, in realtà, significa poco. Giovanna non era né più né meno ignorante del resto dell'umanità del suo tempo, eccezione fatta per gli uomini di legge e per gli uomini di Chiesa. Per scrivere lettere o leggerle c'erano gli scrivani e Giovanna non sembra aver avuto nessun complesso a sevirsene per inviare missive a re, principi e altri personaggi.
...Una cosa non ha nemmeno sfiorato la mente dei contemporanei di Giovanna, anche quando erano suoi ferventi sostenitori: che potesse essere una santa. Era una buona cattolica, traeva dalla pratica della religione delle gioie semplici e profonde, era d'animo compassionevole e tenero, ma sapere che in seguito, molto molto più tardi, la Chiesa l'avrebbe proclamata santa, avrebbe fatto ammutolire per lo stupore tutti i francesi di allora e, naturalmente, la stessa interessata.
...Se Giovanna non è una santa, i suoi giudici non sono dei mostri assetati di sangue innocente...A nessuno, né ai giudici né a Giovanna stessa, sfugge che questo processo "in materia di fede" è esclusivamente un processo politico, che si basa su un'equazione elementare: affinché Enrico VI di Lancaster, ancora un bambino, diventi legittimamente e saldamente erede della corona di Francia oltre che di quella inglese, bisogna distruggere quello che Giovanna ha fatto, e in particolare, la consacrazione di Carlo VII a Reims.
...Il processo di condanna, viziato alla base dai suoi falsi scopi, è condotto in maniera relativamente regolare.
L'errore più grave i giudici lo commettono la mattina dell'esecuzione permettendo a Giovanna di confessarsi e di comunicarsi. Si tratta di una gravissima imprudenza perché o Giovanna si è piegata all'autorità della Chiesa e allora un tribunale ecclesiastico è costretto ad assolverla, o è ancora convinta delle sue opinioni e in questo caso non si capisce come degli uomini di Chiesa le abbiano permesso di accostarsi ai sacramenti.
Su questa terribile contraddizione, venticinque anni dopo, si fonderà principalmente il processo di riabilitazione. Esso avrà come unico scopo quello di ribaltare il primo processo nelle sue implicazioni politiche...Nel 1920 , in un clima per la Francia di esaltazione nazionalistica, verrà emessa una terza sentenza...anch'essa palesemente politica: quella di santificazione.
Di questi tre processi in cui la figura di Giovanna viene ogni volta piegata e distorta per adattarla a scopi precisi, sembra che, paradossalmente, quello più rispettoso della sua persona, quello che non camuffa le sue idee, quello che non cela la sua posizione nei confronti del potere, sia il primo, quello che l'ha condannata a morte.
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GIOVANNA
Non ho bestemmiato né Dio né i santi!
GIUDICE
Eppure nei sacri canoni e nelle sacre scritture è detto che Dio ripudia le donne che vestono da uomo e gli uomini che vestono da donna...hai indossato questi abiti per volere di Dio?
GIOVANNA
L'ho già detto e ridetto. Se volete che io vi dica di più, accordatemi un po' di tempo e vi risponderó.
GIUDICE
Non vuoi vestirti da donna per poterti comunicare e adempiere al precetto pasquale?
GIOVANNA
Non lasceró il mio abito per nessuna ragione. Né per comunicarmi, né per altro. Per ricevere il Signore che differenza fa che io sia vestita da donna o da uomo? Voi non dovete impedirmelo per via del mio abito.



 
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mercoledì 18 novembre 2009

Il latte della strega


John Fante (1909-1983)
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La confraternita dell'uva
(1982)

Traduzione di Francesco Durante
Prefazione di Vinicio Caposella
Einaudi - 2004
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Il romanzo racconta della fine di un padre (il suo?), immigrato italiano di prima generazione, e dei suoi compaesani. Tutti amanti del chianti.
Una fine nel vino e nel diabete assassino.
Fante stesso soffriva di diabete a causa del quale divenne cieco. Aveva anche il vizio del gioco e la fortuna di aver sposato Joyce Smart.
Di lui ho letto, in danese "Aspetta primavera, Bandini", e in italiano oltre a "La confraternita dell'uva", alcune Lettere (1932-1981, volume pubblicato dall'editore Fazi), per me particolarmente interessanti per via del suo sguardo italo-americano su un'Italia che non aveva mai visto prima e su Copenaghen.
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Il brano:
."La cucina (in italiano nel testo): il vero regno di mia madre, l'antro caldo della strega buona sprofondato nella terra desolata della solitudine, con pentole piene di dolci intingoli che ribollivano sul fuoco, una caverna d'erbe magiche, rosmarino e timo e salvia e origano, balsami di loto che recavano sanità ai lunatici, pace ai tormentati, letizia ai disperati. Un piccolo mondo venti-per-venti: l'altare erano i fornelli, il cerchio magico una tovaglia a quadretti dove i figli si nutrivano, quei vecchi bambini richiamati ai propri inizi, col sapore del latte di mamma che ancora ne pervadeva i ricordi, e il suo profumo nelle narici, gli occhi luccicanti, e il mondo cattivo che si perdeva in lontananza mentre la vecchia madre-strega proteggeva la sua covata dailupi di fuori.
Goloso e vorace, Virgil si riempí le ganasce di gnocchi melanzane scaloppine, irrorandosi la gola col nettare favoloso di Joe Musso; incantato, ormai avvinto, si sdilinguiva per la sua grande madre, mandandola in estasi con occhiate amorevoli, interrompendo perfino di tanto in tanto la propria crapula per prenderle una mano e baciargliela con gratitudine. Lei rideva vedendo in che modo perfetto aveva tessuto il proprio incantesimo, e mentre essi si guardavano perdutamente innamorati, io scivolai in salotto e telefonai ad Harriet a Redondo Beach.
- Tutto a posto lassù? - domandò.
- Sí, sí. Non c'è problema.
- E il divorzio?
- Se lo sono scordato.
- Sei andato da mia madre?
- No.
- Ci vai?
- Forse domani.
- Promesso?
- No.
Avvertii il respiro caldo di mia madre sul collo e mi voltai a guardarla mentre origliava. Cosí, senza infingimenti, sfacciatamente.
-Fammi parlare, - disse, togliendomi la cornetta di mano. E poi: - Prontooo, Harrietta. Songo io a telefono, 'a suocera tua. Comme stai, Harrietta? Buono? Io? Stongo buono, si.
Eccola di nuovo, con quel suo modo ipocrita di lusingare Harriet, quell'inchinarsi come una serva al cospetto di una baronessa, una forma di autodegradazione tale che anche la sua facoltà di parola ne risentiva. Nata a Chicago, e a conoscenza della sola lingua inglese, mia madre ciononostante parlava come un'emigrata napoletana fresca di sbarco ogni volta che le capitava di sentire Harriet.
Ascoltai, esasperato, tirandomi i capelli. - Harrietta, ti debbo cercare una cortesia, va buono? Ti dispiace che tuo marito rimmane due o tre giorni, una settimana? Papà suo tiene bisogno di aiuto, quel povero vecchiarello che tiene pure i reumatismi. Sí, una settimana, oppure dieci giorni; può darsi che so' due settimane o tre, poi la giobba è fernuta. Okay, Miss Harrietta? Grazie assai. Dio ti benedice...
Le strappai la cornetta. - Saró a casa domani,Harriet. Lascia perdere tutte queste scemenze!
Mamma ficcó la bocca nell'apparecchio.
- Pe' piacere, Harrietta, spero che non faccio guai in casa tua, va buono? Voglio solamente aiutare a papà che tiene la schiena offesa.
- Vengo domani! - strillai, buttando giù il ricevitore."
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Link: John-fante.com
e il post Sfogliando



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lunedì 16 novembre 2009

Concessioni

Brassaï: L'Obélisque de la place de la Concorde, 1933.
In  www.monsieurphoto.free.fr
































Aspettando l'arrivo di un grande assente: un nuovo romanzo di Nicole Müller, stamattina leggo, facendo colazione, un paio di paragrafi del vecchio
"Perché questo è il brutto dell'amore":
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439. La mia ex fidanzata, cui ho telefonato in preda alla disperazione-da-abbandono per chiederle come avesse superato il MIO distacco, mi ha consolato. Alla fine, tuttavia, ha detto una frase che mi ha mandato su tutte le furie: "Una cosa è certa: non concederó mai più a nessuno l'intimità che ho concesso a te".
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440. La frase era doppiamente significativa. Da un lato perché coincideva con le mie intenzioni. Dall'altro perché mi ha rivelato di colpo l'idiozia di un simile proposito.
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441. A questo punto lo giuro: amerò fino alla fine.
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Leggi anche il post: Paragrafi d'amore e di rabbia
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domenica 15 novembre 2009

Notturno


Ada Negri (1870-1945)
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Post aggiornato il 10.12.'14
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Notturno Nuziale
di Ada Negri

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Quando tu venisti, una notte, verso il suo letto, al buio,
e le dicesti, piano, già sopra di lei: "Non ti vedo, ti sento".
E la ghermisti con artiglio d'aquila, e tutta la costringesti nella 
    tua forza,
riplasmandola in te con tal furore ch'ella perdette il senso di 
    esistere.
E uno solo in due bocche fu il rantolo e misto fu il sangue e fu 
    il ritmo perfetto,
e dal balcone aperto la notte guardava con l'occhio d'una sola 
   stella rossastra,
e il sonno che seguì parve la morte, e immoti come cadaveri la 
tristezza dell'ombra vi veglió fino all'alba.


Post aggiorna

Da - Ada Negri, Poesie - a cura di Silvio Raffo, Mondadori - 2002

Ada Negri su wikipedia


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sabato 14 novembre 2009

Sobria noia


Patrizia Savarese: Ponti di Roma - 2002
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Patrizia Cavalli
da Sempre aperto teatro
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Molte città in una mi tormentano,
non so dove risiedere
che cosa visitare, troppo libera
senza un governo certo
che mi domina, non ebbra
ma sempre in sobria noia
non so cosa inventare;
mi dedico alla prosa mattutina,
la memoria ricorda vaga e frigida.


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venerdì 13 novembre 2009

Anima gemella


Affinity - edizione giapponese
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Affinità (1999)
di Sarah Waters
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Traduzione di Fabrizio Ascari
Editrice: Ponte alle grazie (2004)
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Chi non crederebbe di aver trovato l'anima gemella di fronte ad una creatura che sembra conoscere ogni tuo pensiero e ogni tuo sogno?
Selina Dawes è una medium, finita in carcere "per frode e aggressione" in seguito ad una seduta spiritica in cui una donna è morta... e ci è finita con una signorilità e una fragilità che affascina e convince. Il carcere in cui langue è situato in una Londra del 1874. La signorina Prior, ricca e colta, dopo aver tentato il suicidio in seguito alla morte del padre, decide - per distrarsi - di occuparsi un poco delle prigioniere del carcere Millbank, vi incontra Seline e ne resta affascinata.
La vita delle prigioniere è indubbiamente un inferno. Pietà e attrazione. La loro amicizia cresce fino a diventare un possibile amore. La signorina Prior che già ha subito una delusione d'amore (cioè Helen di cui è stata innamorata relativamente ricambiata, e che alla fine ha preferito suo fratello a lei, sposandoselo) non resta insensibile alle parole di Selina, ai suoi pallori, i suoi tremiti, le sue visioni, i suoi evidenti poteri.
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Decidono finalmente di preparare una fuga, una fuga dal carcere attraverso i poteri dello spirito.
Selina scomparirà dalla sua cella senza lasciare tracce. E insieme a lei anche i vestiti e i soldi e i passaporti che la signorina Prior aveva preparato per entrambe e teneva pronti in casa: il progetto era fuggire e partire per l'Italia insieme, fingendosi "una signora" con la propria dama di compagnia. Una coppia di donne con tanto denaro e tanta libertà, al sole e tra le bellezze artistiche della penisola.
E in Italia Selina ci andrà, ma con Vigers, la cameriera della signorina Prior che per mesi aveva riferito a Selina il contenuto del diario della signorina e per mesi era stata la mano della medium incarcerata.
Tradimendo, truffa.
Fino alla fine il lettore è convinto che i poteri di Selina siano sorprendentemente reali, eccezionali, lampanti, sente quasi un brivido quando la sera si chiude in camera propria a leggere il romanzo! E alla fine scopre, il povero lettore, che è tutto un imbroglio... Delusione o sollievo?
Anche di questo romanzo della Waters si è fatto un film.
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Il brano:
...Ha risposto che pensava ciò che ogni uomo razionale dovrebbe pensare, data l'evidenza: che la maggior parte dei medium erano indubbiamente dei semplici prestigiatori; che alcuni forse erano vittime di una malattia o di una mania e che Dawes poteva benissimo rientrare in quella categoria, e in tal caso doveva essere compatita piuttosto che schernita; ma che gli altri...
"Be', la nostra epoca è meravigliosa. Posso andare in un ufficio del telegrafo e comunicare con un uomo che si trova in un ufficio simile dall'altra parte dell'Atlantico. Come si fa? Non lo so. Cinquant'anni fa una cosa simile sarebbe stata giudicata assolutamente impossibile, in contraddizione con tutte le leggi della natura. Ma quando l'uomo mi invia il suo messaggio non ritengo, per questo, di essere stato imbrogliato, di ricevere il segnale trasmesso da un tizio nascosto nella stanza attigua. E non ritengo neppure, come fanno alcuni pastori a proposito dello spiritismo, che il signore che mi invia un messaggio sia in reltà il demonio mascherato".
"Ma le macchine del telegrafo" gli ho detto "sono collegate da un filo". E lui mi ha spiegato che ci sono già degli ingegneri convinti che si possono sviluppare macchine analoghe che funzionano senza filo. "Forse in natura ci sono dei fili...dei piccoli filamenti..." ha agitato le dita, "così sottili e strani che la scienza non sa come definirli, così fini che la scienza non riesce ancora nemmeno a vederli. Forse sono soltanto le ragazze sensibili, come la tua amica Dawes, a essere in grado di percepire questi fili e di udire i messaggi che li percorrono".
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Link: i libri della Waters in Italia presso Ponte alle grazie


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martedì 10 novembre 2009

Contro leggi divine


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Daniela Danna

Amiche, compagne, amanti
Storia dell'amore tra donne
(1994)

"...Nel 1728 a Copenaghen si svolse l'unico processo danese per sodomia e travestimento contro una donna, Sidsel Andersdatter. A trentadue anni Sidsel (nata nel 1680) inizió a lavorare presso un droghiere, e là conobbe Bodil Maria Christensdatter. Bodil era nubile e aspettava un figlio, e Sidsel la aiutò facendosi scrivere da uno studente una falsa lettera di fidanzamento che permise a Bodil di battezzare il figlio come legittimo. Dopo un anno e mezzo andarono a vivere insieme: fu allora che Sidsel decise di passare per un uomo. Prese il nome di Andres Simonsen Aischenberg e trovó lavoro come cuoco di bordo sulle navi durante la grande guerra nordica. Le due donne si sposarono nel 1715, ma il matrimonio non andó bene: Bodil aveva contratto debiti, e Sidsel la lasciò andando a vivere a Jægerspris. Bodil ottennne il divorzio per poi risposarsi con un uomo. L'arresto di Sidsel, dopo tredici anni passati come Andres Simonsen, avvenne in circostanze poco chiare (proprio in quel punto l'inchiostro degli atti processuali è quasi scomparso). Probabilmente ritornò da Bodil per riavere le sue cose, o del denaro, e il nuovo marito la denunció, forse non pensando che il processo avrebbe coinvolto anche Bodil. I giudici infatti, avendo trovato addosso a Sidsel un corno attraverso il quale orinava, un elemento essenziale del suo travestimento a bordo della nave, accusarono le due donne di sodomia. Benché non potessero portare alcuna prova concreta, Sidsel fu condannata alla prigione a vita, in primo luogo per aver indossato abiti da uomo, 'cosa che va contro la legge divina', poi per il sospetto che avesse usato il corno in qualche inpudicizia, e infine per essersi presa gioco dei sacramenti, sposando un'altra donna e poi separandosene."

"...Florence Nightingale (1820-1910) aveva rifiutato di sposarsi perché ciò avrebbe significato sacrificare la propria vita e annichilirsi nell'ombra del marito, e in verità nessun uomo le aveva ispirato sentimenti tali da farle pensare che avrebbe potuto accettarlo. Era invece attratta da altre ragazze, ed ebbe numerose 'cotte', la più seria delle quali fu per la cugina Marianne Nicholson: 'Non ho mai amato con passione nella mia vita se non una persona, e questa era lei' scrisse nel 1846. Marianne era bella: 'Quella faccia intelligente è quasi come il volto di un angelo'. Ma era anche imprevedibile, l'angelo si alternava al diavolo, era crudele o gentile senza ragione, generosa o malvagia, sincera o bugiarda. L'amicizia, iniziata nel 1839, finí sei anni più tardi e per Florence fu una catastrofe, di cui si diede la colpa ritenendosi un'amica indegna di Marianne...Fu proprio in quell'anno che scoprí la vocazione al soccorso dei feriti, un'occupazione che era allora considerata assai poco femminile. Florence venne osteggiata in tutti i modi e lottò a denti stretti contro la disapprovazione sociale, ricompensata dal grande seguito femminile, che aderiva entusiasta al suo progetto di volontariato e la faceva oggetto della propria ammirazione."



"Amiche, compagne, amanti - Storia dell'amore tra donne" è uscito per la Mondadori nel 1994 ma dal 2003 è pubblicato in edizione integrale e aggiornata da Uni Service.


Florance Nightingale su Wikipedia



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venerdì 6 novembre 2009

Viellir



Jacques Brel (1929-1978)
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INVECCHIARE


Morire arrossendo
secondo la guerra che c'è
per via dei Tedeschi
a causa degli Inglesi
.
Morire da onesto chiavatore
tra i seni di una grassa
contro le ossa di una magra
in un segreto cunicolo

Morire rabbrividendo
morire dissolvendosi
accartocciandosi
morire scucendosi

O terminare la corsa
la notte dei cent'anni
gran vecchio tonante
risollevato da qualche donna
inchiodato all'Orsa Maggiore
sputare l'ultimo dente
cantando "Amsterdam"

Morire, questo è niente
morire, che bell'affare
ma invecchiare… oh, invecchiare!

Morire, morire dal ridere
possibile che sia vero
d'altronde la prova è
che non osano più ridere troppo

Morire dal fare il buffone
per divertire il deserto
morire di fronte al cancro
per decisione dell'Arbitro

Morire sotto il cappotto
talmente anonimo
talmente in incognito
che muore un sinonimo

O terminare la corsa
la notte dei cent'anni
gran vecchio tonante
risollevato da qualche donna
inchiodato all'Orsa Maggiore
sputare l'ultimo dente
cantando "Amsterdam"

Morire, questo è niente
morire, che bell'affare
ma invecchiare… oh, invecchiare!

Morire coperto di onori
e grondante di soldi
asfissiato dai fiori
morire in monumento

Morire con la sigaretta in bocca
là dove non succede nulla
dove il tempo ci passa sopra
dove il letto cade nella tomba

Morire insignificante
al fondo di una tisana
tra una medicina e
un frutto che avvizzisce

O terminare la corsa
la notte dei mille anni
gran vecchio tonante
risollevato da qualche donna
inchiodato all'Orsa Maggiore
sputare l'ultimo dente
cantando "Amsterdam"

Morire, questo è niente
morire, che bell'affare
ma invecchiare… oh, invecchiare!
.
.

Traduzione di Angela Bruno che ha curato "Jacques Brel. E' il vento del Nord
che mi farà capitano", edito da Stampa Alternativa.
.
 
*

Viellir
.
Mourir en rougissant
suivant la guerre qu'il fait
du fait des Allemands
à cause des Anglais

Mourir baiseur intègre
entre les seins d'une grosse
contre les os d'une maigre
dans un cul de basse-fosse

Mourir de frissonner
mourir de dissoudre
de se racrapoter
mourir de se découdre

Ou terminer sa course
la nuit de ses cent ans
vieillard tonitruant
soulevé par quelques femmes
cloué à la Grande Ourse
cracher sa dernière dent
en chantant "Amsterdam"

Mourir cela n'est rien
mourir la belle affaire
mais vieillir... ô vieillir

Mourir mourir de vivre
c'est possible vrai
d'ailleurs la preuve en est
qu'ils n'osent plus trop rire

Mourir de faire le pitre
pour dérider le désert
mourir face au cancer
par arrêt de l'arbitre

Mourir sous le manteau
tellement anonyme
tellement incognito
que meurt un synonyme

Ou terminer sa course
la nuit de ses cent ans
vieillard tonitruant
soulevé par quelques femmes
cloué à la Grande Ourse
cracher sa dernière dent
en chantant "Amsterdam"

Mourir cela n'est rien
mourir la belle affaire
mais vieillir... ô vieillir

Mourir couvert d'honneur
et ruisselant d'argent
asphyxié sous les fleurs
mourir en monument

Mourir au bout d'une blonde
là où rien ne se passe
où le temps nous dépasse
où le lit tombe en tombe

Mourir insignifiant
au fond d'une tisane
entre un médicamentet
un fruit qui se fane

Ou terminer sa course
la nuit de ses mille ans
vieillard tonitruant
soulevé par quelques femme
scloué à la Grande Ourse
cracher sa dernière dent
en chantant "Amsterdam"

la belle affaire
mais vieillir... ô vieillir.
.
 

 
Questa è una delle sue ultime canzoni quando il cancro lo stava uccidendo (a 49 anni). E' nell'album Les marquises del 1977.
Amsterdam (1964) citata nel testo è uno dei suoi primi successi internazionali. Brel era un belga fiammingo. Scelse di cantare in francese (si trasferí presto a Parigi). È sepolto nelle Isole Marchesi, dove trascorse gli ultimi periodi.

Sulla sua vita e la sua carriera: Wikipedia


 
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giovedì 5 novembre 2009

Like a rolling stone



Blues, ballate e canzoni di Bob Dylan
Prefazione di Fernanda Pivano
Traduzione di Stefano Rizzo
Newton Compton Italiana - 1972?
(Lire milleduecento!)
.

STRADA STATALE 61 DI NUOVO
come una pietra che rotola
.
un tempo vestivi cosí bene
gettavi una moneta ai pezzenti nella tua primavera
non è vero?
la gente ti gridava attenta ragazza
finirai col cadere
ma tu pensavi che
ti prendevano in giro
ridevi ti divertiva
la gente che cercava di stare a galla
ora non parli più cosí forte
ora non sembri più cosí fiera
ora che devi racimolare
il tuo prossimo pranzo
.
come ci si sente
come ci si sente
a essere senza casa
una completa sconosciuta
come una pietra che rotola
.
sei stata nelle migliori scuole
d'accordo miss solitaria
ma sai che ti piaceva
ti ubriacavi soltanto
nessuno ti ha mai insegnato
a vivere per la strada
e ora ti ci dovrai
abituare
dicevi che non avresti mai trattato
con il vagabondo misterioso
ma ora ti rendi conto
che lui non vende alibi
e tu guardi nel vuoto dei suoi occhi
e chiedi vuoi che
ci mettiamo assieme
.
come ci si sente
come ci si sente
a essere per conto proprio
senza sapere dove andare
una completa sconosciuta
come una pietra che rotola
.
non ti sei mai voltata a vedere la fronte aggrottata
dei giocolieri e dei pagliacci
quando tutti facevano trucchi per te
non hai mai capito che non è bello
che non dovresti lasciare che gli altri
ti divertano
andavi a spasso sul cavallo cromato
con il tuo diplomatico
che portava sulla spalla un gatto siamese
non è duro adesso scoprire
che non era come lui ti diceva
adesso che ti ha portato via ogni cosa
che poteva rubare
.
come ci si sente
come ci si sente
a essere per conto proprio
senza sapere dove andare
una completa sconosciuta
come una pietra che rotola
.
la principessa sulla guglia
e tutta la gente graziosa
bevono e pensano
che ce l'hanno fatta
si scambiano doni preziosi
ma tu faresti meglio
a prendere il tuo diamante
faresti meglio a impegnarlo
ti divertiva tanto
napoleone in stracci
e il linguaggio che usava
va da lui adesso ti chiama
non puoi rifiutarti
quando non hai più niente da perdere
sei invisibile adesso
non hai segreti da nascondere
.
come ci si sente
come ci si sente
a essere per conto proprio
senza sapere dove andare
una completa sconosciuta
come una pietra che rotola
.
1965



Nota: Robert Zimmerman nato nel 1941 prende il nome di Bob Dylan nel 1962 in onore del poeta Dylan Thomas.

Nota del 12 ottobre 2016: Premio Nobel per la Letteratura!

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mercoledì 4 novembre 2009

Desire


Fotografia di Patrizia Savarese : "Novembre" - Piazza di Spagna, Roma.
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Mi accorgo della prima neve esattamente alle ore 14.45, mentre sto cercando la foto giusta per "festeggiare" questo mese inevitabile, ostico e lento (: festeggiarlo invece che maledirlo, accettarlo invece che fargli inutile e distruttiva resistenza!).
Riempio il mio pomeriggio libero dal lavoro con un intero album di Bob Dylan: Desire: mi è venuto in mente mentre dal lavoro tornavo a casa in autobus: non potevo che accoglierlo!
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Novembre. Novembre. Novembre: il mese più lungo, più triste, più pesante, più difficile, più assurdo a Copenaghen.
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Link: Il sito di Patrizia Savarese e novembre 2008
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venerdì 30 ottobre 2009

Il tempo e la felicità


Martine Franck: Bibliothèque pour enfants, Clamart - 1965
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Seneca
Il tempo
Lettera a Lucilio
Versione e presentazione di Nedda Sacerdoti
Stampa Alternativa - 1992
..

...Perché questo è il punto: noi pensiamo alla morte come a qualcosa che sta davanti a noi, mentre in gran parte è già alle nostre spalle: tutta l'esistenza trascorsa è già in suo potere. Allora, caro Lucilio, fa' come mi scrivi: tieni stretto il tuo tempo ora per ora; dipenderai meno dal futuro, se avrai in pugno il presente. Mentre rimandiamo le nostre scadenze, il tempo passa. Tutto ci è estraneo, Lucilio, solo il tempo è veramente nostro: l'unica cosa di cui la natura ci ha fatto padroni; ma è passeggera e instabile, e chiunque può estrometterci da questa proprietà.
Che sciocchi gli uomini! Quando ottengono da qualcuno delle inezie di nessun valore, facili da rimpiazzare, sono pronti a farsele mettere in conto; ma non c'è nessuno che si senta in debito, se gli si concede del tempo; eppure questa è l'unica cosa che non si può restituire, nemmeno se si prova grande riconoscenza...
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Epicuro
Lettera sulla felicità
Versione di Angelo Maria Pellegrino
Stampa Alternativa - 1993
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...La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c'è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive. Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, cosí non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, cosí non il tempo più lungo si gode, ma il piú dolce.
...Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d'apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un'esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte.
Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l'animo a essere sereno.
Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l'animo causa di immensa sofferenza.....
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Costavano 1000 lire questi libricini
di Stampa Alternativa- Nuovi Equilibri.
Epicuro pesava 25 gr. Seneca 19 gr. scarsi!
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giovedì 29 ottobre 2009

Aspirazioni e inclinazioni


Fotografia di Barbara Torresan: Alagna
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Scritto in un giardino
di Marguerite Yourcenar
il melangolo - 2004
Traduzione di Carlo Angelino
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Il colore è l'espressione di una
virtù nascosta.
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Un giardiniere mi fa osservare
come soltanto in autunno si percepisce
il vero colore degli alberi. In primavera
l'abbondanza di clorofilla
dona loro, a tutti, una livrea verde.
A settembre inoltrato,
si rivelano rivestiti dei loro colori specifici,
la betulla bionda e dorata,
l'acero giallo-arancio-rosso,
il rovere colore del bronzo e del ferro.
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Le radici affondate nel suolo,
i rami che proteggono i giochi degli scoiattoli,
i rivi e il cinguettio degli uccelli; l'ombra
per gli animali e gli uomini; il capo in pieno cielo.
Conosci un modo di esistere più saggio e
foriero di buone azioni?
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L' acqua che da se stessa cede e scende. Per questo
le si addice l'aggettivo con cui la definisce
San Francesco: umile.
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L'acqua aspira a diventare vapore
e il vapore a ridiventare acqua.
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